Le aquile sono nate per volare – recensione libro Dislessia

La dislessia dal punto di vista dell’asino

“Le aquile sono nate per volare” di Rossella Grenci è stato uno dei primi libri che mi ha aperto le conoscenze sul mondo della Dislessia e DSA Se anche a te interessa l’argomento ti consiglio vivamente di leggerlo perché agli spunti teorici interessanti, offre un punto di vista anche sul comportamento del Dislessico. In questo libro ho ritrovato molto di me. Mi ha trasmesso molta grinta! “Non sono solo, ce la posso fare” Mi piacerebbe proporvi una serie di recensioni con i contenuti che ho trovato più interessanti Iniziamo con la parola Ciuccio, spesso usata contro noi DSA e vediamo cosa scrive Rossella Grenci
In montagna, quando un contadino deve fare un percorso sconosciuto, con sentieri non battuti da tempo, si affida all’asino, o al mulo. La saggezza del contadino montanaro consiglia di stare dietro al mulo, di seguirne tutti i giri apparentemente inutili, e di non domandarsi se non sia più semplice tagliare diritto, per scorciatoie. Il contadino e il montanaro sanno che l’asino legge il terreno meglio dell’uomo, e la strada che percorre sarà solida, non franerà sotto i pesi di un trasporto. In questo modo, il percorso si snoda tortuoso, rispettando il terreno e le piante, sviluppandosi su una realtà complessa che non ne viene stravolta. L’obiettivo viene raggiunto, ma ad esso non vengono sacrificate le caratteristiche dell’ambiente.”
Prendendo esempio dall’Asino e il contadino, potremmo trovare spunto per una didattica capovolta, dove l’insegnante prende spunto dalla caratteristiche cognitivo di ogni bambino per fornire ad esso le condizioni di apprendimento favorevoli Cito alcuni degli indizi che mi hanno fatto capire di essere Dislessico
“Ci sono bambini che possono avere difficoltà nella lettura, nell’ortografia, nel fare i calcoli o ricordare a memoria le tabelline, oppure nelle cose più banali, come leggere l’orologio o allacciarsi le scarpe. Possono avere difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, a seguire delle indicazioni, a tenere a mente delle informazioni, a concentrarsi.”
Mi sono ritrovato perfettamente in questa descrizione e spesso rientra in tutti i casi di DSA. Avevo grande difficoltà nel memorizzare le tabelline Per non parlare dell’ortografia illeggibile Ricordo perfettamente che avevo una grande difficoltà a distinguere  la destra e la sinistra, Spesso scambiavo i nomi delle persone, dicevo di avere caldo invece che freddo, e facevo fatica ad imparare la procedura di allacciare le scarpe che in effetti ho imparato molto tardi Veniamo ad un tema spesso molto affrontato in ambito DSA: La creatività
“Il processo creativo può essere diviso in due fasi: l’esplorazione e l’applicazione. Nella fase esplorativa, si generano e si elaborano idee nuove, si stabiliscono nessi, si ricercano schemi insoliti. Si immagina e si lasciano maturare le idee. Nella fase applicativa, si valutano e si mettono in pratica le idee, si prova se sono applicabili. Gardner asserisce che al principio, per un individuo, la cosa più importante è percepire una sorta di sintonia emotiva con qualcosa, cioè la creatività scaturirebbe da un’ affinità; è come innamorarsi.”
e’ interessante come il processo creativo di una nuova idea, assorba completamente il tempo e lo spazio. Quando una nuova intuizione ti appare nella mente, ti costringe a fare qualcosa, a prodigarti per essa, ad innamorarti di essa.
  • C’è un lato positivo, che è quello che ti porta ad approfondire le cose in brevissimo tempo e quindi a diventare bravo in quello che hai in mente.
  • il lato negativo è che l’innamoramento prima o poi, finisce
Vi lascio il link di un video che parla di questa caratteristica definita personalità multipotenziale.
