Dislessia: quale scuola?

Manuale per i genitori che intendono avviare un percorso formativo personalizzato per i propri figli.

Link di acquisto: DISLESSIA: quale scuola? Se sei un genitore di un bambino dislessico, conosci benissimo le difficoltà e le frustrazione che tuo figlio deve subire ogni giorno. La dislessia non è una malattia, ma una mente con specifiche caratteristiche. Il cervello del dislessico è propenso al pensiero visivo, apprende attraverso le immagini. Una mente siffatta risulta avere poca dimestichezza con numeri e lettere scritti. Infatti a scuola il bambino dislessico è spesso disorientato e distratto, semplicemente perché nutre poco interesse verso del materiale a lui poco affine. Nel manuale “Dislessia: quale scuola?” potrai trovare delle informazioni interessanti per avviare un approccio di scuola differente. Attraverso la legge sull’educazione parentale possiamo esimere il bambino dal carico scolastico ed intraprendere un percorso di studi personalizzato fuori dalla scuola. Nel manuale troverai un approccio basato sull’esperienza diretta e solo dopo all’apprendimento di nozioni. La scuola pubblica attualmente non ha più valore, in quanto basata sulla produzione di operai durante il periodo dell’industrializzazione. Oggi che il periodo industriale è agli sgoccioli, bisogna dar vita allo sviluppo del senso critico, al senso di responsabilità, bisogna alimentare un cervello attivo e curioso per dare la possibilità agli adulti di domani di creare il proprio lavoro. Questo manuale è un’alternativa alla sofferenza che vedo tutti i giorni negli occhi dei bambini dislessici. Un’alternativa alla frustrazione che tutti i giorni i genitori devono subire nel mondo della scuola pubblica. L’alternativa è possibile, ed è ad un passo da te. Buona lettura 🙂 leggi le prime 10 pagine clicca qui Link di acquisto manuale: Dislessia: Quale scuola? Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe .

Come vivere da dislessico

Manuale di autoaiuto per dislessici adulti che hanno scoperto da poco di essere dislessici. Guida e consigli pratici.

So perché sei qui.

Sono abbastanza certo che hai fatto il test per scoprire se sei dislessico ed hai ottenuto un risultato positivo.

Adesso hai fretta di sapere tutto sulla dislessia.

Sei fortunato, ho già fatto tutto il lavoro per te.

Anche io ho scoperto di essere dislessico all’età di 30 anni.

Ero eccitato all’idea di sapere tutto sull’argomento.

Mi sono dato da fare ed ho scoperto con grande stupore che la dislessia e i disturbi di apprendimento non sono solo una difficoltà come spesso si pensa.

Se ti senti pronto ad entrare in questo fantastico mondo, ho qualcosa che fa giusto al caso tuo.

Ho preparato un brevissimo manuale dove potrai sapere:

  • che cos’è la dislessia
  • quali sono le difficoltà
  • quali sono le qualità
  • come vanno sfruttate
  • soluzioni utili

Poche pagine, minimo sforzo e massimo risultato!

Lo trovi solo online

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Dislessia iceberg

Il paradosso del dislessico è la scuola, dove è costretto a mettere a nudo le sue incapacità a discapito delle sue capacità.

La dislessia è come un iceberg, quello che si vede è solo la minima parte. Si vedono sopratutto le difficoltà scolastiche. Non si vedono le qualità più spiccate rispetto alla media: Capacità di sintesi Capacità di problem solving Capacità creativa Capacità associativa Nel dislessico, queste qualità non si esprimono attraverso la lettura, scrittura e calcolo. Si esprimono attraverso le immagini durante i processi cognitivi. Questa qualità rende i processi cognitivi molto più veloci. Nella testa del dislessico si lavora con le immagini. Nella testa del dislessico si crea con le immagini. Non mi sorprende che molti insegnanti e molti alunni non sappiano cos’è la dislessia. Loro possono vedere solo quello che non funziona: “dislessia = difficoltà di lettura”. Il paradosso del dislessico è la scuola, dove è costretto a mettere a nudo le sue incapacità a discapito delle sue capacità. Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

Homeschooling: quanto costa?

Quanto costa fare homeschooling? Chiediamolo a Marta, una mamma che fa educazione parentale.

In molti non sanno che la scuola pubblica non è l’unica soluzione nell’educazione dei figli.

Infatti attraverso la legge sull’istruzione parentale,  il genitore può assumersi la responsabilità di istruire i propri figli.

Grazie alla signora Marta ho avuto la possibilità di conoscere in maniera più approfondita come funziona una giornata tipo di homeschooling.

Leggi l’articolo Marta e la sua scuola

Adesso Marta ci spiega quali sono le spese in una scuola personalizzata 🙂

Buona lettura lascio la parola a Marta

I divertimenti estivi scorrono tranquilli e quasi non ci rendiamo conto che manca già poco più di un mese per il NON RIENTRO a scuola.

Proprio così, perché noi homeschoolers non frequentiamo le aule scolastiche ma ci prendiamo carico personalmente dell’educazione dei nostri figli, con i tempi e i metodi che riteniamo più adatti.

