Alessia 18 anni ci racconta il suo percorso con la dislessia

i compagni hanno sempre visto solo le mie difficoltà, sono sempre stata etichettata inferiore, perché usavo calcolatrice e mappe concettuali.

Sono felicissimo di poter dare spazio ai giovani

Alessia mi ha contattato sulla pagina Facebook “Benny Fera – ioeladislessia.com” per raccontarmi la sua storia.

Sono felice perché Alessia, come tanti altri ragazzi, riconoscono in questo blog uno spazio in cui potersi raccontare senza sentirsi giudicati.

Uno spazio creato da chi la sofferenza e il disagio in classe l’ha conosciuto in prima persona e che oggi diventa una risorsa per molti.

Alessia scrive …

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Un drago chiamato Dislessia – Elisabetta racconta…

Siamo soli contro maestri ignoranti e compagni che bullizzano.

Questo blog nasce anche come uno spazio per i genitori

Non mi piace parlare da solo

Non vorrei che la gente pensasse che il disagio scolastico di cui parlo è solo una mia singolare invenzione.

Non è la prima testimonianza che condivido, chi segue questo blog ne avrà lette molte altre.

Oggi voglio dare voce ad Elisabetta che gentilmente ci racconta il percorso che lei come mamma ha fatto con suo figlio M.

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Sono solo gli asini che soffrono la scuola?

A volte dietro ottimi risultati scolastici si nasconde molta sofferenza.

Proprio ieri parlavo con una mia collega.

Quando incontro una persona che la pensa come me sul mondo della scuola scatta subito l’idea “chissà probabilmente anche lei era ciuccia a scuola…”

La mia collega mi parlava molto di sofferenza e ansia durante i suoi anni scolastici.

Con mia grande sorpresa ho scoperto che lei, al contrario mio era molto brava a scuola, sempre voti alti e laureata con il massimo dei voti.

Mi sono chiesto come mai una persona con ottimi risultati scolastici dovesse vivere con ansia questo percorso.

Mi ha spiegato che per lei è stata davvero dura affrontare l’ansia delle interrogazioni, ne ha pagato le spese a livello di stress e ansia.

Ad un certo punto si è guardata allo specchio e si è detta “sono distrutta, sono dimagrita solo per prepararmi alle interrogazioni, ma perché la scuola dev’essere cosi brutta?”

È stato sconvolgente per me scoprire qualcosa del genere.

Ho capito che non sempre è come appare.

Anche chi è molto bravo a scuola può nascondere uno stato di sofferenza.

Mi ha spiegato che l’ansia deriva anche dal fatto di voler mantenere un certo standard di voto.

Sbagliamo a pensare che per alcuni la scuola sia facile.

Pur essendo la più brava della classe, ha dovuto portare questo enorme fardello per tanti e tanti anni!

Ma ne è valso davvero la pena?

In un certo senso si, perché lei ha sviluppato una certa sensibilità verso i giovani e la loro sofferenza.

Ha capito che gli studenti hanno bisogno di essere ascoltati e capiti.

Ci tiene al rispetto della persona!

Per lei viene prima la persona e solo dopo la prestazione!

Di certo la mia collega ancora oggi lotta perché il sistema scolastico cambi e ha dichiarato che non è facile stare a contatto con il sistema scolastico anche come psicologa.

Spesso deve confrontarsi con insegnanti oppositivi.

Con genitori che tendono a demandare l’educazione dei figli.

Tutti i giorni deve fare i conti con la sofferenza dei ragazzi nel suo lavoro.

Non è facile prendersi questo carico ed io voglio farle i miei complimenti!

Vi lascio di seguito il link del suo blog: Cristina Minotti e il suo progetto #ilsorrisonellostudio

Benny Fera
Psicologo e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

Ho sempre pensato che dovesse essere l’amore la mia ossessione, invece ….

Una riflessione su come la scuola ha preso il posto dell’amore.

Stamattina parlando con una mia amica ci siamo accorti che l’ossessione della nostra vita è diventata la scuola.

Ognuno per motivi diversi!

La mia amica, mamma di un ragazzino di 9 anni, ha ricominciato a fare i compiti.

Ed io, nel mio piccolo, vado nelle scuole per fare sensibilizzazione sui DSA.

Ci ritroviamo entrambi a scontrarci con un sistema a muro di gomma.

Entrambi ci ritroviamo senza volerlo, nelle peggiori delle storie d’amore.

Poveri illusi noi ….

Tutti e due single, e l’unica cosa che ci è rimasta attaccata è la scuola.

Alla fine abbiamo dovuto cedere alla tentazione di credere che dovesse essere l’amore la cosa più complicata.

Pensavamo all’amore come qualcosa con cui avremmo dovuto fare i conti per tutta la vita nel bene o nel male.

Invece no, l’amore si è fatto beffe di noi e ci ha lasciato nelle mani della scuola.

Cosi lei, dopo anni di scuola si ritrova a fare i conti con essa grazie a suo figlio che ovviamente non vuole fare i compiti e a scuola si annoia a morte.

