SIAMO TUTTI UN PO’ DISLESSICI

Hai scoperto di essere dislessico? non mi sorprende!

“Siamo tutti un po’ dislessici”

Questa fu la frase con cui esordì un mio vecchio amico durante una presentazione sulla dislessia.

Quella frase mi ha fatto riflettere molto perché ha un senso profondo.

I disturbi di apprendimento che comprendono dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia, non sono altro che un insieme di caratteristiche cognitive.

Le caratteristiche dell’emisfero destro del nostro cervello che si distingue per essere:

  • muto
  • agrafico
  • dislessico
  • afasico 
  • aprassico

Si caratterizza piuttosto per:

  • sintesi
  • capacità di problem solving
  • intuito
  • creatività
  • atemporalità
  • irrazionalità

L’emisfero destro spicca per qualità artistiche, intuitive,  è il lato del cervello che vede meglio le connessioni nascoste e le associazioni remote tra due idee distinte.

Il lato sinistro del cervello, invece, si occupa di tutto il resto:

  • linguaggio
  • scrittura
  • calcolo
  • logica
  • categorizzazione dei simboli

Ognuno di noi possiede entrambi gli emisferi cerebrali con la differenza che non li usiamo tutti allo stesso modo.

  • C’è chi usa come emisfero dominante il destro e quindi oltre ad essere creativo può presentare un disturbo di apprendimento.
  • C’è chi usa molto prevalentemente il sinistro e quindi è molto portato per la didattica scolastica e può avere delle carenze nel pensiero creativo.
  • C’è chi li usa entrambi in maniera equilibrata.

Effettivamente il mio amico non ha tutti i torti, c’è un dislessico in ognuno di noi, come c’è un creativo in ognuno di noi, la differenza sta in come la genetica ha agevolato il nostro sviluppo cognitivo.

Oggi abbiamo fatto diventare una semplice caratteristica cognitiva, un vero e proprio disturbo a causa dei limitati mezzi della scuola dove l’apprendimento avviene solo attraverso memorizzazione, lettura, scrittura e calcolo, lasciando poco spazio al gioco libero e alla creatività.

Capisco che oggi per la scuola, le famiglie e i bambini, sia utile avere una diagnosi per poter essere al pari degli altri in un contesto per loro molto svantaggioso, ma vorrei superare questo empasse e pensare che cambino radicalmente i metodi scolastici piuttosto che cambiare la testa dei bambini.

I bambini sono nati con tutte le competenze genetiche per far fronte alla vita, limitare le loro performance a pura e mera memorizzazione passiva diventa una barriera che potrebbe diventare difficile da superare nella vita adulta.

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

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