Quando a 30 anni ho scoperto di essere dislessico la mia vita ha subito una vera Rivoluzione.

Per prima cosa ho voluto sapere tutto sui disturbi di apprendimento.

Ho capito che i DSA non sono una malattia, ma un modo diverso di apprendere.

Ho capito che dev’essere la scuola a mettere in atto delle strategie per far si che gli studenti possano apprendere.

Ho capito che non esistono bambini somari, ma tante diverse specifiche intelligenze.

Per logica conseguenza ho messo in discussione il sistema scolastico

Se non ci sono bambini somari, ma il modo insegnare sbagliato.

Grazie a grandi pedagogisti come Montessori, Stainer, Neil … ho scoperto che il termine “educazione” vuol dire “tirare fuori” e non mettere dentro!

Il compito di un educatore è quello di aiutare il bambino a far crescere il suo potenziale.

Il mio modo di pensare si è completamente capovolto

Se prima mi sentivo succube e schiavo del sistema scolastico, dopo, ho capito che il problema non sono io (o tanti altri studenti a cui non piace la scuola), ma il sistema stesso.

Detto questo:

Un brutto voto è davvero il fallimento dell’alunno?

Un cattivo giudizio è a carico dello studente o di un sistema che ha fallito?

Se si pensa alla scuola pubblica come ad un sistema educativo, fallisce nel momento in cui mette un brutto voto, o boccia uno studente.

Non è abbastanza logico?

Come ho detto prima, il sistema educativo dovrebbe aiutare lo studente ad esprimere il suo potenziale, a tirare fuori il meglio da lui.

Al contrario succede che questo metodo a falce, non è fatto per adattarsi agli studenti.

Un metodo che non si adatta agli studenti, creerà quella classica divisione tra bravi e meno bravi.

Come ovvio che sia, non tutti siamo bravi a fare la stessa cosa.

Vorrei che per un attimo insegnanti e genitori riflettessero sul senso del brutto voto.

Un insegnante che mette un brutto voto dovrebbe farsi un esame di coscienza e dire: In cosa ho fallito come educatore?

Un genitore che accusa il figlio per aver ricevuto un brutto voto dovrebbe chiedersi: è mio foglio “sbagliato” o il sistema educativo inefficiente?

Uno studente che si abbatte per un brutto voto dovrebbe chiedersi: ma sono davvero un asino o è questo modo di studiare che non fa per me?

Per una volta mettiamoci dall’altra parte!

Proviamo a riflettere sul valore educativo del sistema scolastico di oggi

Facciamoci alcune domande

Cosa sta facendo il sistema che si definisce “educativo” per fare in modo che i bambini sviluppino il proprio potenziale?

Quanto conta il voto se mio figlio non sta imparando?

Il successo scolastico si può paragonare al successo nella vita?

Se vuoi rispondi pure con un commento a tutte queste domande

Benny Fera
Psicologo e autore

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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