Ed io?

Lungi da me dal fare figli!

Poi dovrebbero andare a scuola e li sarebbero davvero cavoli miei!

Il bambino dimenticato si rivolterebbe nella pancia e me la farebbe pagare a suon di gastrite, stress e ansia.

Poco male, mi trovo comunque a fare i conti con questa istituzione antiquata…

Lotto per i bambini che soffrono.

So che prima o poi dovrò dare una mano anche ai miei nipoti, perché per quanto possa sperare che tutto vada bene, la scuola da sempre problemi a meno che qualcosa non cambi radicalmente.

ad esempio:

  • I compiti a casa
  • I voti
  • le lezioni frontali
  • le classi numerosi
  • le lezioni obsolete
  • la tecnologia
  • il contatto con la natura.

Ci sarebbe tanto da cambiare.

La maggior parte degli studenti ha un problema con la scuola e non solo i DSA.

Quindi non credo che i miei nipoti ne saranno esenti….

A parte la dislessia, la scuola comunque crea situazioni di ansia, di competizione, di noia, di bullismo, di prevaricazione, di regole rigide che non hanno motivo di esistere nel 2019.

Una scuola rigida dalla quale pare non ci sia scampo.

Ancora mi chiedo a chi faccia bene questa scuola.

Molti pensano che la scuola forgi il carattere per il lavoro del futuro.

Ciò avrebbe senso se esitesse ancora il lavoro dipendente, ma se ancora non lo sapete oggi la maggior parte delle persone cerca di mettere su un’attività propria.

Il numero dei liberi professionisti è aumentato vertiginosamente.

Queste persone che devono farsi da sole, hanno bisogno di slegarsi dagli stereotipi del bravo studente legato alle regole.

Hanno bisogno di idee, e l’idea nasce dalla libertà di pensiero.

Smantellare le ferree regole inutili scolastiche è il primo lavoro che dovrebbe fare su di se un imprenditore o un libero professionista.

Quindi cosa ci trova di utile nella scuola un giovane studente?

Il piacere di prendere un buon voto e fare felice i genitori e l’insegnante?

e a lui che gli rimane?

Una bella lezioncina imparata a memoria.

Quindi forse la scuola è utile per socializzare?

Beh in un certo senso si, perché sei a contatto con altri tuoi coetanei…

Ma esattamente quanto è curata la relazione nelle classi?

Ben poco, c’è il programma da portare avanti!

E spesso ti dicono di fare silenzio…

Insomma a chi è utile questa scuola?

Forse all’ego di alcuni insegnanti a cui piace tenere le redini del potere su 20 studenti?

O forse alle loro tasche con lo stipendio che portano a casa?

Non lo so, ditemelo voi, perché come sapete io sono molto ignorante…

A cosa serve la scuola nel 2019?

Forse serve ai genitori per parcheggiare i bambini ?

Oppure per fare a gare con gli altri genitori per chi prende il voto più alto?

O forse per il lavoro assicurato che dopo la scuola arriva ?

No niente, sarà che avrò dei pregiudizi.

Si è probabile, me lo hanno detto anche ad uno dei miei convegni.

Quindi vi prego aiutatemi voi a capire a cosa è utile la scuola nel 2019.

Aaaah aspetta!!

Alla formazione di base!

Formazione di base, mi ha sempre incuriosito questo termine.

Non ho mai capito cosa vuol dire, forse è solo una illusione di noi adulti!

Quanti di voi ricordano quello che hanno studiato a scuola?

O comunque quanti di voi hanno usato le competenze scolastiche per fare il lavoro che fanno oggi?

Per quanto mi riguarda, a parte alcuni esami universitari molto interessanti, mi sarei risparmiato volentieri tutte le elementari e medie.

Le superiori no! Perché ho conosciuto molte ragazze interessanti.

Questo blog è seguito per la maggior parte da adulti, che hanno una vaga idea di cosa possa servire la scuola.

Ma fate questa domanda agli studenti, o ai vostri figli.

A cosa serve la scuola nel 2019?

Aspetto le loro risposte 😉

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“La scuola non mi piace! Io mi esprimo con la danza!” Angelica, talento DSA

Se la scuola non scopre i talenti dei bambini non ha motivo di esistere.

Angelica ha 11 anni

Siamo amici ormai da tempo.

Ho conosciuto lei, sua sorella maggiore e i suoi genitori attraverso il blog e poi di persona nei miei eventi dal vivo.

Io e Angelica siamo sempre andati d’accordo e ci siamo sempre scambiati opinioni sulla scuola.

Mi mandava le foto mentre faceva i compiti e mi diceva “che noia!!!”

Ed io rispondevo “certo! Ti capisco benissimo, pensa a quando andrai a danza e ti divertirai”

Angelica è una bambina con DSA, come si dice oggi…

Semplicemente ha difficoltà nello svolgere compiti scolastici come la lettura e il calcolo.

