Sbaglio a copiare il codice fiscale – cose da DSA

Non sarò bravo a compilare un modulo, ma ho ben altre qualità, mi vuoi sfidare?

Da una settimana sto cercando con il commercialista di identificare un errore in un codice fiscale che ho copiato in una fattura

Per fortuna lei mi conosce, e sa della mia difficoltà

Quindi ridendo mi ha detto:

“mi raccomando la prossima vota stai più attento”

Ormai ci scherziamo su.

Però mi rendo conto che non è facile per chi non ha questa difficoltà, capire i nostri errori, che per loro potrebbero sembrare banali.

Beh in effetti sono banali, però mi capita spesso di sbagliare e di non riuscire nemmeno ad identificare l’errore.

A volte mi lascio prendere dalla sconforto e penso

“avrei bisogno di un’assistente”

La penso come ad una sconfitta!

In realtà non è una sconfitta.

So di avere dei punti deboli come ognuno di noi

Magari i miei sono più evidenti.

Spesso sento insegnanti che ripetono ad alunni con DSA:

“stai più attento cosi non fai errori”

In realtà non è cosi!!

Gli errori li farà comunque, e non lo fa apposta per farvi arrabbiare.

Lo fa per una sua caratteristica cognitiva!

Mi rivolgo a tutti gli insegnanti diffidenti rispetto al problema

Mi rivolgo a tutte le persone che confare indignato dicono :

“ma dai come fai a sbagliare una cosa cosi facile!”

Ebbene noi! abbiamo altre qualità

Vuoi fare una sfida con me?

ti sfido a scrivere un libro ricco di emozioni come faccio io

Ti sfido a parlare in pubblico con naturalezza come faccio io

Ti sfido a parlare davanti a 500 persona senza avere un discorso pronto, ma solo improvvisando, solo usando la creatività di cui il mio cervello mi fa dono.

Sinceramente non mi importa di fare un errore nel trascrivere una fattura, oppure di leggere una parola per un altra!

Le mie qualità sono altre ed io le adoro!

Allora mi vuoi sfidare nelle mie qualità?

io sono pronto 😉

Scuola e realtà: due binari paralleli

Il gap tra la scuola e il mondo reale è molto ampio, e gli studenti lo sanno.

Lo so a volte sono ripetitivo, ma a quanto pare spesso il messaggio non è chiaro.

Cari genitori che credete fermamente nella scuola come unica salvezza per il futuro di vostro figlio

Cari insegnanti che credete fermamente nell’istituzione scolastica come sistema educativo

Voglio affrontare oggi il tema della scuola e il mondo del lavoro.

In molte tristi storie ho sentito di miei colleghi che usciti dall’università hanno dovuto ripiegare su lavori che non avevano previsto.

Ancor più triste è come il mondo accademico tratta chi decide di continuare gli studi dopo la laurea. magari facendo il concorso per un dottorato.

L’ho fatto anch’io, e per fortuna non ho passato i test.

Ho visto i miei colleghi faticare come muli dalla mattina alla sera spesso senza stipendio.

Ho visto colleghi elemosinare un assegno di ricerca per un anno!

E questo è solo una faccia della medaglia.

A meno che tu non decida di studiare per sempre ed essere precario, devi cercarti un lavoro.

Con gli strumenti che oggi il mondo dell’istruzione ti lascia devi sapere che sei indietro anni luce rispetto al mondo reale.

Le aziende cercano personale specializzato

Ciò vuol dire che devi avere esperienza

E come fa un neo laureato a fare esperienza?

Spesso deve lavorare gratis!

Che bello vero?

Studi tanti anni per non saper fare un bel niente!!!

Cari genitori lasciatemi dire che ho avuto questa esperienza

Essere umiliato davanti a datori di lavoro

Andare in giro per le scuola a parlare dei miei progetti ed essere rimbalzato come nulla fosse!

La scuola e la laurea non mi hanno aiutato affatto!

Anzi hanno creato in me un senso di inadeguatezza!

Tutto quello che ho costruito oggi è solo grazie a me stesso!

Ho detto basta alle umiliazione ed ho iniziato a costruire il mio lavoro da solo!

