Alessia 18 anni ci racconta il suo percorso con la dislessia

i compagni hanno sempre visto solo le mie difficoltà, sono sempre stata etichettata inferiore, perché usavo calcolatrice e mappe concettuali.

Sono felicissimo di poter dare spazio ai giovani

Alessia mi ha contattato sulla pagina Facebook “Benny Fera – ioeladislessia.com” per raccontarmi la sua storia.

Sono felice perché Alessia, come tanti altri ragazzi, riconoscono in questo blog uno spazio in cui potersi raccontare senza sentirsi giudicati.

Uno spazio creato da chi la sofferenza e il disagio in classe l’ha conosciuto in prima persona e che oggi diventa una risorsa per molti.

Alessia scrive …

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Un drago chiamato Dislessia – Elisabetta racconta…

Siamo soli contro maestri ignoranti e compagni che bullizzano.

Questo blog nasce anche come uno spazio per i genitori

Non mi piace parlare da solo

Non vorrei che la gente pensasse che il disagio scolastico di cui parlo è solo una mia singolare invenzione.

Non è la prima testimonianza che condivido, chi segue questo blog ne avrà lette molte altre.

Oggi voglio dare voce ad Elisabetta che gentilmente ci racconta il percorso che lei come mamma ha fatto con suo figlio M.

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Sono solo gli asini che soffrono la scuola?

A volte dietro ottimi risultati scolastici si nasconde molta sofferenza.

Proprio ieri parlavo con una mia collega.

Quando incontro una persona che la pensa come me sul mondo della scuola scatta subito l’idea “chissà probabilmente anche lei era ciuccia a scuola…”

La mia collega mi parlava molto di sofferenza e ansia durante i suoi anni scolastici.

Con mia grande sorpresa ho scoperto che lei, al contrario mio era molto brava a scuola, sempre voti alti e laureata con il massimo dei voti.

Mi sono chiesto come mai una persona con ottimi risultati scolastici dovesse vivere con ansia questo percorso.

Mi ha spiegato che per lei è stata davvero dura affrontare l’ansia delle interrogazioni, ne ha pagato le spese a livello di stress e ansia.

Ad un certo punto si è guardata allo specchio e si è detta “sono distrutta, sono dimagrita solo per prepararmi alle interrogazioni, ma perché la scuola dev’essere cosi brutta?”

È stato sconvolgente per me scoprire qualcosa del genere.

Ho capito che non sempre è come appare.

Anche chi è molto bravo a scuola può nascondere uno stato di sofferenza.

Mi ha spiegato che l’ansia deriva anche dal fatto di voler mantenere un certo standard di voto.

Sbagliamo a pensare che per alcuni la scuola sia facile.

Pur essendo la più brava della classe, ha dovuto portare questo enorme fardello per tanti e tanti anni!

Ma ne è valso davvero la pena?

In un certo senso si, perché lei ha sviluppato una certa sensibilità verso i giovani e la loro sofferenza.

Ha capito che gli studenti hanno bisogno di essere ascoltati e capiti.

Ci tiene al rispetto della persona!

Per lei viene prima la persona e solo dopo la prestazione!

Di certo la mia collega ancora oggi lotta perché il sistema scolastico cambi e ha dichiarato che non è facile stare a contatto con il sistema scolastico anche come psicologa.

Spesso deve confrontarsi con insegnanti oppositivi.

Con genitori che tendono a demandare l’educazione dei figli.

Tutti i giorni deve fare i conti con la sofferenza dei ragazzi nel suo lavoro.

Non è facile prendersi questo carico ed io voglio farle i miei complimenti!

Vi lascio di seguito il link del suo blog: Cristina Minotti e il suo progetto #ilsorrisonellostudio

Benny Fera
Psicologo e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

Ho sempre pensato che dovesse essere l’amore la mia ossessione, invece ….

Una riflessione su come la scuola ha preso il posto dell’amore.

Stamattina parlando con una mia amica ci siamo accorti che l’ossessione della nostra vita è diventata la scuola.

Ognuno per motivi diversi!