Fuori da scuola Angelica è una ragazzina frizzante, piena di energia, infatti ha scoperto nella danza la sua più grande espressione e passione.

Si vede la differenza!

Quando mi parla della sua passione le si illuminano gli occhi e starebbe lì a parlarne per ore …

Ma quando si parla di scuola il suo sguardo si spegne.

Oggi voglio farvi vedere il suo grande successo

Voglia farvi vedere una pagella che rispecchia il vero talento di Angelica

Vi faccio vedere come Angelica, grazie all’amore e alla comprensione dei genitori è riuscita a capire quale fosse il suo talento.

Genitori che hanno capito che per Vedere la propria figlia felice dovevano cercare qualcosa che la rendesse tale!

È un gioco di squadra!

Un esempio di una famiglia che ha capito che non son importanti i voti di scuola o i compiti a casa

È importante la felicità della propria figlia

Mostrerei queste pagelle degli esami di danza in tutte le scuole pubbliche e chiederei loro:

“In cosa avete sbagliato?”

“A cosa serve la scuola se non a scoprire i talenti dei bambini?”

Siamo ancora ai vecchi e barbosi programmi scolastici, e fino a quando sarà così, tanti bambini con talenti diversi saranno tagliati fuori!

Ecco a voi i risultati di Angelica nella danza!

Vi invito a condividere questo articolo

Che sia di esempio per tutte le famiglie in difficoltà che vedono nel proprio figlio un fallimento

Un esempio per tutti gli insegnanti che considerano svogliati i dislessici

Noi bambini i talenti ce li abbiamo, sta a voi aiutarci a scoprirli!!!

Benny Fera

Psicologo e autore di “il bambino dimenticato”

Se c’è un errore che ho fatto la fuori è stato quello di nascere – Argento vivo

La canzone di Daniele Silvestri che dà voce al disagio dei giovani

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo

Sono questi i versi della nuova canzone di Daniele Silvestri al festival di Sanremo 2019!

Sono felice di non essere solo

Sono contento di non essere l’unico a gridare a gran voce il disagio che ho provato a scuola!

“Argento vivo” è un titolo che rispecchia a pieno quello che siamo

Creativi, con la mente sempre in movimento.

Una creatività che ci porta fuori dal corpo e che ci trascina sopra la sedia, sopra i banchi.

Non mi sento solo!

Il bambino dimenticato ringrazia Daniele Silvestri per aver gridato al mondo una realtà che molti nascondono per paura o vergogna!

Invece bisogna dirlo a gran voce!

Si! noi siamo quelli che non stanno fermi

Si! noi siamo quelli sempre distratti!

Perché No?!?

Noi siamo quelli che la vita ci attraversa l’anima e il cuore!

La nostra mente è libera senza spazio e senza tempo!

E gli unici pazzi siete voi che volete tenerci chiusi nelle classi!

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Spero che sia Argento vivo a vincere il festival di Sanremo 2019

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Sbaglio a copiare il codice fiscale – cose da DSA

Non sarò bravo a compilare un modulo, ma ho ben altre qualità, mi vuoi sfidare?

Da una settimana sto cercando con il commercialista di identificare un errore in un codice fiscale che ho copiato in una fattura

Per fortuna lei mi conosce, e sa della mia difficoltà

Quindi ridendo mi ha detto:

“mi raccomando la prossima vota stai più attento”

Ormai ci scherziamo su.

Però mi rendo conto che non è facile per chi non ha questa difficoltà, capire i nostri errori, che per loro potrebbero sembrare banali.

Beh in effetti sono banali, però mi capita spesso di sbagliare e di non riuscire nemmeno ad identificare l’errore.

A volte mi lascio prendere dalla sconforto e penso

“avrei bisogno di un’assistente”

La penso come ad una sconfitta!

In realtà non è una sconfitta.

So di avere dei punti deboli come ognuno di noi

Magari i miei sono più evidenti.

Spesso sento insegnanti che ripetono ad alunni con DSA:

“stai più attento cosi non fai errori”

In realtà non è cosi!!

Gli errori li farà comunque, e non lo fa apposta per farvi arrabbiare.

Lo fa per una sua caratteristica cognitiva!

Mi rivolgo a tutti gli insegnanti diffidenti rispetto al problema

Mi rivolgo a tutte le persone che confare indignato dicono :

“ma dai come fai a sbagliare una cosa cosi facile!”

Ebbene noi! abbiamo altre qualità

Vuoi fare una sfida con me?

ti sfido a scrivere un libro ricco di emozioni come faccio io

Ti sfido a parlare in pubblico con naturalezza come faccio io

Ti sfido a parlare davanti a 500 persona senza avere un discorso pronto, ma solo improvvisando, solo usando la creatività di cui il mio cervello mi fa dono.

Sinceramente non mi importa di fare un errore nel trascrivere una fattura, oppure di leggere una parola per un altra!

Le mie qualità sono altre ed io le adoro!

Allora mi vuoi sfidare nelle mie qualità?

io sono pronto 😉