Attraverso un blog, facendo video su internet e dopo scrivendo dei libri!

Sono dislessico ed i miei libri esano pieni di errori, ma li ho fatti correggere, ed oggi il mio libro “il bambino dimenticato” è in cima a tutte le classifiche!

Come ho fatto?

Non certo attraverso l’istruzione che ho avuto!

Ho scritto un libro di emozioni, una cosa che a scuola non ti insegnano!

Ho aperto un sito internet, cosa che a scuola non ti insegnano.

Ho pubblicato un libro, un altra cosa che a scuola non mi hanno insegnato!

Insomma io me la sono cavata!

Ma ci tengo a specificare, me la sono cavata da solo!

Non certo grazie alla scuola!

Tanti ragazzi come me stanno cercando delle opportunità.

Tanti giovani ogni giorni si laureano e si illudono di poter trovare subito un posto di lavoro!

D’altra parte molti ragazzi, si creano opportunità già da molto giovani, vedi il fenomeno degli youtuber e degli influencer, che guadagnano attraverso le affiliazioni.

Quindi non mi venite a dire che la scuola è importante.

Perché io sono quello che vi crederà di meno!

80% dei giovani dichiara che la scuola è inutile

Oggi i giovani sono abbandonati ed esprimono il loro disagio come meglio possono.

Il titolo è un pò forte vero?

Beh forse è quello che vi serve!

Un disagio che noi adulti difficilmente ascoltiamo

Un disagio che appare continuamente alla domanda

“ragazzi a quanti di voi piace la scuola?”

Ad alzare la mano sono sempre circa il 10%

E’ questo che vedo durante tutti i miei convegni con i giovani in giro per l’Italia.

Da una lettera anonima letta durante uno dei miei convegni è emerso:

“la scuola è fatta dagli adulti, è per questo che non funziona, dovrebbe essere normata dai giovani. La scuola per me è come un carcere, per questo dico senza vergogna che la scuola fa schifo!”

Dopo la lettura di questa testimonianza i ragazzi in sala sono insorti con vari commenti a sostegno della dichiarazione forte!

Ho voluto accogliere la loro frustrazione, il loro disagio, la loro rabbia!

La scuola non è orrenda solo per i DSA, ma per l’80% degli studenti!

Questa situazione è molto grave!

Non va tenuta all’oscuro!

La soluzione a questo disagio non può venire dall’alto, perché in questo modo non funzionerebbe mai!

Devono essere i giovani stessi a trovare una soluzione adeguata al loro disagio.

Ho avuto modo di parlare con gli studenti delle loro passioni, dei loro hobby, di ciò che li rende felici!

Ho viaggiato nel loro fantastico monto attraverso i loro racconti.

i ragazzi hanno dei sogni

ma la scuola li spegne lentamente.

Quali sono le reazioni della scuola?

Indignazione

Gli insegnanti e gli adulti restano indignati davanti ad una dichiarazione cosi forte. Io invece mi vergogno di non poter fare abbastanza per loro, ed è quello che dovrebbero fare tutte le istituzioni scolastiche ad un grido di allarme cosi chiaro.

Se i giovani mostrano rabbia, frustrazione, noia, aggressività, una domanda dovremmo farcela noi adulti. e la soluzione non è certo l’oppressione o la punizione, che pare siano le uniche armi che la scuola conosce

Il pugno duro

Ho ascoltato l’intervento di un dirigente scolastico davanti ad una platea di 300 persone che inveiva a gran voce contro i genitori che non fanno abbastanza. Dichiarava che “la scuola è la scuola, e bisogna studiare”. I suoi toni alti, hanno mosso la rabbia degli astanti che lentamente hanno lasciato la sala.

Quindi la lotta dove si svolge?

Ai piani alti, tra dirigenti che decidono, insegnanti imbrigliati con i programmi scolastici e genitori che diventano gli avvocati dei propri figli.

Per sopperire alle difficoltà dei ragazzi li ricopriamo con etichette (DSA, ADHD, BES), oppure con provvedimenti disciplinari, giudizi e voti bassi!

La scuola non può essere solo voti e verifiche!

Oggi i giovani sono abbandonati ed esprimono il loro disagio come meglio possono.

