Marta e la sua scuola

Ciò che mi ha colpito di più è stato l’assecondare le naturali propensioni di suo figlio e mantenere un contatto diretto con la natura.

L’homeschooling è un’ottima alternativa alla scuola pubblica.

Ho conosciuto Marta attraverso la mia pagina facebook io e la dislessia.

Sono completamente orientato verso un nuovo tipo di scuola.

Una scuola che segua le naturali tendenze dei bambini.

Di seguito la signora Marta ha scritto un piccolo articolo sulla sua esperienza di homeschooling.

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Nel mondo dell’apprendimento è iniziato un cambiamento lento ma molto efficace, che permette agli alunni di assolvere l’obbligo di istruzione direttamente da casa, imparando in un ambiente famigliare e rispettoso dei ritmi dei ragazzi.
L’homeschooling è prima di tutto uno stile di vita: i genitori non delegano l’istruzione dei propri figli a terzi ma ne sono partecipi in prima persona senza limiti di tempo (fino all’Università).
Ognuno si gestisce come preferisce, c’è chi segue il programma ministeriale, chi se ne crea uno proprio e chi lascia che siano i bambini ad indirizzare l’apprendimento in base ai propri interessi. Non esistono obblighi di esami a fine anno, a meno che non si intenda far rientrare l’alunno nel circuito scolastico.

L’errore di giudizio che spesso commette chi non conosce questa realtà è credere che chi pratica l’educazione parentale non si muova mai da casa, trascorra le ore con la testa piegata sui libri e non abbia occasioni per socializzare. In realtà le cose sono molto diverse. La nostra prima fonte di apprendimento è il Mondo, la Natura, tutto quello che sta fuori alle quattro mura scolastiche, dove invece si viene addestrati ad essere omologati e conformati ad una struttura sociale senz’anima. Le esperienze di quasi tutti i bambini scolarizzati che frequentiamo sono simili tra loro: in classe non si può parlare, si risponde solo se interpellati, se si cerca di fare lavoro di gruppo e magari suggerire agli amici, si rischia una punizione o la nota nel libretto scolastico, bisogna chiedere per andare in bagno, si mangia solo quando c’è la ricreazione (che tra l’altro dura pochissimo e non permette chissà quale socializzazione). Non parliamo poi dei compiti per casa, che tolgono tempo al gioco, allo sport, alle proprie passioni e che penalizzano la famiglia durante l’anno scolastico e durante le vacanze. I bambini homeschoolers, per contro, sono liberi di esprimersi, imparano per loro stessi e non perchè siano obbligati a farlo. Le occasioni di socializzazione sono infinite, basta interagire con chiunque si trovi lungo il proprio cammino, che si tratti del commesso di un negozio o un gruppo di bambini trovati al parco giochi.
Esistono vari gruppi di giovani homeschoolers in ogni città italiana che organizzano eventi, gite didattiche, ritrovi periodici e feste.
Se qualcuno mi chiedesse quando mio figlio ha imparato a leggere e a scrivere non saprei dare una risposta. E’ stato un processo naturale, senza forzature, partendo dalla propria firma sui biglietti di auguri, passando per le letterine ai nonni o agli amici per finire a sette anni con la lettura di Pinocchio in due volumi nella versione originale. La matematica è un gioco divertente, si fanno delle partite di addizioni e sottrazioni sulla carta, con la roulette cinese, pesando i grammi della pastasciutta o semplicemente colorando un disegno nel quale ogni colore corrisponde alla somma o la sottrazione di due numeri.

Il mio bambino ha ricevuto il puzzle della Torre Eiffel per il compleanno. Si è appassionato così tanto che, senza forzature, ha studiato geografia cercando Parigi e la Francia nel mappamondo, ha torvato gli usi e i costumi; ha voluto che gli insegnassi il francese (oltre all’inglese che avevamo già iniziato); ha cercato in internet un documentario storico che parla della costruzione della Torre e ha appreso come veniva fuso l’acciaio per creare le travi.

Per chi desidera approfondire l’argomento i seguenti link saranno utilissimi:

http://www.controscuola.it/

http://educazioneparentale.org/

ci sarà, inoltre, il ritrovo nazionale degli homeschoolers che si terrà il 17-18-19 giugno a Rimini, aperto a tutti www.s-cool.it:

Sono rimasto letteralmente affascinato dalla testimonianza di Marta.

Ciò che mi ha colpito di più è stato l’assecondare le naturali propensioni di suo figlio e mantenere un contatto diretto con la natura.

Non dimentichiamo che noi facciamo parte della natura, l’attrazione verso di essa è intrinseca all’essere umano.

Per approfondire clicca sul link => dislessia: quale scuola? manuale guida per genitori

Ciao

Benny e Marta

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3 thoughts on “Marta e la sua scuola”

  1. Meraviglioso… io lo proporrei come metodo educativo da adottare anche nelle scuole, perché possano usufruirne anche quei bambini che hanno entrambi i genitori che lavorano (per necessita o per scelta) e a casa non possono rimanere perché sarebbero soli ^_^
    Sarebbe comunque molto bella la scuola se avesse come fine far scoprire il meraviglioso mondo di imparare nell’armonia. Basterebbe una visione più ampia e generale e si potrebbe benissimo adottare un metodo più naturale, meno schematico, più libero…
    Preparando comunque i ragazzi alla vita fuori dalla scuola…
    Questa è solo la mia modesta opinione

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