Il clown dislessico in classe

Il bambino dislessico diventa il clown della classe.

La maestra: “quanto fa 6×8? Chi lo sa alzi la mano”…

Nessuno alzava la mano, quale occasione migliore per tirare fuori il clown che è in me!

Io alzo la mano
Maestra: “ah benissimo, finalmente si è accesa la lampadina, alzati in piedi e rispondi”

Io: “TOOOTIIIIIIIPPP!!”

(Ai miei tempi c’era una pubblicità sulle scommesse che aveva catturato l’attenzione del pubblico :))

Immaginate cosa è successo dopo…

Vai fuori

NO

Trambusto in classe, la maestra mi rincorreva e i compagni approfittavano dell’occasione per festeggiare. 😀

Io definirei questa una situazione degna dei migliori film di Pierino.

Ho citato questo racconto per mettere in luce, oltre all’ilarità, il lato triste della dislessia.

Dietro quella manifestazione pubblica da clown c’era una sofferenza.

La frustrazione che ogni volta provavo nel “non capire” quello che spiegava l’insegnante.

Soprattutto nelle tabelline: inutile tortura.

Memorizzare le tabelline resta difficile ancora oggi per me, uso altre strategie.

Vedo i numeri nella mente, nel caso di 6×8, risolvo prima 6×5 (che è più facile), poi faccio 6×3, e poi sommo i rispettivi risultati 30+18.

È la mia strategia.

Voi direte “bel casino“, essi è vero, ho una buona capacità di “adattamento” :D.

Concludo che da parte mia, con la mia difficoltà, ho dovuto fare una scelta, potevo abbattermi e deprimermi, oppure fregarmene;

Ho scelto di fregarmene e puntare alla simpatia dei compagni.

Le conseguenze sono che risulti vivace e maleducato per gli insegnanti, mentre per i compagni ero divertente, ma a volte fuori luogo.

Ovviamente gli insegnanti erano spiazzati dal mio comportamento, realmente pensavano che fossi “vivace e svogliato”.

Nessuno tra insegnanti, genitori, amici e parenti ebbe il dubbio che si trattasse di disturbi di apprendimento.

Era ancora un disturbo poco conosciuto.

Mai farsi illudere dalla apparenze, ciò che appare ai nostri occhi è solo una delle milioni di interpretazioni possibili, perché ognuno ha il suo punto di vista, ognuno ha la sua realtà.

> PROSSIME TAPPE DAL VIVO DISLESSIA <

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

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4 thoughts on “Il clown dislessico in classe”

  1. Ti comprendo e so cosa intendi ☺️ le tabelline… Quante volte imparate per poi dimenticarle dopo poco… I calcoli a mente: un gran giro di numeri come dici tu(sommo, sottraggo, riporto, aggiungo…)
    Ma si sopravvive e a volte si calcola ad intuito 😁 azzeccando 😳
    Io ero troppo timida e taciturna a scuola per essere una buffona 😓 (ero me stessa solo a casa) ma comunque considerata una pigra e svogliata nello studio 😔😔😔 io che mi dannavo per studiare … Non era giusto!
    Triste esperienza 😁

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    1. Hai aperto un’altra questione oscura su cui spesso rifletto e rimango stupefatto. Il calcolo “ad intuito”, se cosi si può dire. Capita spesso anche a me di risolvere un calcolo “a getto” e di azzeccarci. Questi misteri del cervello mi affascinano … ci studierò su 😀

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      1. ☺️ si misteri che io giustifico così: il nostro super cervello è bravissimo e sa risposte a domande difficilissime, ma a noi non ci è dato di sapere 😳
        Seguirò i tuoi studi con interesse 😍

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