L’assalto dei buoni

un’esperienza diversa tra i bambini

Oggi sono stato in tre classi elementari di Mestre.

Non so cosa esprime la mia faccia, o cosa dicono i miei gesti, ma i bambini appena mi vedono mi assalgono letteralmente.

Io sto bene con loro e loro stanno bene con me.

Io li ascolto.

Io li sostengo.

Io li rispetto.

Io gioco con loro.

Io li capisco.

Oggi se avessero potuto, avrebbero fatto tanti pezzettini di me, per dividermi tra di loro.

Non c’è maestra che tenga, loro appena mi vedono mi vengono incontro in massa ed iniziano a farmi 3000 domande.

Come ti chiami?

Quanti anni hai?

Di dove sei?

Ovviamente le stesse domande ripetute da ognuno, perché ognuno di loro vuole sapere, ognuno di loro è curioso.

Le mie risposte cambiavano sempre, perché mi piace lasciarli un po’ disorientati, per dare loro la possibilità di conoscermi senza etichette e senza stereotipi.

Ho detto che avevo 63, 62, 38, 45, 33, 34 anni … ed a loro sta bene cosi.

Poi hanno immaginato che io fossi un attore del telefilm “il segreto”, e tutti, nessuno escluso, hanno voluto un autografo, chi sul braccio, chi sulla mano. Ma non uno alla volta, avevo più di 20 braccia e mani contemporaneamente davanti a me.

Ognuno voleva farmi vedere le sue capacità, le sue doti, hanno addirittura inscenato un teatro per me.

Alla fine hanno scritto sulla lavangna “ciao Benedetto”, e mi sono emozionato 😀

questa è una delle loro creazioni di creta:

IMG_7683
Il castello di angry birds

Quello che ho imparato da questa esperienza:

La curiosità dei bambini è tipica, basta lasciarli liberi ed imparano da soli.

Gli insegnanti sono davvero in difficoltà, è difficilissimo tenere un gruppo cosi articolato di bambini, ognuno diverso, ognuno con le proprie esigenze.

I bambini hanno bisogno di essere ascoltati, a volte li sottovalutiamo perché sono “bambini”, ma sono molto intelligenti e creativi, da loro si può imparare molto, hanno una visione del mondo ancora svuotata da pregiudizi dei quali noi adulti siamo pieni.

I genitori dovrebbero dedicare più tempo ai loro figli, ma non a fare i compiti, semplicemente ad ascoltarli e a giocare con loro.

Giornata stancante, ma felice.

Alla prossima

Benny 🙂

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