“Le persone creative spesso sono anticonformiste perché vedono il mondo circostante con una visuale unica.”
 Infatti, non sono io a dirlo; le persone che mi circondano, mi trovano un pò fuori dagli schemi.
“Inoltre, la possibilità di essere liberi da preconcetti, tipica delle persone che hanno avuto un’istruzione «irregolare», può essere un fattore predisponente alla creatività. Il commento di Albert Einstein all’idea geniale di Faraday: «Questa scoperta fu un’audace creazione mentale che dobbiamo in massima parte al fatto che Faraday non andò mai a scuola, conservando così intatto il raro dono del pensiero libero». George Bernard Shaw ha detto: «L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo; quello irragionevole si ostina a cercare di adattare il mondo a se stesso. In ogni modo, tutti i progressi dipendono dall’uomo irragionevole».”
Ecco lo ammetto, sono invidioso di Faraday! Lo dicevo sempre anche da piccolo “se trovo chi ha inventato la scuola, lo ammazzo, e se non è morto lo uccido di nuovo” Limitare la creatività di un bambino è come costringere un uccello a camminare, il titolo del libro calza a pennello “le aquile sono nate per volare”.
un elemento cruciale per un bambino per coltivare la creatività è il tempo. La cultura della fretta, tipica dei nostri giorni, pone fine a quei processi creativi che abbisognano di un tempo illimitato per essere esplorati. Fu proprio Edison che imparò tante cose in modo diretto nell’adolescenza, che quando compì i 22 anni aveva già perfezionato la telescrivente universale di listini di borsa e l’aveva venduta alla Western Union per 40.000 dollari! Una caratteristica interessante della risoluzione creativa di problemi è l’errore, dal quale poter imparare. Qui i dislessici sembrano essere avvantaggiati perché più abituati a commettere degli errori.
Ovviamente questo vale per i dislessici che hanno potuto sbagliare senza essere penalizzati.
“Un altro modo di aiuto alla creatività viene dagli insegnamenti di madre natura; l’osservazione acuta di essa ha portato famosi scienziati a fare scoperte sorprendenti.”
Ho sempre osservato in me una profonda attrazione verso la natura, la sua energia mi riempie e mi fa stare bene, nella natura riesco a ritrovare il vero senso della vita. Adesso veniamo a concetti più nobili e cioè a quello che secondo me è il momento fondamentale di crescita nella vita di un individuo:
“Al momento della nascita e poi per tutta l’infanzia, il cervello ha molti più neuroni che nell’età adulta. Verso la pubertà, esso intraprende un processo cosiddetto di «potatura», nel corso del quale milioni di connessioni neurologiche muoiono mentre altre sono stabilite nei circuiti che saranno conservati per tutta la vita.”
ognuno di noi, ha un grande potenziale alla nascita, poi con il passare del tempo, fino alla pubertà, il cervello elimina tutto quello che non serve Per concludere in bellezza vi lascio al nostro amico dislessico Einstein:
“Albert Einstein, ammettendo l’importanza dell’immaginazione visiva nel pensiero scientifico, ha scritto: Non mi sembra che le parole o il linguaggio, scritto e parlato, abbiano alcun ruolo nel meccanismo del mio pensiero; le entità fisiche che sembrano servire come elementi nel pensiero, sono un certo tipo di simboli e delle immagini più o meno chiare che possono essere volontariamente riprodotte e combinate… lo sono più di un artista che disegna liberamente sulla mia immaginazione. Quando mi interrogo sul mio modo di pensare, arrivo subito alla conclusione che il dono della fantasia ha significato molto di più per me, che non il talento per l’interessante conoscenza concreta… La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo.
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Storie di straordinaria dislessia