In un altro articolo ho spiegato cosa sia l’educazione parentale, tuttavia molti genitori sono restii ad intraprendere questa strada perché ritengono che i costi siano eccessivi.

Oggi sfatiamo questo mito.

E’ necessario premettere che per homeschooling si intende educazione in famiglia, sebbene dal punto di vista burocratico, alla voce educazione parentale rientrano anche gli asili nel bosco, le scuole libertarie e le scuolette parentali.

Noi parliamo di educazione all’interno delle mura domestiche, anche se di mura ne vediamo ben poche: la nostra classe è il mondo, la natura.

Garantiamo un’estrema flessibilità nell’apprendimento, permettendo ai bambini di conoscere il mondo reale ed essere parte di esso, ricevendo un’istruzione superiore che è in sintonia specificamente per le proprie esigenze, la propria personalità e i propri interessi.

Il primo requisito per fare homeschooling è l’amore e la dedizione verso i propri figli, dando valore al tempo che trascorriamo con loro.

Se vogliamo parlare invece di valore economico, l’educazione parentale può costare pochissimo o molto, a seconda delle scelte che si fanno ma ricordate che si può dare ai propri figli un’educazione di qualità a prescindere dalla disponibilità economica della famiglia.

La nostra scuola è a costo zero perché utilizziamo materiali di riciclo, strumenti che troviamo in casa e ricorriamo alla biblioteca, evitando così di comprare una montagna di libri.

Il Comune garantisce i testi scolastici gratuiti per la scuola primaria.

Non abbiamo spese di trasporto, di mensa, di grembiuli, zaini, astucci, diari all’ultima moda ecc ecc..

Internet fornisce un’infinità di strumenti didattici: possiamo scegliere i documentari che ci soddisfano maggiormente, troviamo giochi in lingua straniera, siti divertenti per imparare le scienze, la storia e tutto quello chi più interessa ai nostri bambini.

Fare homeschooling è un’esperienza unica anche per i genitori. Nel corso di questi anni abbiamo imparato talmente tante cose che non avremmo nemmeno immaginato se non avessimo intrapreso questa strada.

Nessuno è infallibile, quindi ogni dubbio o cosa a noi sconosciuta è un’occasione fantastica per fare delle ricerche insieme ai propri figli e condividere delle esperienze irripetibili.

Non sono necessarie gite lontanissime o attività particolarmente impegnative per rendere felici i nostri piccoli.

Tutto ciò che serve sono attenzione e amore per se stessi, per il prossimo e per tutto ciò che ci circonda.

In ogni città italiana ormai si sono formati dei gruppi di famiglie che praticano homeschooling.

Organizziamo ritrovi periodici, visite al museo (con sconti per comitive), gite in siti archeologici ed escursioni naturalistiche.

Se vi trovate vicino a Padova, vi invitiamo a partecipare alla festa di non ritorno a scuola sabato 24 settembre.

Si terranno giochi, laboratori didattici a tema “Energie rinnovabili”, caccia al tesoro e tanto divertimento.

Tutte le informazioni alla pagina facebook Homeschooling Padova e provincia.

Ti consiglio la lettura del libro dislessia: quale scuola? per approfondire il tema dell’educazione parentale.

Risultati Test DSA adulti

Ho proposto un questionario on line per la valutazione del disturbo di apprendimento degli adulti. ( fonte )

Il test si compone di 20 domande

Se rispondi positivamente ad almeno 5 domande si può parlare di difficoltà di apprendimento.

Se rispondi positivamente a più di 10 domande si può parlare di disturbo di apprendimento.

Hanno compilato il test un totale di 174 adulti

di questi 174, 121 presentano una difficoltà/disturbo di apprendimento.

DSA tot
DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento)
 

Ho voluto suddividere le persone con disturbo specifico di apprendimento in:

  • Livello medio: che hanno risposto positivamente da 5 a 10 domande
  • Livello grave: che hanno risposto positivamente da 10 a 20 domande

DSA tot

I risultati di una percentuale cosi alta di DSA sorprende non poco.

Tuttavia consideriamo che la maggior parte delle persone che hanno compilato il test, avevano già un pregresso sospetto di una difficoltà di apprendimento.

Quindi possiamo considerare il campione come non indicativo della popolazione.

L’unico dato che può essere significativo è quello riguardante il secondo grafico.

Cioè su un campione di persone con disturbo di apprendimento ne risulta una maggiore percentuale con un livello grave.

Beh, niente paura, il disturbo di apprendimento non è altro che un pensiero visuo-spaziale mal compensato, come spiego meglio in questo video

Se ti interessa approfondire ti lascio una serie di video sulla dislessia.

A presto

Benny 😉

Quali sono le passioni dei bambini?

Ti immagini un mondo senza bambini che giocano?

