Una volta i mancini venivano costretti a scrivere con la destra, cosa stiamo facendo oggi con i DSA?

Un giorno ricorderemo tutto questo come un brutto sogno

Lo sapevate che una volta i mancini venivano costretti a scrivere con la destra?

Il motivo era di origine religioso, la mano sinistra veniva considerata la mano del diavolo.

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In arrivo il Talk show sulla dislessia

Per dare una nuova luce al mondo DSA

Non esiste solo un modo per imparare!

Dopo anni di formazione nelle scuole, ho capito che il miglior veicolo di apprendimento sono le emozioni.

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La formazione insegnanti sui DSA deve essere fatta dai dislessici.

La testimonianza di un ragazzo che ritorna nelle scuole dopo tanti anni di sofferenza

La prima volta è stata una fortissima emozione.

Io, che da studente ero il più asino della classe, se non di tutta la scuola, mi ritrovavo a fare formazione sui DSA davanti a 200 insegnanti.

Ricordo esattamente cosa mi è successo quel giorno.

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Tic nervosi e ansia per l’inizio della scuola

La scuola dovrebbe essere un luogo di accoglienza, dove il disagio viene accolto, altrimenti saltano tutti i principi base dell’apprendimento.

È una mamma che mi scrive

Desolata e incredula che sua figlia di 10 anni possa stare cosi male per la scuola.

Una mamma che ha familiarità con il mondo dei DSA perché ha prestato servizio presso la neuropsichiatria infantile.

La bambina da un pò di tempo presenta TIC nervosi e si sveglia di notte in preda all’ansia.

É il pensiero della scuola.

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L’aumento delle diagnosi DSA riuscirà a migliorare la vita scolastica dei bambini?

É spaventoso come negli ultimi tempi siano aumentate le diagnosi di DSA, scopriamo quali sono le reali cause.

Sento spesso dire che le diagnosi di DSA tra i banchi di scuola aumentano sempre di più.

Sono molti anche gli adulti che hanno scoperto di essere dislessici attraverso il test dislessia adulti.

Questa “pandemia” può risultare spaventosa e anche molto strana se continuiamo a pensare la dislessia come un disturbo. Continua a leggere “L’aumento delle diagnosi DSA riuscirà a migliorare la vita scolastica dei bambini?”

DSA: il lato umano della solitudine

La spiccata sensibilità del dislessico richiede spesso momenti di pace interiore.

Il tema della solitudine è spesso legato alla Dislessia.

Molto dipende dagli insuccessi scolastici che portano il bambino a sentirsi inferiore agli altri.

C’è la tendenza ad evitare il confronto per la paura del giudizio

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DSA: accettami cosi come sono.

L’accettazione è alla base di una mente serena

Sono Benny, ho 38 anni e sono dislessico. L’ho scoperto a 30 anni. L’accettazione è stato il tema centrale della mia vita. Ho sempre avuto una mentalità profondamente differente da quella comune. Questo modo di pensare mi ha portato moltissime difficoltà nella vita perché le persone che mi stavano intorno mi definivano fuori dagli schemi. Spesso è la paura a prendere il sopravvento quando i familiari vedono davanti a se qualcosa di diverso dal solito. La tendenza del genitore è quella di tentare di modificare il modo di pensare del figlio. Questo purtroppo non sempre funziona. Un diverso modo di vedere il lavoro, la religione, il sistema finanziario. Per loro sembra una lotta contro i mulini a vento, per me è sempre stata una ragione di vita. Mi sentivo a disagio, non trovavo nessuna assonanza con la società. Ho scelto di vivere la vita a modo mio mettendomi contro buona parte delle persone che mi sono vicine. Ma da dove viene l’accettazione? Nell’immaginario comune vai bene se sei un bravo studente, rispetti le regole, e diventi una brava persona e un bravo lavoratore. Ma non è questo il mio obiettivo. Ci sono state molte divergenze in famiglia per questo mio modo di pensare, ma non potevo andare contro la mia natura. Le difficoltà scolastiche sono state sicuramente un trampolino verso un pensiero critico. Se ciò che ti sta intorno non ti piace e ti riesce difficile, ogni cellula del tuo corpo vuole allontanarsi da quel contesto. Purtroppo non sempre puoi scegliere, sopratutto quando sei uno studente e a scuola ci devi andare! Un pò alla volta ti ritrovi tutti contro, insegnanti, familiari e spesso anche compagni di classe. Ti senti escluso. Il loro fortissimo desiderio di trasformarmi nell’ometto perfetto ha reso me ancora più insicuro e solo. Invito tutti i genitori e gli insegnanti ad avere un occhio attento verso questa sofferenza dei giovani, spesso non ce ne rendiamo conto e cerchiamo di cambiare loro con l’imposizione. Ma non serve, perché i giovani ed ogni essere umano non è fatto per piegarsi, ma per vivere la vita secondo le sue personali scelte e i propri valori Una persona che non si sente accettata in primis dai genitori avrà la tendenza ad essere arrabbiato con la vita e arrabbiato con se stesso. Fate un passo indietro e rendetevi conto che non possiamo essere tutti uguali. Vuoi conoscere tutta la storia di Benny? acquista su Amazon Il bambino dimenticato clicco qui Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