il libro che racconta 15 storie di dislessici famosi

Oggi vi parlo del libro “storie di straordinaria dislessia ”  di Rossella Grenci e Daniele Zanoni.

Leggendo questo libro ho provato delle bellissime emozioni.

Il libro racconta le biografie di diversi personaggi famosi

Ho notato molte affinità con il loro modo di vivere e di pensare.

 Già nell’introduzione si legge qualcosa di realmente affascinante:
 
“Ad esempio, Galileo Galilei aveva intrapreso gli studi in medicina, eppure divenne uno scienziato, anzi divenne il primo scienziato, quello che costruì le basi per studiare la natura come lo facciamo tuttora; Albert Einstein era un matematico, e invece le sue scoperte sono state nel campo della fisica; Leonardo da Vinci fu addirittura, al tempo stesso, pittore, ingegnere, fisico e altro ancora! Questo significa che facevano funzionare il loro cervello usandolo «appieno», se così si può dire; ecco perché abbiamo parlato di apprendimento «globale»!”
 

Questi grandi personaggi hanno avuto la capacità di spaziare da una disciplina all’altra senza alcun problema grazie ad un “terzo occhio”, quello dell’immaginazione.

Cito i pensieri che più mi hanno colpito di alcuni di questi grandi e illustri personaggi:

LEONARDO DA VINCI

“Egli osservava di continuo la natura come spunto per le sue creazioni: i suoi
quaderni contengono centinaia di disegni dettagliati di uccelli, pesci, organi e figure umane, piante. Vedeva la natura nei suoi più minuti dettagli e poi la imitava in invenzioni che anticipavano di centinaia di anni il loro tempo.”

l’osservazione della natura, sempre essere uno degli elementi cardine attraverso la quale possono trovare ispirazione per le loro ricerche.

Basti pensare che attraverso l’osservazione della natura e del comportamento animale siamo riusciti a fare delle scoperte che sicuramente hanno migliorato la vita egli essere umani.

“Inventava marchingegni di ogni tipo: carri armati, mitraglie, bombarde a ripetizione, canali, dighe, catapulte, perfino ali e, pensate, addirittura inventò l’elicottero, che non riuscì a far volare perché non disponeva dei materiali e dei motori per generare velocità elevate, ma in lui il funzionamento dell’elica, come una vite che penetra nell’aria, era già ben chiara. Leonardo fu il primo a progettare un oggetto volante più pesante dell’aria. Il complesso meccanismo riproduceva le ali di un uccello.”

Non si può che rimanere estasiati dalla creatività di Leonardo da Vinci; aveva delle idee che al suo tempo erano fuori da ogni immaginazione.

“A chi lo disprezzava per il fatto di non avere una grande cultura scrisse che l’esperienza diretta della natura, insieme all’osservazione dei fenomeni è «molto maggiore più degna cosa a leggere», perché spiegò che i libri dei grandi scienziati dell’epoca erano scritti grazie all’esperienza, maestra stessa di quegli autori. Coloro che citavano l’autorità di altri scrittori «andavano gonfi e pomposi, vestiti e ornati, non delle loro, ma delle altrui fatiche». Scrisse anche: «Sono un illetterato. Dovreste preferire un buono scienziato senza abilità letterarie a un letterato senza abilità scientifiche».”

Sono profondamente in accordo con il pensiero di Leonardo, ancora oggi, nelle scuole e nella società, si da importanza esclusivamente al nozionismo, alla competizione e a i titoli.

Ho sempre pensato, che l’esperienza e l’osservazione diretta siamo la più potente fonte di apprendimento e di crescita.

Anche Thomas Edison ribadisce l’importanza dell’osservazione della natura:

“Edison, per la sua esperienza personale, disse che i bambini nelle scuole devono imparare a osservare la natura e non imparare le cose a memoria. «Bisogna incoraggiare il pensiero originale e il ragionamento», diceva. Lui aveva conservato intatto quel modo di pensare.”

Bel libro perché:

  • Affascinante
  • Divertente
  • mi ha dato una marcia in più

mi ha aperto nuove curiosità su altri mondi della conoscenza
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Articolo scritto da Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA

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