Una domanda interessante vero?

Spesso facciamo i conti con noi stessi e diamo una valutazione del nostro operato in base ad alcuni canoni personali o in base alle valutazioni di ciò che ci circonda.

Insomma per quanto tu possa essere un “bravo” insegnante, ci sarà sempre qualcuno a cui stai sulle scatole.

Non si può avere tutto, per quanto tu insegnante ti impegni ad attuare le migliori regole di uguaglianza, di condivisione e di pratiche innovative, sarai sempre tu la variabile che farà la differenza.

Infatti non esiste l’insegnante perfetto per tutti.

Fate un passo indietro e tornate per un attimo sui banchi di scuola.

Se ricordate bene, ci sono sempre pareri divisi sull’insegnante preferito.

Questa non è una novità.

Ci saranno insegnanti che con il loro carattere e atteggiamento risulteranno più affini ad alcuni alunni.

Come si fa ad essere un “bravo” insegnante?

L’aggettivo “bravo” è troppo soggettivo

Non esiste il bravo assoluto

Tu puoi pensare di essere bravo

Molti alunni potranno pensare lo stesso

Ma ci sarà sempre qualcuno a cui starai antipatico, che tu sia alunno o insegnante.

Vi sarà capitato di dire “quella prof. mi sta antipatica”.

Oppure al contrario “sono sicuro che sto antipatico a quella prof.”

Per questo motivo non credo agli insegnanti che si auto lodano, perché per quanto formato tu possa essere non potrai fare a meno della chimica, un fattore che non si può controllare.

Sapete come si dice “mi stai antipatico a pelle”.

Adesso non provare a fare un test con i tuoi alunni, perché per quanto anonimo tu possa farlo, non credo che si esporranno!

Non dobbiamo essere ipocriti, gli studenti non sono del tutto sinceri con gli insegnanti, voi avete il potere di mettere i voti, di giudicare e di bocciare.

Se sei un insegnante e a volte ti sei trovata a disagio con alcuni studenti è un fatto del tutto normale.

Ci sono persone o comportamenti che vediamo negli altri che vanno a rintracciare parti profonde di noi che teniamo nascoste e non riusciamo a riconoscere nella parte cosciente.

Antichi traumi, esperienze negative da bambini, influenzano la tua vita, il tuo comportamento, le tue scelte in fatto ci persone che ti sono affini.

Nella mia professione da psicologo è consigliato fare alcuni anni di psicoterapia.

Anni di crescita in cui porti alla luce e riconosci della tua vita infantile che ti hanno fatto diventare quello che sei.

Riconoscere i motivi di alcuni tuoi comportamenti ti aiuteranno ad essere cosciente di quelle che sono le tue reazioni rispetto a situazioni che ti sono familiari.

Mi è capitato spesso di avere pazienti bambini che vengono da me e piangevano disperati per l’odio profondo che provavano per la scuola.

in quei momenti, dentro di me si smuoveva fortissimo il bambino dimenticato che vorrebbe intervenire immediatamente, ma in questo modo so che non potrei essere di aiuto al paziente.

Purtroppo a scuola bisogna farsi piacere tutti gli alunni.

e per gli alunni, bisogna farsi piacere tutti gli insegnanti.

è troppo utopistico una scuola dove alunni ed insegnanti si scelgono a vicenda?

Benny Fera
Psicologo e autore

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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