I nativi digitali apprendono come i dislessici

Su questo blog ho parlato spesso della dislessia e i DSA, in particolare del loro modo di apprendere ad immagini.

Come sappiamo i dislessici hanno molte difficoltà a scuola nella lettura, nel calcolo e nella scrittura, ma questi bambini mantengono una forte cretività e uno spiccato intuito grazie al loro modo olistico di ragionare.

Oggi siamo nell’era dei nativi digitali.

In pratica tutti gli studenti che entrano nel mondo della scuola, sono nati con un dispositivo digitale tra le mani.

Stare a contatto con questi dispositivi, piuttosto che con giochi manuali o con i libri della favole, favorisce un apprendimento di tipo visivo attraverso le immagini.

Il cervello apprende molto velocemente in formato digitale grazie alle capacità delle immagini e dei video di far vedere la realtà secondo tutte le sue trasformazioni possibili.

Ad esempio attraverso uno smartphone, un bambino può vedere come nasce, cresce e muore un fiore attraverso in video di 30 secondi a velocità aumentata.

Attraverso i video può anche apprendere come è fatta la cellula grazie alla capacità di riprodurre anche unità microscopiche.

Oltre che alle migliaia di cose che un bambino impara a fare grazie al mondo digitale.

Senza dubbio, il digitale è molto più semplice, veloce e intuitivo della spiegazione orale.

Molto spesso questi bambini non vengono mai a contatto con lettere e numeri, questo fa si che l’area cerebrale delle immagini è più allenata di quella verbale.

Ecco che lo stile cognitivo dei nativi digitali si avvicina molto a quello dei dislessici, e di qui il vertiginoso aumento di studenti che hanno difficoltà nella lettura.

È chiaro che con il metodo scolastico in corso, non riusciamo a stare dietro a queste modifiche cognitive strutturali ed il cambio di metodo è piuttosto dispendioso in termini di costi ed energie.

Il problema è che se il metodo non cambia, la scuola sarà sempre costretta a mettere etichette sui bimbi.

Infatti i Bisogni Educativi Speciali, aumentano proporzionalmente all’aumento dei nativi digitali.

Allo stesso modo, non possiamo pretendere che gli insegnanti si adattino ai nativi digitali, perché loro stessi non lo sono e dovrebbero fare degli sforzi enormi per diventarlo.

Non possiamo nemmeno restare fermi al passato pensando che il mondo vada verso la rovina, perché, che voi lo pensiate o meno il genere umano sta cambiando, un cambiamento così grande che resta impossibile rimanere ancorati ai vecchi ideali di apprendimento.

Cosa ne pensi?

Articolo scritto da Benny Fera
Psicologo dislessico e autore

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