Felice a metà 

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Io vorrei che guardassi bene questa mia foto, se riesci ad allargare meglio l’immagine, guarda bene il sorriso, è un sorriso sommesso, di un bambino che voleva essere felice ma non lo era mai del tutto.

I momenti di pesca erano i momenti più felici che avevo da bambino, che mi facevano per un attimo dimenticare tutte le sofferenze.

Quel sorriso poteva essere grande, perché ero davvero felice in quell’attimo.

Ma avevo troppa paura di essere felice, perché sapevo che di lì a poco quella felicità sarebbe stata strappata senza pietà dai miei risultati scolastici e dalla ovvie conseguenze nella mia famiglia.

Nel mio caso ho scoperto solo da adulto di essere dislessico.

Oggi molti bambini vengono diagnosticati.

Ma so anche che molti di loro soffrono ancora perché il mondo scolastico non gli appartiene affatto e sono condannati ad una giovinezza fatta di sofferenza e frustrazione.

Voglio mandare un abbraccio a tutti questi bambini !

Vi voglio bene, come voglio bene a quel bambino ferito che è dentro di me.

Benny

Settimana nazionale della dislessia

Settimana #nazionale della #dislessia ?
Ho capito che la dislessia è un #disturbo solo nella scuola.
A causa di questo #problema creato dalla #scuola è un nato un vero e proprio #business
Noi dislessici non abbiamo problemi #cognitivi, possiamo vivere anche senza la scuola.
Guarda il #video

legge 170 e tutela DSA

In questa diretta video ho cercato di fare chiarezza su quali sono le procedure per arrivare alla diagnosi, compilazione del PDP e rispetto della legge 170.

Spesso insegnanti e genitori sono in difficoltà.

Gli insegnanti perché non sanno come comportarsi non conoscendo bene la legge.

I genitori non riescono a far sentire la propria voce pur essendo informati.

Nel video molti consigli.

a presto 🙂

La DisCucinìa

Avete mai sentito parlare di Disturbo Specifico della Cottura ?
Vi voglio raccontare di un incontro con una ragazza Discucinica
guarda il video

Meglio l’ironia che la Dislessia 🙂

Ovviamente la Discucinia non esiste, questo è un racconto frutto della mia fantasia.

L’ho fatto perché si capisse che anche se uno è dislessico e quindi non sa leggere bene, vivrà bene lo stesso, non è necessario sottoporlo a diagnosi e cure, in quanto non stiamo parlando di una malattia.

Diagnosi, trattamento, metodi compensativi e dispensativi fanno comodo ad una scuola pubblica limitata ad un apprendimento di tipo esclusivamente nozionistico.

Insomma se veramente la discucinia esistesse come disturbo specifico della cottura, non ci sarebbe bisogno di una diagnosi in un mondo dove ognuno è libero di scegliere come nutrirsi.

Passo e chiudo

Benny 😉

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