Box e girello, meglio di no!

Muoversi gattonando gli consente di affinare la coordinazione occhio mano, di valutare la dimensione e la distanza degli oggetti. e sopratutto di poter decidere autonomamente dove dirigersi.

Il mio principio base è che i bambini già sanno come crescere.

Di certo nei primi mesi di vita non sono autosufficienti, hanno bisogno della mamma per nutrirsi e per tutte le esigenze primarie. Continua a leggere “Box e girello, meglio di no!”

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Relazione tra gattonamento e DSA

Esiste una relazione tra dislessia e sviluppo di abilità motorie come il gattonamento.

In questo periodo mi è capitato di concentrarmi su aspetti diversi che riguardano la dislessia e i disturbi di apprendimento.

In un precedente articolo ho preso in esame quali possono essere i segnali predittori da 0 a 6 anni che faranno sviluppare nel bambino un disturbo specifico di apprendimento. Continua a leggere “Relazione tra gattonamento e DSA”

Il pensiero di un bambino con una diagnosi

Mi chiedo spesso come fa un bambino con una diagnosi sulle spalle a non sentirsi malato!

É una domanda che mi è venuta in mente durante un evento che ho tenuto a Bari in cui ho parlato della dislessia ed ho presentato il libro il bambino dimenticato Continua a leggere “Il pensiero di un bambino con una diagnosi”

Il ruolo del bambino nella famiglia

Con mio grande piacere ieri ho partecipato ad un seminario dal titolo

“LA VOCE DEI BAMBINI IN TERAPIA FAMILIARE”. Continua a leggere “Il ruolo del bambino nella famiglia”

La scuola degli incompresi

Un bambino con DSA immerso in un contesto sfavorevole, si sentirà inferiore ai compagni e i compagni non perderanno tempo per farlo sentire inferiore.

“Benny scusa il disturbo ho bisogno di chiederti delle cose, vorrei un consiglio. Quasi ogni giorno a scuola mio figlio ne combina una. L’altro giorno ha litigato con un compagno sistematicamente le insegnanti fanno intervenire la dirigente che cerca di convincerli a non litigare, oggi stessa storia un compagno gli ha detto che non sa scrivere lui per dimostrargli di saperlo fare ha preso un foglio e una penna da una compagna senza chiederle il permesso. La compagna ha riferito all’insegnante che le ha rubato penna ed è intervenuta dirigente ora io mi chiedo perché accade tutto questo? Io sono sfinita non so più che cosa fare. Lui è sempre annoiato litigioso permaloso e soprattutto ogni attività che incomincia non la porta a termine in questo momento stiamo discutendo che dopo tanto entusiasmo per il teatro che frequenta ha deciso di arrendersi non vuole più frequentare perché accade questo? Non so che cosa fare! sono stanca non riesco a capire dov’é il problema! Se puoi darmi delle risposte ti chiedo come mi devo comportare grazie” Continua a leggere “La scuola degli incompresi”

4 consigli per genitori disperati

Qualche consiglio per i genitori che si trovano i difficoltà con i propri figli

“Sono una mamma di un bimbo dislessico che ce la mette tutta con la scuola, ma gli insegnanti ci stanno rendendo la scuola un incubo. Mi fa male vedere lottare un ragazzino e avere poca soddisfazione del lavoro che fa. Purtroppo non riesce a ottenere buoni risultati. Ho paura che prima o poi molli…”

“Ho acquistato il suo libro “Il bambino dimenticato” perché pare che mio figlio abbia dei campanellini d’allarme che fanno pensare alla dislessia. Lui ha 6 anni, odia la scuola. Vorrei evitargli il supplizio della scuola, so che lei può capirmi, per lui è un tormento…”

Ho voluto riportare un paio di messaggi che due mamme mi hanno mandato per esprimere il disagio dei loro figli a scuola.

Sono questi i messaggi che mi fanno più male.

Sono queste le persone per cui io ho aperto il mio blog e per le quale faccio il mio lavoro da psicologo.

Non è facile essere di aiuto in questi casi, lo ammetto.

Conosco profondamente cosa vuol dire odiare la scuola con tutte le forze.

Proprio per questo ho voluto scrivere il bambino dimenticato, la voce di un bambino che grida la rabbia che ha tenuto stretta nel cuore.

Come professionista mi sento di dare qualche consiglio a questi genitori

  • Aspettare che tutto finisca presto

In tutta sincerità è questo il consiglio che mi sento di dare dal profondo del mio cuore, per un bambino che soffre la scuola, vuole solo starne fuori, quindi l’augurio è quello di finire presto gli anni scolastici nel modo meno indolore possibile.

  • Chiedere aiuto

Nel frattempo potete chiedere aiuto e supporto, parlate con gli insegnanti a cuore aperto, nella maniera più sincera possibile, cercando insieme delle possibili soluzioni per aiutare il figlio, chiedete che i metodi dispensativi e compensativi vengano utilizzati. E non vi fermate, cercate di creare un vero e proprio team, parlate anche con il dirigente scolastico, cercando un contatto con loro anche prima che la scuola inizi. Andate a parlare con lo psicologo scolastico, mettete in chiaro la vostra situazione, lui potrà essere di supporto sia all’alunno che alla famiglia. Cercate sempre una persona sensibile di cui il bambino si possa fidare e con cui possa parlare nei momenti difficili. La figura del genitore spesso non è sufficiente, perché il genitore ha un ruolo preciso nella famiglia, e spesso la figura supportiva deve per forza di cose  venire meno, meglio una figura esterna che sappia affrontare il problema senza esserne coinvolta in prima persona.

  • Non aspettare che qualcosa cambi, cambia tu.

É inutile restare concentrati su quello che non va. Se la scuola che frequenta tuo figlio non offre un buon servizio, se la scuola non è attenta alle necessita del bambino, se usa metodi troppo selettivi, è meglio cercare altrove. Andate in altre scuole ed informatevi sulla sensibilità e i progetti innovativi che la scuola offre. Pensate sempre al bene di vostro figlio e distogliete l’attenzione da sterili battaglie con insegnanti che non vogliono applicare le cautele per i DSA.

  • educazione parentale

Nei casi più estremi, in cui vedete vostro figlio depresso e ansioso, dove non riuscite a trovare una soluzione per farlo stare meglio, io consiglio l’educazione parentale. In italia è assolutamente legale, in questo modo il bambino non è costretto a stare in classe, ho scritto un libro a riguardo che analizza diverse forme di scuola alternativa (clicca qui)

Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

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I 3 canali di accesso all’apprendimento

Vediamo a scuola molti alunni in difficoltà, in media solo un terzo della classe se la cavano bene, vediamo perché.

Ho già avuto modo di parlare della connessione tra disturbi di apprendimento e PNL (clicca qui per leggere)

La PNL (Programmazione Neurolinguistica) classifica tre canali preferenziali cono i quali ognuno di noi comunica e apprende. Continua a leggere “I 3 canali di accesso all’apprendimento”