Un drago chiamato Dislessia – Elisabetta racconta…

Siamo soli contro maestri ignoranti e compagni che bullizzano.

Questo blog nasce anche come uno spazio per i genitori

Non mi piace parlare da solo

Non vorrei che la gente pensasse che il disagio scolastico di cui parlo è solo una mia singolare invenzione.

Non è la prima testimonianza che condivido, chi segue questo blog ne avrà lette molte altre.

Oggi voglio dare voce ad Elisabetta che gentilmente ci racconta il percorso che lei come mamma ha fatto con suo figlio M.

Tutto ha inizio quando i colori proprio non volevano stare nei disegni, ci si stancava subito ed il tutto veniva confuso con l’essere svogliato e disinteressato.

Piano piano siamo arrivati alle prime letture: “mamma mi leggi questa storia?”

Io leggevo ed M. ripeteva, nella lettura era bravino.

Finche’ un giorno alla richiesta di aiuto della nonna, ex insegnante, mi sento dire queste parole: “M. non sa leggere”.

Da qui inizia la nostra avventura tra visite e medici..

I numeri andavano per il verso opposto, ma bastava una mia lettura ed M. imparava a memoria.

L’unica cosa che a M. piaceva fare era disegnare nell’ultima pagina del quaderno o del diario.

Castelli, guerrieri romani e draghi.

Inizia la nostra battaglia contro un drago chiamato DISLESSIA.

Che strana parola, mai sentita prima.

Dopo un primo approccio con il logopedista, pochi mesi ma importanti, rimaniamo soli….

Siamo soli contro maestri ignoranti e compagni che bullizzano.

Io, il papà e M., soli.

Inizio a studiare, a fare ricerche, la nostra vita si è trasformata.

M. impara a leggere, come? E’ estate, la strada per andare al mare è piena di cartelli stradali, insegne, le nostre lettere.

Compriamo il Nintendo e M., pur di giocare, legge.

Per le tabelline e i verbi, trasformo le mura di casa (50 MQ) in una grande lavagna, divento il suo audiolibro umano.

Le mappe concettuali sono il nostro pane.

Io e il papà ci dividiamo le materie perché a me inglese e grammatica fanno storcere il naso.

Compriamo giochi storici per imparare la storia che tanto appassiona M. ed ecco come affrontiamo il grande drago che a volte porta con se i suoi amici: Ignoranza, chiusura mentale, mancanza del rispetto del PDP, ma noi non abbassiamo la guardia.

Combattiamo la sensazione che vuole farci sentire mediocri, perché non lo siamo.

Nella scuola se hai difficoltà sei l’ultimo della ruota.

Ora studiamo materie che non fanno parte del mio anzi nostro bagaglio culturale, ho studiato economia tutto ciò che è informatica non fa parte di me.

M. frequenta l’Istituto Tecnico, informatica e telecomunicazioni, ASSEMBLY è il nostro incubo, eppure grazie alla rete impariamo anche questo nuovo linguaggio di programmazione perché a scuola a nessuno interessa se siamo rimasti indietro, o se troviamo difficoltà, tocca arrangiarsi.

Combattiamo contro chi ci dice che il PDP ci segnerà nel mondo del lavoro perché quel voto di diploma vale la metà.

M. non disegna più draghi e cavalieri dietro i quaderni perché ora ha la forza di uscire dal foglio e di combattere perché come dice lui “ho una dignità”.

Dislessia diventa handicap laddove non vengono rispettati i diritti reali, laddove non vengono dati gli strumenti necessari per aiutare ad emergere e laddove si nega il diritto allo studio.

Elisabetta Melchionno

La situazione della scuola di oggi è abbastanza imbarazzante.

Classi numerosi e programmi uguali per tutti creano un divario tra studenti con diverse caratteristiche.

La scuola non ha i mezzi ne i fondi per affrontare queste difficoltà, e chi ci rimette sono gli studenti e le famiglie che alle spalle devono sobbarcarsi il lavoro che in teoria dovrebbe fare la scuola.

Non è sufficiente mettere un brutto voto e rimandare in una materia per far migliorare un alunno.

Dovrebbe essere la scuola a provvedere che lo studente recuperi le sue lacune, altrimenti quale sarebbe la sua funzione educativa?

Ringrazio Elisabetta e tutte le mamme che vorranno raccontarmi le proprie vicissitudini.

Benny Fera
Psicologo e Autore

Benny Fera
Psicologo e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
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