La mia amica, mamma di un ragazzino di 9 anni, ha ricominciato a fare i compiti.

Ed io, nel mio piccolo, vado nelle scuole per fare sensibilizzazione sui DSA.

Ci ritroviamo entrambi a scontrarci con un sistema a muro di gomma.

Entrambi ci ritroviamo senza volerlo, nelle peggiori delle storie d’amore.

Poveri illusi noi ….

Tutti e due single, e l’unica cosa che ci è rimasta attaccata è la scuola.

Alla fine abbiamo dovuto cedere alla tentazione di credere che dovesse essere l’amore la cosa più complicata.

Pensavamo all’amore come qualcosa con cui avremmo dovuto fare i conti per tutta la vita nel bene o nel male.

Invece no, l’amore si è fatto beffe di noi e ci ha lasciato nelle mani della scuola.

Cosi lei, dopo anni di scuola si ritrova a fare i conti con essa grazie a suo figlio che ovviamente non vuole fare i compiti e a scuola si annoia a morte.

Ed io?

Lungi da me dal fare figli!

Poi dovrebbero andare a scuola e li sarebbero davvero cavoli miei!

Il bambino dimenticato si rivolterebbe nella pancia e me la farebbe pagare a suon di gastrite, stress e ansia.

Poco male, mi trovo comunque a fare i conti con questa istituzione antiquata…

Lotto per i bambini che soffrono.

So che prima o poi dovrò dare una mano anche ai miei nipoti, perché per quanto possa sperare che tutto vada bene, la scuola da sempre problemi a meno che qualcosa non cambi radicalmente.

ad esempio:

  • I compiti a casa
  • I voti
  • le lezioni frontali
  • le classi numerosi
  • le lezioni obsolete
  • la tecnologia
  • il contatto con la natura.

Ci sarebbe tanto da cambiare.

La maggior parte degli studenti ha un problema con la scuola e non solo i DSA.

Quindi non credo che i miei nipoti ne saranno esenti….

A parte la dislessia, la scuola comunque crea situazioni di ansia, di competizione, di noia, di bullismo, di prevaricazione, di regole rigide che non hanno motivo di esistere nel 2019.

Una scuola rigida dalla quale pare non ci sia scampo.

Ancora mi chiedo a chi faccia bene questa scuola.

Molti pensano che la scuola forgi il carattere per il lavoro del futuro.

Ciò avrebbe senso se esitesse ancora il lavoro dipendente, ma se ancora non lo sapete oggi la maggior parte delle persone cerca di mettere su un’attività propria.

Il numero dei liberi professionisti è aumentato vertiginosamente.

Queste persone che devono farsi da sole, hanno bisogno di slegarsi dagli stereotipi del bravo studente legato alle regole.

Hanno bisogno di idee, e l’idea nasce dalla libertà di pensiero.

Smantellare le ferree regole inutili scolastiche è il primo lavoro che dovrebbe fare su di se un imprenditore o un libero professionista.

Quindi cosa ci trova di utile nella scuola un giovane studente?

Il piacere di prendere un buon voto e fare felice i genitori e l’insegnante?

e a lui che gli rimane?

Una bella lezioncina imparata a memoria.

Quindi forse la scuola è utile per socializzare?

Beh in un certo senso si, perché sei a contatto con altri tuoi coetanei…

Ma esattamente quanto è curata la relazione nelle classi?

Ben poco, c’è il programma da portare avanti!

E spesso ti dicono di fare silenzio…

Insomma a chi è utile questa scuola?

Forse all’ego di alcuni insegnanti a cui piace tenere le redini del potere su 20 studenti?

O forse alle loro tasche con lo stipendio che portano a casa?

Non lo so, ditemelo voi, perché come sapete io sono molto ignorante…

A cosa serve la scuola nel 2019?

Forse serve ai genitori per parcheggiare i bambini ?

Oppure per fare a gare con gli altri genitori per chi prende il voto più alto?

O forse per il lavoro assicurato che dopo la scuola arriva ?

No niente, sarà che avrò dei pregiudizi.