La scuola: una scala di potere. Il sondaggio Instagram

Leggi le risposte di genitori e studenti.

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo sulla forma piramidale della scuola.

Ho fatto una domanda sul mio profilo Instagram dr_benny_fera che potete vedere nell’immagine qui sotto

Mi piaceva mettere in evidenza come la scuola è un escalation di potere, dove in alto c’è il dirigente, a metà ci sono gli insegnanti e alla fine della catena ci sono gli studenti

Mi è sembrato sempre strano vedere all’ultimo posto di questi piramide proprio gli studenti, che in realtà dovrebbero essere in cima alla piramide.

Se non sbaglio, dovrebbero essere gli studenti a fare la scuola perché è proprio per loro che è stata creata.

Eppure si continua a far finta di niente

Gli studenti continuano a subire il potere come se niente fosse.

Non pensavo che la domanda su Instagram potesse suscitare tanto interesse.

Sopratutto non immaginavo le risposte che son venute fuori.

“Il dirigente dirige, l’insegnante insegna, e lo studente…?”

Mi aspettavo la classica risposta: “studiano”

Invece, come sempre è venuto fuori il malessere.

Vi metto in elenco le risposte:

  • Eseguono
  • Si annoiano
  • Soffrono
  • Muoiono dalla fatica
  • Subiscono
  • Si rompono le palle
  • Marinano
  • Sfioriscono
  • Vengono umiliati
  • Aspettano le vacanze e le allerte
  • Non vengono capiti
  • Non sono mai liberi di fare quello che vogliono
  • Studiano secondo le proprie capacità, nonostante un insegnante insegni a modo suo
  • Non studiano

Queste sono state alcune delle risposte che mettono in luce il disagio che oggi si vive nella scuola.

Sono le risposte di alunni e genitori che si commentano da sole.

Se anche tu vuoi rispondere a questa domanda seguimi sul profilo Instagram dr_benny_fera

La dislessia: intervista a Benny Fera psicologo dislessico e autore

“la dislessia non è una malattia, è una caratteristica che porta difficoltà nella lettura ma spiccate abilità creative, intuitive ed empatiche!”

Sabato 12 Gennaio si è tenuto a Bari un incontro politematico sui disturbi di apprendimento.

Abbiamo affrontato il tema dal punto di vista fisiologico con il Dr. Giancarlo Favaretto, medico Posturologo.

Abbiamo approfondito la storia della dislessia ed i mezzi di intervento oggi disponibili per i bambini con DSA grazie alla dott.ssa Federica Liso, psicologa e pedagogista clinico.

L’ultimo intervento è stato dedicato alla parte emotiva del DSA.

Benny Fera, psicologo dislessico e autore, con la sua testimonianza ha commosso il pubblico, tra lacrime e sorrisi abbiamo fatto un vero e proprio viaggio nella mente DSA.

Se non hai ancora letto la storia di Benny ti invito a farlo, il suo libro “il bambino dimenticato” lo trovi su Amazon. Clicca qui

10 caratteristiche del bambino indaco

leggi le caratteristiche del bambino indaco e dimmi se ti sono familiari

Viene da porsi la domanda

Problematici o dotati?

Spesso i bambini indaco vengono scambiati per bambini con DSA, ma chi lo dice che anche i bambino con DSA non abbiamo le stesse caratteristiche dei bambini indaco?

Per questo motivo la dottoressa Doreen Virtue ha stilato una lista di 11 caratteristiche per identificare il bambino indaco?

qui n basso potete leggere gli 11 punti:

  1. È molto sensibile.
  2. Ho una quantità eccessiva di energia.
  3. Si annoia facilmente – può sembrare che abbiamo livello breve di attenzione.
  4. Ha bisogno di adulti emozionalmente stabili e sicuri intorno a sé.
  5. Fa resistenza all’ autorità se non è democraticamente orientata.
  6. Ha modalità di apprendimento preferenziali, specialmente in lettura è matematica.
  7. Può facilmente diventare frustrato perché ha delle grandi idee ma gli mancano risorse e persone che l’assistono nel realizzare questi compiti.
  8. apprende a livello esplorativo fa resistenza all’imparare le cose a memoria o solo ascoltando.
  9. Non riesce a stare tranquillamente seduto a meno ché non si assorto in qualcosa che lo interessi.
  10. È molto sensibile: ha molte paure, come quella della morte o della perdita dei suoi cari
  11. Se sperimenta il fallimento da piccolo può diventare la rinunciatario e sviluppare blocchi l’apprendimento permanenti.

