Sento spesso dire che le diagnosi di DSA tra i banchi di scuola aumentano sempre di più.

Sono molti anche gli adulti che hanno scoperto di essere dislessici attraverso il test dislessia adulti.

Questa “pandemia” può risultare spaventosa e anche molto strana se continuiamo a pensare la dislessia come un disturbo.

Ci sembrerebbe piuttosto normale invece se pensassimo al DSA non più come un disturbo, ma come una caratteristica.

Occhi azzurri, capelli castani, alto e basso, sono tutte caratteristiche che ci rendono diversi uno dall’altro, tuttavia queste caratteristiche non ci sorprendono.

L’emisfero destro del nostro cervello è dislessico, disgrafico, discalculico e senza suoni. 

L’emisfero destro si caratterizza per immaginazione, creatività, intuito, emotività, empatia, la capacità di trovare idee e soluzioni originali.

Noi tutti non usiamo tutti il cervello allo stesso modo.

Alcune persone si caratterizzano per uno stile cognitivo prevalentemente incentrato sull’emisfero destro.

Non mi meraviglia affatto che una persona poco propensa per le lettere e i numeri sia più portata per la creatività.

Come non mi sorprende che una persona con una forte abilità nella memorizzazione, lettura e calcolo (emisfero sinistro), possa essere più carente nell’immaginazione.

Le caratteristiche della nostra personalità dipendono in gran parte dalle modalità con cui usiamo il nostro cervello e questo dipende dalle nostre caratteristiche genetiche, esattamente come avere gli occhi azzurri, essere alto o basso.

Cosa ci spaventa in realtà?

Ci spaventa il fatto che la psicologia continua ad etichettare questa caratteristica come un disturbo.

Se nelle scuole ci fosse più spazio per la creatività, per l’emotività, per la psicologia e per la collaborazione e non solo per lettere, numeri e memorizzazione passiva, questo “disturbo” non avrebbe motivo di esistere.

In questo modo ogni individuo con la sua specifica caratteristica potrebbe esprimere il suo naturale potenziale.

Benny Fera

Psicologo dislessico e autore

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

3 Comments

  1. […] Etichettare un bambino con l’acronimo DSA, solo perché non sa fare bene alcune cose scolastiche, lo trovo altrettanto assurdo. […]

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  2. […] abbiamo fatto diventare una semplice caratteristica cognitiva, un vero e proprio disturbo a causa dei limitati mezzi della scuola dove l’apprendimento avviene solo attraverso […]

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  3. […] abbiamo fatto diventare una semplice caratteristica cognitiva, un vero e proprio disturbo a causa dei limitati mezzi della scuola dove l’apprendimento avviene solo attraverso […]

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