Si è probabile, me lo hanno detto anche ad uno dei miei convegni.

Quindi vi prego aiutatemi voi a capire a cosa è utile la scuola nel 2019.

Aaaah aspetta!!

Alla formazione di base!

Formazione di base, mi ha sempre incuriosito questo termine.

Non ho mai capito cosa vuol dire, forse è solo una illusione di noi adulti!

Quanti di voi ricordano quello che hanno studiato a scuola?

O comunque quanti di voi hanno usato le competenze scolastiche per fare il lavoro che fanno oggi?

Per quanto mi riguarda, a parte alcuni esami universitari molto interessanti, mi sarei risparmiato volentieri tutte le elementari e medie.

Le superiori no! Perché ho conosciuto molte ragazze interessanti.

Questo blog è seguito per la maggior parte da adulti, che hanno una vaga idea di cosa possa servire la scuola.

Ma fate questa domanda agli studenti, o ai vostri figli.

A cosa serve la scuola nel 2019?

Aspetto le loro risposte 😉

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“La scuola non mi piace! Io mi esprimo con la danza!” Angelica, talento DSA

Se la scuola non scopre i talenti dei bambini non ha motivo di esistere.

Angelica ha 11 anni

Siamo amici ormai da tempo.

Ho conosciuto lei, sua sorella maggiore e i suoi genitori attraverso il blog e poi di persona nei miei eventi dal vivo.

Io e Angelica siamo sempre andati d’accordo e ci siamo sempre scambiati opinioni sulla scuola.

Mi mandava le foto mentre faceva i compiti e mi diceva “che noia!!!”

Ed io rispondevo “certo! Ti capisco benissimo, pensa a quando andrai a danza e ti divertirai”

Angelica è una bambina con DSA, come si dice oggi…

Semplicemente ha difficoltà nello svolgere compiti scolastici come la lettura e il calcolo.

Fuori da scuola Angelica è una ragazzina frizzante, piena di energia, infatti ha scoperto nella danza la sua più grande espressione e passione.

Si vede la differenza!

Quando mi parla della sua passione le si illuminano gli occhi e starebbe lì a parlarne per ore …

Ma quando si parla di scuola il suo sguardo si spegne.

Oggi voglio farvi vedere il suo grande successo

Voglia farvi vedere una pagella che rispecchia il vero talento di Angelica

Vi faccio vedere come Angelica, grazie all’amore e alla comprensione dei genitori è riuscita a capire quale fosse il suo talento.

Genitori che hanno capito che per Vedere la propria figlia felice dovevano cercare qualcosa che la rendesse tale!

È un gioco di squadra!

Un esempio di una famiglia che ha capito che non son importanti i voti di scuola o i compiti a casa

È importante la felicità della propria figlia

Mostrerei queste pagelle degli esami di danza in tutte le scuole pubbliche e chiederei loro:

“In cosa avete sbagliato?”

“A cosa serve la scuola se non a scoprire i talenti dei bambini?”

Siamo ancora ai vecchi e barbosi programmi scolastici, e fino a quando sarà così, tanti bambini con talenti diversi saranno tagliati fuori!

Ecco a voi i risultati di Angelica nella danza!

Vi invito a condividere questo articolo

Che sia di esempio per tutte le famiglie in difficoltà che vedono nel proprio figlio un fallimento

Un esempio per tutti gli insegnanti che considerano svogliati i dislessici

Noi bambini i talenti ce li abbiamo, sta a voi aiutarci a scoprirli!!!

Benny Fera

Psicologo e autore di “il bambino dimenticato”

Se c’è un errore che ho fatto la fuori è stato quello di nascere – Argento vivo

La canzone di Daniele Silvestri che dà voce al disagio dei giovani

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo

Sono questi i versi della nuova canzone di Daniele Silvestri al festival di Sanremo 2019!

Sono felice di non essere solo

Sono contento di non essere l’unico a gridare a gran voce il disagio che ho provato a scuola!

“Argento vivo” è un titolo che rispecchia a pieno quello che siamo

Creativi, con la mente sempre in movimento.