Avete un figlio con DSA?

pensate di esserlo voi stessi?

queste 11 caratteristiche vi risultano familiari?

scrivilo nei commenti.

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Quando la diagnosi di DSA non è corretta

Una tipologia di bambini con caratteristiche geneticamente evolute che risultano essere poco conformi agli schemi ed alle regole sociale.

Non mi sono mai piaciute le etichetta!

A maggior ragione quando si tratta di bambini.

La mia missione infatti è quella di far capire qualcosa di alquanto scontato

E cioè che non sono i bambini “disturbati”, ma la scuola!!!

Ho sentito parlare di ADHD, DDA, DSA, ma non vedo ancora all’orizzonte la giusta soluzione.

Proprio oggi ho iniziato la lettura di un nuovo libro: “i bambini indaco”.

Una tipologia di bambini con caratteristiche geneticamente evolute che risultano essere poco conformi agli schemi ed alle regole sociale.

Si definiscono come bambini “evoluti”, in realtà mi sembra abbastanza ovvio che la genetica dell’essere umano si stia evolvendo, al contrario del sistema scolastico che nella maggior parte dei casi resta parecchio indietro

E chi ne fa le spese?

Ovviamente i bambini, che pur di essere “controllati” vengono diagnosticati in ogni modo.

Spesso i bambini indaco vendono diagnosticati come DSA, DDA, ADHD, senza pensare che sono semplicemente bambini molto attivi con una vivace intelligenza.

Sono bambini che si oppongono al sistema scolastico ed alle regole sociali.

Sono quei bambini che hanno delle soluzione proprie ai problemi e spesso sfuggono al controllo.

Nella nostra società non è accettato l’anticonformismo, spesso viene schernito o addirittura represso nei bambini.

Senza pensare a qualcosa che ci dovrebbe far riflettere!

E cioè che questi bambini, venuti tra di noi, ci sono per far capire al mondo che le cose non vanno bene cosi come sono, ma bisogna cambiarle!

Invece di restare adulti cocciuti e chiusi ak confronto, sforziamoci di essere un po’ più aperti e di ricordare una cosa fondamentale:

Non siete più intelligenti dei bambini, voi avete solo più esperienza!!

Vi lascio qui sotto alcune caratteristiche che contraddistinguono il bambino indaco:

  • Vengono al mondo con un senso di legalità (è spesso si comportano di conseguenza).
  • Hanno la sensazione di “meritare di essere qui” e sono sorpresi quando gli altri non lo condividono.
  • L’autostima per loro non costituisce un problema. Spesso sono loro stessi a dire ai genitori “chi sono”.
  • Hanno problemi con l’autorità assoluta (che non dà spiegazioni né scelte)
  • Si rifiutano di fare determinare cose, ad esempio, fare la fila è difficile per loro.
  • Diventano frustrati se costretti a interagire in sistemi orientati ritualisticamente, che non richiedono il ricorso al pensiero creativo.
  • Spesso intravedono un modo migliore per fare le cose, sia a casa che a scuola, il che li fa sembrare dei “demolitori di sistemi” (non si conformano a nessun sistema).
  • Appaiono antisociali, a meno che non siano circondati da persone simili a loro. Se non hanno intorno persone con una consapevolezza simili alla loro, spesso si chiudono in se stessi, avendo la sensazione che nessun altro essere umano li capisca. La scuola spesso rappresenta per loro una prova estremamente difficile a livello sociale.
  • Non rispondono alla disciplina che instilla il “senso di colpa” (del tipo “Aspetta di vedere cosa succede quando torna a casa tuo padre e vede cosa hai fatto”).
  • Non sono timidi nel farvi sapere ciò di cui hanno bisogno.

Hai ritrovato alcune di queste caratteristiche in te stesso o tuo figlio?

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