Talvolta i genitori usano la tecnica della vergogna e del senso di colpa, non perché vogliano necessariamente fare del male al proprio figlio, ma perché è questo che a loro volta hanno imparato dai genitori.

Inoltre, sembra che questa tecnica funzioni, Soprattutto quando avviene in pubblico.

Ma qual è il prezzo da pagare?

La vergogna e il senso di colpa influiscono negativamente sulla naturale espressività del bambino.

Sono emozioni così potenti e dolorose, che spesso bloccano la curiosità, il gioco e la creatività.

Facciamo qualche esempio:

Vostro figlio non ha saputo gestire un bisogno corporale.
Esempio negativo: “cattivo bambino! Dove di proprio fartela addosso!? Non farlo mai più! Non mettermi mai più in questo imbarazzo, Hai capito?”
Esempio positivo: “sembra proprio che tu abbia avuto un problemino. Non c’è problema, ora ti aiuto a cambiarti cosi ti sentirai meglio.”

Vostro figlio mangia lentamente o rifiuta alcuni cibi.
Esempio negativo: “Sbrigati! Smettila di fare il testardo! non ne posso più di aspettare. Finisci subito di mangiare i piselli! Se non ti muovi i me ne vado e ti lascio qui da solo.”
Esempio positivo: “Fai come me, adesso io assaggio e vedo se è buono.” “è un pò diverso da quello che mangiamo di solito, ma sembra un sapore interessante.”

Vostra figlia evita di mangiare alcuni cibi per questioni di gusto personale, per paura di ingrassare o per imitare qualche modello di adulto.
Esempio negativo: “Sono stufa che continui a cercare cibi senza grassi per non ingrassare, ci guardano tutti, ti stai comportando come una bambina!”
Esempio positivo: “guardiamo insieme alcuni menù, sembra che ci siano dei piatti interessanti con tutti i nutrienti essenziali per stare bene, se ti va dopo ne parliamo insieme.”

Vostro figlio ha una paura irrazionale di una persona o animale o situazione.
Esempio negativo: “Per l’amor del cielo! devi solo recitare una poesia all’assemblea del circolo, altri bambini hanno parti molto più lunghe della tua. Ti comporti proprio come un bambinetto. Su vai in camera tua, datti da fare cosi la mamma è contenta.”
Esempio positivo: “Mi fai vedere la poesia che devi imparare? Mi chiedo se l’insegnante abbia scelto proprio te perché sapevi che saresti stato bravo a farlo. Ti va di fare pratica da solo o preferisci avere un aiuto?”

Vostro figlio sembra voler sfidare l’autorità, spesso vi mette alla prova facendovi scattare. A scuola ha detto bugie o ha copiato durante le verifiche.
Esempio negativo: “Bugiardo! Mi hai messo in imbarazzo davanti all’insegnante. Non ti aspettare più aiuto, ne da me, ne dalla tua insegnante. Adesso sei in punizione e non esci per 4 settimane! non voglio sentire giustificazioni! sparisci dalla mia vista!”
Esempio positivo: ” sono molto irritata perché pare che tu abbia detto una bugia. Ne ho parlato con l’insegnante e più o meno ho capito la situazione, adesso però vorrei parlarne con te. Cosa è successo e come ti sentivi? Poi vedremo come risolvere la situazione. Ho bisogno di sapere che posso fidarmi di te, per me è importante sapere che la prossima volta in questa situazione farai la cosa più giusta e onesta. Adesso ho bisogno della tua cooperazione”

Questi paragrafi tratti dal libro “il bambino indaco” ci fanno capire che noi adulti spesso mettiamo in atto dei comportamenti istintivi dettati da come i nostri genitori ci hanno educato.

Spesso non ci rendiamo nemmeno conto di mettere in atto questi schemi e non facciamo altro che replicare degli errori che hanno fatto con noi da piccoli.

Bisogna sempre tener presente che i comportamenti che ci danno più fastidio nei nostri figli sono quelli che vanno a toccare delle ferite aperte del nostro passato.

Con un pò di allenamento possiamo imparare ad essere, più pazienti e accoglienti in modo da evitare discussioni a circuito chiuso, piuttosto cercare la collaborazione.

Ti è mai capitato di essere troppo dura con tuo figlio?

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

2 Comments

  1. Grazie per questi veloci suggerimenti. Spesso quello che non abbiamo è avere dei modelli positivi da cui prendere spunto. Con quei pochi esempi hai reso l’idea. Andrò a cercarmi il libro che hai citato. E poi cercherò di ricordarmi: essere accoglienti e comprensivi

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    1. Ciao Mauro, grazie a te per aver colto il messaggio. Anche io quando ho letto questi passaggi nel libro ne sono rimasto affascinato. Ho capito che spesso mettiamo in atto dei comportamenti automatici con i figli… invece con un po’ di allenamento possiamo cambiare i modi.

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