Ho riflettuto molto sullo spazio che hanno i bambini oggi nella società. In realtà sono poco ascoltati. Mi riferisco alla scuola che continua a sostenere un modello nozionistico creato dall’adulto. Mi sembra un paradosso che a scuola, luogo frequentato principalmente da minori, si possa proporre un modello organizzato a misura di adulto. Con lezioni frontali, ripetizione di nozioni, competizione, lettura, scrittura e calcolo. Il mondo del bambino si basa principalmente sulla curiosità, sulla scoperta e sul gioco, elementi principali nell’apprendimento del fanciullo, ma totalmente estranei alla scuola. Quando arriverà il momento in cui chiederemo ai bambini: “come dovrebbe essere la tua scuola ideale? cosa vorresti fare a scuola? quali sono le tue passioni?” Io non ho perso tempo ed ho fatto una domanda ai bambini attraverso facebook: “qual’è la tua passione più grande?” Sono riuscito a raccogliere le risposte di 15 bambini ecco le risposte:
Disegnare Armi Video game Fare il soldato Musica rap Marinaio Addestrare le orche Bici Calcio Arti marziali Hip Hop Canto Pittura Basket Auto Pesca
A parte il disegno, tutto il resto è completamente estraneo alla scuola. due bambini hanno risposto anche “non so”. Lascio a voi una libera riflessione in merito all’argomento A presto Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

Mamma Bettina: Messaggio dal Cuore

Vorrei farvi leggere questo racconto di Mamma Bettina che tocca il cuore

L’impegno di un genitore che va oltre le apparenze e i luoghi comuni,

Bettina è un esempio di mamma che ha cambiato il volto della Dislessia, almeno per i suoi figli.

Buona lettura

Alle 15.00 oggi porto i miei ragazzi in piscina, li lascio da soli con tutte le raccomandazioni del caso, giro con l’auto e torno verso la collina. Mi squillano:-Mamma c’è un problema!
-Quale?
-G. che doveva venire qui in piscina con noi non viene, ha appena telefonato. La sua mamma è appena tornata a casa stanca morta dal lavoro, ora dorme e gli ha detto che lui in piscina non ci può andare perché:
-1 è stanca per accompagnarlo fin lì;
-2 ha soldi interi (100 euro) e il biglietto pomeridiano costa 4 euro, lui non può tenersi in tasca tutto il resto… se glielo rubano?
-Beh, fate senza G. allora… pazienza!
-Mamma, G. è triste e noi lo volevamo qui con noi.
Sapete come è andata a finire?
Mi passano sul cell. Il numero di G. e io lo chiamo. Parlo con lui, mi ribadisce la stessa cosa. Gli dico di andare a svegliare sua madre, di dirle che io sto andando a prenderlo e che pagherò io il biglietto, che intanto lui si prepari e scenda in strada ad attendermi. –Non posso svegliarla, dice lui…. –Sì che puoi, dille che è colpa mia.
Così… torno indietro di 7 km, lui parla con la madre e mi attende. Lo accompagno fino in piscina, all’ingresso e ad aspettarlo ci sono i suoi amici, i miei due ragazzi, che lo accolgono col sorriso sulla bocca.
-Grazie mamma!
-Ora vado però… e vedete di non rompere da questo momento fino al rientro. Ci sorridiamo.
Come quella volta…
Cosa c’entra questo pubblicato qui in un gruppo sulla dislessia?
C’entra invece. Io oggi sono tornata indietro sotto il sole bollente, come ho fatto anni fa. Quella volta che mi dissero che C era dislessica e I. era Bes. Tornai indietro a rileggere con la memoria tutte le volte che mi avevano detto:
-leggo e non capisco;
-scrivo a scuola e sudo dentro;
Un giorno C. mi chiese espressamente: -Mamma ma io ho problemi seri?
Risi e dissi di no. Risposi che lei aveva un pensiero talmente veloce da conoscere le soluzioni ai problemi immaginando; che la dislessia era una capacità che io non possedevo.
-ma sei sicura mamma? Perché tutti mi dicono che ho problemi e mi trattano come una deficiente.
-Tutti chi? Io non lo penso, tuo padre nemmeno e I. ti adora.
-Ma gli altri sì però…
-Dì loro che non sanno cosa si perdono a essere dislessici. Che si divertano pure a imparare a memoria le poesie e le tabelline, una mente dislessica ha altro a cui deve lavorare.
Anche quella volta i miei ragazzi, mi sorrisero.
Di uno di quei sorrisi che ti invadono e che ti fanno capire che sei sulla strada giusta.
Quella che hai trovato tornando indietro.
(BB)

….

Benny e Bettina

 

 

Personalità dislessica #2

‪#‎Puntata2‬

In questa puntata parlerò delle caratteristiche del dislessico rispetto alla‪#‎scrittura‬, ‪#‎aAbilitàMotorie‬, ‪#‎matematica‬, ‪#‎GestionedelTempo‬, ‪#‎lettura‬,‪#‎ortografia‬.

Ovviamente il tutto condito dai miei commenti personalizzati 😉

Personalità Dislessica #3

‪#‎puntata3‬

In questa ultima puntata video delle caratteristiche della ‪#‎personalità‬‪#‎dislessica‬ parleremo di:

‪#‎udito‬ ‪#‎linguaggio‬ ‪#‎memoria‬ ‪#‎percezione‬ ‪#‎comportamento‬ ‪#‎salute‬‪#‎sviluppo‬ e #personalità

La personalità dislessica #1