La storia di Pedio si può applicare nei DSA

Anche i DSA hanno delle risorse che possono essere sfruttate.

Molti di voi probabilmente non conoscono il caso di Pedio raccontato da Plinio il Vecchio.

Ebbene non lo conoscevo nemmeno io.

Voglio citarlo perché secondo me può essere un esempio di come oggi dovremmo trattare i Disturbi di Apprendimento (DSA).

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Perché i DSA sono spesso distratti

La distrazione non è qualcosa di negativo se la vediamo come una forma di elaborazione del cervello

Studiare la dislessia e i DSA è diventata una priorità per me

Da quando ho scoperto di essere dislessico mi sono adoperato per sapere tutto sull’argomento

Come psicologo non mi è bastato conoscere la nomenclatura delle difficoltà e dei “rimedi” che la scuola usa per noi.

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Ho scoperto di essere dislessico, e adesso siete voi che ascoltate me!

Un ragazzo che scopre di essere DSA a 30 anni racconta la sua rabbia davanti a centinaia di persone.

Quante soddisfazioni mi sono tolto

è tutta un’altra cosa trovarsi per una volta dall’altra parte ed essere ascoltati.

Non avrei immaginato che un giorno avrei potuto sputare indietro tutto il veleno che ho dovuto ingoiare da bambino a scuola.

Tutto è iniziato quando a 30 anni ho scoperto di essere dislessico.

L’ho scoperto grazie al mio tirocinio di abilitazione alla professione di Psicologo.

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DSA: una vita influenzata dai bassi voti

Molti insegnanti che l’impegno dei DSA non è proporzionale ai voti ottenuti.

Non mi piace generalizzare, ma in base alla mia esperienza e quella della maggior parte degli studenti con certificazione di DSA la vita scolastica è segnata da brutti voti.

Spesso anche il comportamento è deficitario, perché noi, persone con una grande fantasia, tendiamo a distrarci durante la lezione.

Il problema più grande è far capire agli insegnanti che anche se noi ci impegniamo tantissimo, non riusciamo a raggiungere un livello eccellente di preparazione.

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DSA: I voti e i giudizi sono davvero un fallimento degli alunni?

Se si pensa alla scuola pubblica come ad un sistema educativo, fallisce nel momento in cui mette un brutto voto, o boccia uno studente.

Quando a 30 anni ho scoperto di essere dislessico la mia vita ha subito una vera Rivoluzione.

Per prima cosa ho voluto sapere tutto sui disturbi di apprendimento.

Ho capito che i DSA non sono una malattia, ma un modo diverso di apprendere.

Ho capito che dev’essere la scuola a mettere in atto delle strategie per far si che gli studenti possano apprendere.

Ho capito che non esistono bambini somari, ma tante diverse specifiche intelligenze.

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DSA e la storia delle false certificazioni

Da alcune testimonianze si segnala un sospetto di diagnosi false di DSA

Non potevo credere ai miei occhi quando ho letto questo commento di una mamma

A quanto pare ci sono davvero in giro specialisti, in questo caso psicologi e neuropsicologi, che rilasciano diagnosi false.

Dopo aver pubblicato queste immagini del commento sulle stories di Instagram ho ricevuto un’altra segnalazione da parte della figlia di una professoressa

Questa è stata l’ulteriore conferma che non solo si tratta di un business, ma ci sono genitori che vanno a caccia di una diagnosi per accedere ad alcune agevolazioni per i figli.

Vorrei tanto sbagliarmi e pensare che sia solo un caso.

Molto spesso succede infatti che la neuropsichiatria del servizio nazionale, sia aberrata di richieste di certificazioni DSA e quindi bisogna aspettare tempi molto lunghi.

In questi casi i genitori si attivano per ottenere una diagnosi da un0 specialista privato in tempi più brevi, in attesa della chiamata della neuropsichiatria infantile del SSN.

è importante comunque per me segnalare questa situazione.

è difficile capire quale potrebbe essere il motivo di un simile comportamento.

Fatto sta che non mi piace la piega che sta prendendo questa situazione.

Sono sempre dell’idea di risolvere il problema alla radice.

Il detto dice “il pesce puzza dalla testa”.

Se la scuola cambiasse non ci sarebbe bisogno delle diagnosi (vedi “la scuola dei miei sogni“)

Vi prego di segnalarmi attraverso commenti o messaggi privati se avete avuto esperienza di diagnosi false.

DSA: potrebbe fare di più!

Gli scarsi risultati scolastici spesso non sono dovuti allo scarso impegno, ma ad alcune caratteristiche cognitive

Se sei un genitore o uno studente, probabilmente ti sarà capitato molte volte di sentire queste frasi:

“Potrebbe fare di più”

“È intelligente, ma non si applica”

“È svogliato”

Anche se abbiamo fatto passi in avanti sulla conoscenza della dislessia, molti insegnanti pensano ancora che i risultati scolastici di una studente siano proporzionai al suo impegno.

Purtroppo non è così

Vi è mai capitato di stare ore sui libri e ricordare pochissimo il giorno dopo?

Ebbene è stato sempre il mio cruccio per tutti gli anni di scuola.

Se non conosci come funziona il tuo cervello le cose si complicano.

Molti non sanno che alcuni cervelli sono geneticamente predisposti per pensare ad immagini e quindi hanno poca dimestichezza con lettere e numeri.

Per i DSA è molto difficile attenersi alla realtà del testo, perché la mente divaga.

Non è una cosa di cui vergognarsi o arrabbiarsi.

Il cervello di alcuni di noi è generativo, creativo.

Non è fatto per immagazzinare molti contenuti, al contrario per natura tende a generare sempre nuove idee.

Ricordo che durante le interrogazioni mi dicevano spesso che non mi attenevo al testo e che davo una mia interpretazione a quello che c’era scritto.

Ovviamente me ne vergognavo!

mi accorgevo che la mia mente tendeva sempre ad interpretare a modo suo.

A nessun insegnante piace che ti metti a fare il filosofo, loro vogliono sentire la lezione così com’è scritta sui libri.

Eppure una caratteristica tipica della mente DSA è quella del pensiero creativo.

Una ricerca spontanea di nuove idee ed interpretazioni della realtà.

Purtroppo per esperienza ho imparato che a scuola c’è poco spazio per questo modo di essere e spesso si viene denigrati.

Alla fine ti fanno credere veramente di essere “strano” ed inizi a pensare che il tuo cervello non funzioni bene.

Solo dopo anni di lavoro su me stesso ho iniziato a vedere le mie caratteristiche come abilità, e non come “stranezze”.

Quindi non demordere, non sei strano, non sei svogliato. L’unica cosa vera è che sei intelligente e questo i professori lo sanno.

Solo che loro non sanno come mettere a frutto la tua intelligenza.

Benny Fera
Psicologo e Autore

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