Per aiutare i bambini in classe non basta la teoria, ci vuole il cuore.

Un buon metodo scolastico senza empatia serve a ben poco.

É sorprendente come spesso con molta facilità ci si perda in sterili approfondimenti sul metodo.

Non di rado ho sentito parlare di metodo ideale di apprendimento.

La maggior parte degli studi che si occupano di apprendimento scolastico, si concentrano sul materiale di studio:

  • metodi visivi;
  • testi con aggiunte di immagini;
  • sintesi vocale;
  • calcolatrice;
  • mappe concettuali…

In tutto questo manca il punto di vista del bambino.

Manca l’emotività del bambino.

Si da per scontato che un metodo può andar bene per tutti, e non di meno, si da per scontato che i bambini debbano stare stipati in più di 20 nella stessa classe a memorizzare a macchinetta tutti le stesse cose, non tenendo affatto conto della variabilità inter-individuale.

Molte brillanti menti vengono sprecate

Ci nascondiamo dietro la classica frase “è intelligente ma non si applica”

Mi viene il dubbio che siamo noi adulti a non applicarci davvero.

Senza badare alle singole individualità, misuriamo tutti con lo stesso metro e giudichiamo attraverso i voti.

Svogliati e testoni sono quegli adulti che insistono nel pretendere che un metodo vada bene per tutti, non tenendo conto delle qualità di ogni bambino.

Mi rincresce allertarvi del fatto che ogni bambino sin dalla nascita ha delle potenzialità infinite che con la crescita lentamente si affinano in base al contesto e alle persone che gli stanno intorno.

Il contesto scuola non affina nessuna qualità, piuttosto tende a standardizzare assopendo la creatività e il potenziale intrinseco di ogni bambino.

Parlo in difesa dei bambini che ogni giorno sono costretti ad ingurgitare nozioni inutili, memorizzando a pappagallo ciò che presto verrà dimenticato.

Parlo in difesa dei bambini che cercano in tutti i modi di ribellarsi ma non vengono ascoltati.

Parlo in difesa dei bambini che si sentono spaesati e fuori luogo perché ogni giorno si trovano a combattere spaventati contro un mondo che non gli appartiene, la scuola.

Non è facile lavorare con i bambini perché in ogni istante ti mettono di fronte a grandi dilemmi, a grandi pericoli e spesso anche di fronte alle nostre paure.

Il nostro dovere di adulti dovrebbe essere quello di mettere da parte le nostre paure e lasciare che i bambini aprano la loro mente e non smettano mai di esplorare con le loro mani e con i loro occhi, solo cosi avremo dei cervelli evoluti capaci di pensare.

Benny Fera Psicologo dislessico e Autore de Il bambino dimenticato

Clicca qui per usufruire del Servizio di formazione e sensibilizzazione sui DSA

Altri libri di Benny:
Come vivere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

Ci sono dei collegamenti tra dislessia e PNL

La dislessia non è altro che una mente visiva

Da un po’ di tempo ormai mi sono approcciato allo studio della PNL (Programmazione Neuro Linguistica).

Sono arrivato alla PNL dopo gli approfondimenti che ho fatto sulla dislessia, in particolare dai libri:

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Homeschooling: quanto costa?