Una creatività che ci porta fuori dal corpo e che ci trascina sopra la sedia, sopra i banchi.

Non mi sento solo!

Il bambino dimenticato ringrazia Daniele Silvestri per aver gridato al mondo una realtà che molti nascondono per paura o vergogna!

Invece bisogna dirlo a gran voce!

Si! noi siamo quelli che non stanno fermi

Si! noi siamo quelli sempre distratti!

Perché No?!?

Noi siamo quelli che la vita ci attraversa l’anima e il cuore!

La nostra mente è libera senza spazio e senza tempo!

E gli unici pazzi siete voi che volete tenerci chiusi nelle classi!

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Spero che sia Argento vivo a vincere il festival di Sanremo 2019

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Sbaglio a copiare il codice fiscale – cose da DSA

Non sarò bravo a compilare un modulo, ma ho ben altre qualità, mi vuoi sfidare?

Da una settimana sto cercando con il commercialista di identificare un errore in un codice fiscale che ho copiato in una fattura

Per fortuna lei mi conosce, e sa della mia difficoltà

Quindi ridendo mi ha detto:

“mi raccomando la prossima vota stai più attento”

Ormai ci scherziamo su.

Però mi rendo conto che non è facile per chi non ha questa difficoltà, capire i nostri errori, che per loro potrebbero sembrare banali.

Beh in effetti sono banali, però mi capita spesso di sbagliare e di non riuscire nemmeno ad identificare l’errore.

A volte mi lascio prendere dalla sconforto e penso

“avrei bisogno di un’assistente”

La penso come ad una sconfitta!

In realtà non è una sconfitta.

So di avere dei punti deboli come ognuno di noi

Magari i miei sono più evidenti.

Spesso sento insegnanti che ripetono ad alunni con DSA:

“stai più attento cosi non fai errori”

In realtà non è cosi!!

Gli errori li farà comunque, e non lo fa apposta per farvi arrabbiare.

Lo fa per una sua caratteristica cognitiva!

Mi rivolgo a tutti gli insegnanti diffidenti rispetto al problema

Mi rivolgo a tutte le persone che confare indignato dicono :

“ma dai come fai a sbagliare una cosa cosi facile!”

Ebbene noi! abbiamo altre qualità

Vuoi fare una sfida con me?

ti sfido a scrivere un libro ricco di emozioni come faccio io

Ti sfido a parlare in pubblico con naturalezza come faccio io

Ti sfido a parlare davanti a 500 persona senza avere un discorso pronto, ma solo improvvisando, solo usando la creatività di cui il mio cervello mi fa dono.

Sinceramente non mi importa di fare un errore nel trascrivere una fattura, oppure di leggere una parola per un altra!

Le mie qualità sono altre ed io le adoro!

Allora mi vuoi sfidare nelle mie qualità?

io sono pronto 😉

2018 di emozioni, inizia il 2019, buon anno!

E tu, hai fatto il resoconto del 2018?
Quali sono i tuoi propositi per il 2019?

Non credo nell’inizio e nella fine

Credo che la vita sia un flusso continuo

Vita e morte sono cicli che si ripetono nell’universo

Quindi non ha molto senso parlare di fine anno

Però può essere una buona occasione per tirare le somme della propria vita e magari concentrarsi su nuovi buoni propositi per l’anno 2019!

Sicuramente per me il 2018 è stato un anno molto profondo fatto di scoperte!

Ho fatto a botte con l’amore, come ho raccontato nel libro Ti ho lasciato un bacio in stazione.

Ho fatto un nuovo percorso di psicoterapia

Ho fatto di nuovo i conti con me stesso!

Ho capito una cosa importantissima, che l’amore non va cercato nelle altre persone o nelle altre cose, ma va cercato in se stessi!

Quando hai trovato l’amore per te stesso allora sei in grado di esprimere amore anche verso gli altri!

Obiettivo imprenscindibile è stato per me amare me stesso!

Credere nelle mie forze

Accettarmi per quello che sono

Accogliere le mie debolezze e non essere troppo dure con me stesso!

