La tua passione più grande

Ho riflettuto molto sullo spazio che hanno i bambini oggi nella società.

In realtà sono poco ascoltati.

Mi riferisco alla scuola che continua a sostenere un modello nozionistico creato dall’adulto.

Mi sembra un paradosso che a scuola, luogo frequentato principalmente da minori, si possa proporre un modello organizzato a misura di adulto.

Con lezioni frontali, ripetizione di nozioni, competizione, lettura, scrittura e calcolo.

Mi sembra quasi scontato dire che il mondo del bambino si basa principalmente sulla curiosità, sulla scoperta e sul gioco, elementi principali nell’apprendimento del fanciullo, ma totalmente estranei alla scuola.

Quando arriverà il momento in cui chiederemo ai bambini: “come dovrebbe essere la tua scuola ideale? cosa vorresti fare a scuola? quali sono le tue passioni?

Io non ho perso tempo ed ho fatto una domanda ai bambini attraverso facebook:

qual’è la tua passione più grande?

Sono riuscito a raccogliere le risposte di 15 bambini

ecco le risposte:

Disegnare

Armi

Video game

Fare il soldato

Musica rap

Marinaio

Addestrare le orche

Bici

Calcio

Arti marziali

Hip Hop

Canto

Pittura

Basket

Auto

Pesca

A parte il disegno, tutto il resto è completamente estraneo alla scuola.

due bambini hanno risposto anche “non so“.

Lascio a voi una libera riflessione in merito all’argomento

A presto

Benny

L’uomo ipocrita

Mi dispiace per le persone che muoiono.

Mi dispiace per gli animali che muoiono.

Mi dispiace per le piante che muoiono.

Si certo, non sono indifferente alle sofferenze degli esseri viventi.

Da quando sono più consapevole, la mia sensibilità è cresciuta.

Sono stato cacciatore, ma ho amato gli uccelli.

Sono stato pescatore, ma ho amato i pesci.

Sono stato coltivatore, ma ho amato le mie piante.

Sì perché anche le piante nascono, crescono, e muoiono.

Mi sono da poco avvicinato alla coltivazione.

Ho seminato con la passione

Ho aspettato con la speranza

Ho assistito alla nascita con l’amore

Non riesco ad essere indifferente alla vita di queste piccole piantine.

Ogni mattina hanno qualcosa di diverso da mostrare.

Se non sei indifferente e guardi bene le piantine, ti accorgi che ogni giorno fanno uno sforzo, ogni giorno cercano di sopravvivere alle intemperie.

Io amo le mie piantine, ed ogni volta che staccherò una fogliolina di basilico, un piccolo dolore dentro di me farà capolino, ma sparirà altrettanto velocemente. 

Perché so che questa è la vita.

Qualcuno muore a beneficio di qualcun’altro.

È un ciclo da cui non si può uscire.

Benny

chi sono?

la domanda sull’esistena

Chi sono è un bel problema

È una domanda che mi pongo fin da quando ero bambino.

L’indecisione è stato il fulcro della mia vita.

Scegliere le scarpe per me era un bel dilemma familiare, tutti si univano per assecondarmi in una scelta.

Ancora oggi mi sveglio la mattina pensando: chi sono? e cosa devo fare?

Sono quasi arrivato alla convinzione che la risposta alla mia domanda è cosi difficile che ci arriverò dopo un bel po’ di tempo.

Ho imparato a vivere, a volermi bene, ad accettarmi come sono.

Ma la mia pulsione di capire chi sono è forte.

In passato ho avuto paura di questa domanda, perché mi ha portato alla disperazione.

Anche oggi che sono abbastanza equilibrato, provo uno strano senso di inquietudine quando mi sveglio la mattina e mi faccio questa domanda.

Dall’esterno, provano a spingermi in tutte le direzioni, cercano di consigliarmi, di aiutarmi, di spronarmi.

Non fraintendiamoci! Io ho voglia di fare!

Sono un essere sempre affaccendato con le mani e con la mente, il problema è capire cosa fare!

Ci sono gli artisti, ci sono gli scrittori, ci sono gli elettricisti, ognuno con un proprio ruolo ben definito.

Loro hanno capito perfettamente cosa vogliono fare e chi vogliono essere.

Io invece continuo a pormi la domanda.

Non vorrei che sia proprio nella domanda la risposta.

Sono bravo a farmi le domande, e a cercare delle risposte.

Sappiamo che la verità assoluta non esiste, perché la realtà è soggettiva.

Che io sia un filosofo?

Ma cosa fanno i filosofi?

Una cosa è certa, sono uno psicologo, mi affascina il comportamento animale (uomo compreso), e mi piace osservarlo e studiarlo.

Che io sia uno psicologo-filosofo?

Alla fine il fulcro di questa domanda, deriva da una necessità, e cioè quella di avere un ruolo nella società, che serve per sopravvivere, per guadagnare.

Ma a me la società non piace, mi piacciono solo poche cose, la persona che amo, le persone simili a me e la natura.

Spesso passo tutto il giorno a casa, e sto benissimo, solo dopo mi accorgo che “forse devo uscire un po’”.

Lo faccio per camminare; per osservare le persone, che ormai sono diventate le mie cavie; per andare nei parchi a guardare le interazioni tra i bambini e la natura.

La maggior parte del tempo leggo libri sulla dislessia, sulla natura, sulle nuove terapie psicologiche e su persone simili a me che hanno lasciato la città per andarsene in campagna. Io questo passo ancora non l’ho fatto.

Di solito ne leggo 4 o 5 alla volta, li alterno, perché non mi piace fossilizzarmi solo su un argomento, quando mi stanco di uno, passo all’altro. In questo modo posso mantenere sempre l’attenzione attiva.

La TV non esiste in casa mia, ed il frigorifero è spento 😛 … per scelta.

Insomma stamattina mi sono svegliato con questa domanda.

Ma la sto già abbandonando, perché anche se non so chi sono (socialmente parlando), mi piaccio come persona.

Sono un pensatore e il mio sogno è di andare a vivere in campagna con gli animali 🙂

Benny