La DisCucinìa

Avete mai sentito parlare di Disturbo Specifico della Cottura ?
Vi voglio raccontare di un incontro con una ragazza Discucinica
guarda il video

Meglio l’ironia che la Dislessia 🙂

Ovviamente la Discucinia non esiste, questo è un racconto frutto della mia fantasia.

L’ho fatto perché si capisse che anche se uno è dislessico e quindi non sa leggere bene, vivrà bene lo stesso, non è necessario sottoporlo a diagnosi e cure, in quanto non stiamo parlando di una malattia.

Diagnosi, trattamento, metodi compensativi e dispensativi fanno comodo ad una scuola pubblica limitata ad un apprendimento di tipo esclusivamente nozionistico.

Insomma se veramente la discucinia esistesse come disturbo specifico della cottura, non ci sarebbe bisogno di una diagnosi in un mondo dove ognuno è libero di scegliere come nutrirsi.

Passo e chiudo

Benny 😉

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Armi a doppio taglio

Oggi in treno ho assistito ad un interessante fenomeno.

Se non sei uguale agli altri, vieni schernito e deriso.

Se sei una persona appassionata della conoscenza ti ritrovi spesso solo, con il tuo sapere.

Mentre sono in treno, osservo un signore dall’aspetto da secchione, che si affanna a spiegare il suo punto di vista a chi gli sta intorno.

Diceva cose molto interessanti, sui problemi dei giovani e della tecnologia, di luoghi comuni e infine di oftalmologia.

Mentre parlava notavo un atteggiamento abbastanza critico, per cui la gente che gli stava intorno storceva un po’ il muso.

La verità fa male.

Quando è andato via il suddetto signore, si è messo in scena un teatrino di persone uguali che schernivano alle spalle.

Ma nessuno è riuscito ad esprimere il proprio punto di vista in presenza del signore.

Avevano paura.

Così il secchione è andato via senza sapere del dissenzo della gente che gli stava intorno.

Mentre, la gente che gli stava intorno ha perso una buona occasione per imparare qualcosa da qualcuno che ne sa.

Senza scambio non c’è crescita.

La conoscenza, come l’ignoranza, sono un’arma a doppio taglio.

La prima ti rende solo, ma libero.

La seconda ti rende uguale, ma schiavo.

Benny