A volte mi sento solo, ma non è questo un motivo per aggrapparsi agli altri!

Ho imparato ad accettare la solitudine come una condizione mentale e non come a un dato di fatto!

Ho capito il valore della famiglia, che è l’unico luogo dove una persona può attingere nel momento in cui ha bisogno!

Per questo credo che sia importante restare uniti, cercare di comunicare e risolvere le questioni irrisolte.

L’unione sarà l’unica cosa che ci salverà, perché la società di oggi ci vuole soli e dispendiosi.

Ho imparato ad essere felice di quello che mi serve

Ho fissato degli obiettivi per me stesso e non per gli altri

Ho smesso di fare il lavoro che piace a mia madre o la Laurea che piace a mio padre

Ho smesso di farmi influenzare dai giudizi della gente.

Ho scelto quello che mi rende felice, ho scelto quello che è sufficiente per me che mi fa sentire a posto.

Questa società ci vuole in competizioni gli uni con gli altri in una corsa senza fine, per raggiungere cosa?

Una buona apparenza?

Apparenza !!! nella parola stessa si intende l’inconsistenza !

Un’altra domanda del 2018 è stata: qual’è il senso della mia vita?

Che senso ha la vita?

Vi sembrerà una domanda blasfema

Purtroppo ho un grande difetto , quello di farmi troppe domande

Ciò potrebbe essere visto come un difetto o come un pregio

Alcuni direbbero che sono un filosofo

Altri direbbero che sono troppo duro con me stesso

Ma la curiosità per la vita mi ha portato sempre oltre!

Poi ho capito che la vita non ha un senso preciso.

Conoscere la realtà sarebbe un buon modo di conoscere il senso della vita.

Ma per noi esseri umani questo è impossibile perché la realtà non può essere percepita dalla mente umana

La mente umana è un filtro percettivo, quindi non può “vedere” la realtà per quello che è

Quindi che senso ha la vita?

La mia risposto è tutto e nessuno

Ho letto alcuni libri a riguardo e tutte le “risposte”, se cosi possono chiamarsi, sono sempre confuse….

Nessuno sa che senso ha la vita!

Allora ho capito che dovevo smettere di farmi questa domanda e percepire la vita in maniera più semplice e naturale.

Ho ragionato sulla mia personale esistenza e mi sono fatto queste domande:

Cosa è davvero importante per me?

Cosa mi fa sentire felice?

Cosa mi fa sentire realizzato?

Come faccio a raggiungere i miei obiettivi?

Allora mi sono seduto a tavolino ed ho scritto la mia vita!

Si sa, ogni progetto finisce per non essere esattamente quello che avevi programmato, proprio perché la vita non è programmabile.

Ma almeno hai quel senso di sicurezza e di gioia che ti porta almeno a vivere la via che desideri.

Il mio obiettivo per il 2019 è scrivere un nuovo libro!

E tu, hai fatto il resoconto del 2018?

Quali sono i tuoi propositi per il 2019?

La scuola è diventata la mia prigione

Un uomo ci racconta come la scuola può diventare una trappola.

Ero ancora un bambino quando adoravo giocare nei prati

La mia passione erano gli animali

Adoravo osservarli nel loro comportamento

Mi affascinava conoscere tutte le specie di uccelli.

La mia passione non aveva limiti

Già a 6 anni ero un vero esperto

Nessun bambino alla mia età conosceva così bene i segreti della natura

Mi ricordo con affetto!

Ero uno studioso bambino

Avevo appena 7 anni quando la scuola mi ha accolto tra le sue mura

L’impatto è stato forte e un po’ ingenuo

Mi avevano parlato di stare bene con glia altri

Che mi sarei divertito un mondo

Che a scuola ci vanno tutti e sarei dovuto andarci anche io

Sembrava di essere in un altro mondo

Un mondo per me alieno!