Quanto costa fare homeschooling? Chiediamolo a Marta, una mamma che fa educazione parentale.

In molti non sanno che la scuola pubblica non è l’unica soluzione nell’educazione dei figli.

Infatti attraverso la legge sull’istruzione parentale,  il genitore può assumersi la responsabilità di istruire i propri figli.

Grazie alla signora Marta ho avuto la possibilità di conoscere in maniera più approfondita come funziona una giornata tipo di homeschooling.

Leggi l’articolo Marta e la sua scuola

Adesso Marta ci spiega quali sono le spese in una scuola personalizzata 🙂

Buona lettura lascio la parola a Marta

I divertimenti estivi scorrono tranquilli e quasi non ci rendiamo conto che manca già poco più di un mese per il NON RIENTRO a scuola.

Proprio così, perché noi homeschoolers non frequentiamo le aule scolastiche ma ci prendiamo carico personalmente dell’educazione dei nostri figli, con i tempi e i metodi che riteniamo più adatti.

In un altro articolo ho spiegato cosa sia l’educazione parentale, tuttavia molti genitori sono restii ad intraprendere questa strada perché ritengono che i costi siano eccessivi.

Oggi sfatiamo questo mito.

E’ necessario premettere che per homeschooling si intende educazione in famiglia, sebbene dal punto di vista burocratico, alla voce educazione parentale rientrano anche gli asili nel bosco, le scuole libertarie e le scuolette parentali.

Noi parliamo di educazione all’interno delle mura domestiche, anche se di mura ne vediamo ben poche: la nostra classe è il mondo, la natura.

Garantiamo un’estrema flessibilità nell’apprendimento, permettendo ai bambini di conoscere il mondo reale ed essere parte di esso, ricevendo un’istruzione superiore che è in sintonia specificamente per le proprie esigenze, la propria personalità e i propri interessi.

Il primo requisito per fare homeschooling è l’amore e la dedizione verso i propri figli, dando valore al tempo che trascorriamo con loro.

Se vogliamo parlare invece di valore economico, l’educazione parentale può costare pochissimo o molto, a seconda delle scelte che si fanno ma ricordate che si può dare ai propri figli un’educazione di qualità a prescindere dalla disponibilità economica della famiglia.

La nostra scuola è a costo zero perché utilizziamo materiali di riciclo, strumenti che troviamo in casa e ricorriamo alla biblioteca, evitando così di comprare una montagna di libri.

Il Comune garantisce i testi scolastici gratuiti per la scuola primaria.

Non abbiamo spese di trasporto, di mensa, di grembiuli, zaini, astucci, diari all’ultima moda ecc ecc..

Internet fornisce un’infinità di strumenti didattici: possiamo scegliere i documentari che ci soddisfano maggiormente, troviamo giochi in lingua straniera, siti divertenti per imparare le scienze, la storia e tutto quello chi più interessa ai nostri bambini.

Fare homeschooling è un’esperienza unica anche per i genitori. Nel corso di questi anni abbiamo imparato talmente tante cose che non avremmo nemmeno immaginato se non avessimo intrapreso questa strada.

Nessuno è infallibile, quindi ogni dubbio o cosa a noi sconosciuta è un’occasione fantastica per fare delle ricerche insieme ai propri figli e condividere delle esperienze irripetibili.

Non sono necessarie gite lontanissime o attività particolarmente impegnative per rendere felici i nostri piccoli.

Tutto ciò che serve sono attenzione e amore per se stessi, per il prossimo e per tutto ciò che ci circonda.

In ogni città italiana ormai si sono formati dei gruppi di famiglie che praticano homeschooling.

Organizziamo ritrovi periodici, visite al museo (con sconti per comitive), gite in siti archeologici ed escursioni naturalistiche.

Se vi trovate vicino a Padova, vi invitiamo a partecipare alla festa di non ritorno a scuola sabato 24 settembre.

Si terranno giochi, laboratori didattici a tema “Energie rinnovabili”, caccia al tesoro e tanto divertimento.

Tutte le informazioni alla pagina facebook Homeschooling Padova e provincia.

Ti consiglio la lettura del libro dislessia: quale scuola? per approfondire il tema dell’educazione parentale.