Piano piano la scuola mi accompagnava per una strada

Una strada che qualcuno aveva scelto per me

Io ero abituato a camminare libero per i campi

Questa volta ero su un sentiero ben definito

Fatto di lettere, numeri, memorizzazione …

“Non fa per me” … mi dicevo

Ero triste e disperato

La scuola stava diventando un incubo

E piano piano quel sentiero è diventato profondo con delle ripide pareti

Non potevo tornare indietro

Mi costringevano ad andare avanti per quella strada

Non potevo scalare le pareti ripide, ormai erano troppo alte per me!

Ero in trappola

Non sapevo più chi fossi!

Perso alla fine di quel burrone.

Sono stato lunghi anni a cercare una via di uscita

Tante persone hanno cercato di aiutarmi ad uscire

Ma io non vedevo altro che un grande e profondo burrone!

A 30 ho capito di essere dislessico

Solo un po’ di paura iniziale

Poi ho riconosciuto me stesso

Mi sono rimboccato le maniche

Per sollevarmi oltre quel burrone

E finalmente posso vedere l’orizzonte

Oggi sono felice

Ma non smetterò mai di ricordare al mondo che la scuola può diventare una trappola

Leggi tutta la storia di Benny….clicca qui

Articolo scritto da Benny Fera, Psicologo dislessico e autore

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Horror school – la testimonianza di Catia

Si parla sempre di Bullismo tra studenti, oggi vi racconto la storia di un’insegnante violenta.

Oggi è Sabato e Catia ha voluto raccontarmi la sua storia

Sinceramente avrei preferito non leggerla

Speravo che non potesse mai succedere qualcosa del genere…

Un senso di rabbia sale dallo stomaco ed ancora di più si accende la voglia di cambiare la scuola!

Vi lascio alla lettura della testimonianza di Catia

Quello scricciolo dagli occhietti vivaci della scuola ha conosciuto il lato peggiore, quello che nessun bambino dovrebbe mai conoscere.

Più o meno a metà della prima elementare i primi segnali: incubi , risvegli in piena notte nel panico assoluto, enuresi, inappetenza vomito, quel raffreddore perenne da settembre a giugno, quel nascondersi sotto la sedia coprendosi la testa con le mani al momento di fare i compiti …

La pediatra diceva di stare tranquilli , per poi scoprire da una telefonata che quel giorno la maestra che da mesi sfogava su di lui le sue frustrazioni di donna tradita, ha deciso di esagerare, non bastavano più gli insulti, le minacce, chiamarlo animale, bestia, dirgli meriti di morire, i ceffoni dietro la nuca, quel giorno aveva deciso di prenderlo per i capelli e trascinarlo su e giù per le scale, lui nemmeno stavolta aveva avuto il coraggio di raccontare.

Dopo un primo momento di sconforto è iniziato un lungo percorso di ricostruzione, durante la terapia la psicologa ci informa che probabilmente aveva un disturbo dell’apprendimento, trovare la specialista giusta con la quale lui decidesse di collaborare non è stato semplice, ma quella dottoressa che giocava con lui gli è stata da subito simpatica, dopo l’iniziale diffidenza si è aperto ed ha cominciato a collaborare.

Nel frattempo io dovevo capire qualcosa di DSA , ne avevo sentito parlare ma io volevo comprendere di cosa si trattava per spiegarlo a lui nel modo migliore possibile, così nei ritagli di tempo che la gestione di tre figli, le sedute con la specialista, gli esercizi di potenziamento, i compiti a casa ecc.  mi lasciavano, studiavo anche questo, oltre al codice penale ed alle sentenze perché nel frattempo anche la vicenda legale stava avendo i suoi sviluppi.

Abbiamo vissuto mesi durissimi tra mattinate di ansia per come potesse stare a scuola , interminabili pomeriggi al tavolo della cucina a pregarlo di fare i compiti …

Poi finalmente una  nuova scuola scelta con cura, quella maestra meravigliosa che dopo pochissimi giorni mi prese da parte e mi disse” deve stare tranquilla, lui è super intelligente, gli hanno distrutto l’autostima ma ora ci pensiamo noi”. Ho pianto tanto quel pomeriggio con lei..

Mantenne la promessa , ogni giorno non faceva che lodarlo, se scriveva un racconto( la fantasia di certo non gli manca), glielo faceva leggere ad alta voce in classe (lui non ha difficoltà a leggere, legge e comprende benissimo è disgrafico e discalculico), lui le diceva che scrive canzoni , lei se le faceva portare e lo elogiava, lui le portava un video girato con la telecamera nel giardino dei nonni e lei gli diceva che aveva una grande dote e che avrebbe potuto fare il reporter, gli prometteva di portare la telecamera alla gita scolastica ecc..

In breve tempo i suoi bellissimi occhi blu sono tornati luminosi, la mattina entrava a scuola con il sorriso.

Oggi la scuola per lui non è facile, qualche volta quando si trova in difficoltà fa ancora il pagliaccio per spostare l’attenzione, ma oggi siamo in seconda media e va molto meglio , le sue difficoltà permangono, ma per lui la diagnosi è stata un sollievo, gli abbiamo spiegato che non è stupido, anzi il suo QI  è sopra la media, semplicemente il suo cervello lavora in maniera diversa, il modo più semplice che ho trovato per spiegarglielo è stato: al tuo cervello non bastano le spiegazioni semplici, le trova noiose, cerca strade alternative per comprendere alcune cose, fa un giro più lungo, le comprende più a fondo, perché è così , o perché lo dice la maestra a lui non basta.

Non so se sia stata questa spiegazione o il lungo lavoro che abbiamo e stiamo tuttora facendo per ricostruire la sua autostima , ma l’ha presa benissimo non si vergogna di dire sono DSA, ne di chiedere gli aiuti che gli spettano, oggi è un ragazzino solare, pieno di interessi e di entusiasmo, ha un cuore ed una sensibilità immensi, a scuola ci va ancora col sorriso, per lui e per noi i voti non sono significativi, solo la sua serenità lo è!

Per nessuno di noi è stato facile sentirlo al sicuro dentro una scuola, forse per questo io ho scelto di prendere parte attivamente alla vita della scuola, entrarci dentro, conoscerne il funzionamento, avere una collaborazione attiva con i docenti, qualche volta abbiamo un piccolo crollo , poi ci rimbocchiamo le maniche e riprendiamo a lavorare.

Tra le molte ricerche che ho fatto in questi anni mi ha aiutato molto quel libro scoperto per caso sulla pagina Facebook “ viva la dislessia” , quel libro ordinato di getto, letto in brevissimo tempo, con le lacrime agli occhi ritrovavo mio figlio ne “il bambino dimenticato” , Benny  mi è entrato nel cuore con tutta la sua sofferenza, ho ordinato subito tutti gli altri suoi libri, e continuo ad ordinare ogni suo nuovo libro.

Grazie Benny

Dopo aver letto questa storia, mi vengono in mente tutti quegli insegnanti e genitori che mi dicono:

“Eh ma adesso la scuola è cambiata non è più come ai tuoi tempi”

Certo, è cambiata, ma in peggio a quanto pare!

A memoria non ricordo di nessuna maestra che mi abbia mai messo le mani addosso.

Adesso che conoscete la testimonianza di Catia, potete capire a cosa serve il mio lavoro.

Il mio lavoro serve a dare una voce a quei bambini che si sentono oppressi e non riescono a raccontarsi.

Per quei bambini che soffrono in silenzio!

Ho conosciuto il figlio di Catia

e come è ben descritto nella testimonianza è un ragazzo molto intelligente!

Io e lui ci siamo confrontati sulle nostre passioni, videocamere e video.

In effetti l’ho trovato bene!

Un bambino tranquillo e finalmente sicuro di se.

Vederlo oggi rende il mio cuore felice.

Caro Giorgio, voglio dirti che la mia battaglia non ha fine, non smetterò di combattere per i bambini come te che hanno subito violenza.

Non smetterò di combattere per i bambini che a scuola si sentono in gabbia.

Per me è una missione, un riscatto che finalmente è arrivato.

Anche tu vuoi raccontarmi la tua testimonianza con la scuola?
Scrivimi in privato.

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