“L’anno prossimo la rivolto come un calzino” disse l’insegnante

Testimonianza di una mamma terrorizzata dalle parole dell’insegnante.

Non molti giorni fa è venuta a colloquio da me una famiglia.

La richiesta era quella di dare “un’occhiata” alla propria figlia di 7 anni che si approccia alla seconda primaria.

Mi riferiscono lentezza nella lettura ed errori ricorrenti nella scrittura.

La prima cosa che mi ha colpito di questa bimba dagli occhi azzurri è stata la sua dolcezza la sua sensibilità.

Aveva gli occhi sgranati davanti a me, catapultata in un mondo tutto nuovo per lei.

la faccia riferiva esattamente: “cosa mi sta succedendo?”

Molto timida, non parlava molto, infatti non ho insistito con lei ed ho cerato subito di metterla a suo agio.

La bambini accenna i primi segni di sconforto e bassa autostima.

Per di più la mamma si mostra molto preoccupata, ma molto decisa a fare qualcosa per la sua figliola.

A parte le difficoltà della bambina, ho voluto mettere in luce le sue qualità, proprio quelle sulle quali noi dobbiamo più puntare e spingere nella sua vita.

La sua spiccata sensibilità la porta ed essere molto empatia verso gli altri bambini, la mamma racconta di un istinto naturale verso il “prendersi cura di”.

Una bambina che ama disegnare e non smetterebbe mai.

Ho insistito sul fatto che per nessun motivo che riguarda la scuola, la bambina deve abbandonare i suoi istinti e le sue passioni!

“disegna piccola, disegna fino a quando ne hai voglia e non preoccuparti di nulla” sono state le mie parole.

Probabilmente non sentirà più queste parole … visto che presto sarà proiettata in un mondo di diagnosi e PDP, solo per aver accesso ai suoi diritti, quello che gli spetta e che per ora non le viene dato in classe.

La sua insegnante è molto rigida ed ha usato con lei un approccio tipicamente formale e inquadrato.

Niente di più sbagliato, un approccio del genere su una bambina con questa sensibilità non fa altro che bloccarla.

C’è stato un momento esatto che mi si è spezzato il cuore.

La mamma racconta che verso la fine del primo anno scolastico la maestra esordisce con questa frase:

“non si preoccupi signora, l’anno prossimo la rivolto come un calzino.”

Ho dovuto contenere la rabbia e le lacrime

Non posso immaginare cosa sia successo nel cuore e nella mente di quella bambina meravigliosa.

Di sicuro la mamma ha subito il colpo e tra le lacrime mi riferiva di essere rimasta scossa e terrorizzata, tanto da incentivare continuamente la bambina a leggere e scrivere per tutto il mese di agosto facendo a meno delle vacanze.

Abbiamo discusso sul fatto che questo atteggiamento autoritario dell’insegnante può essere definito una violenza per la bambina.

Non dobbiamo permettere che un sistema “educativo” si rivolga in questi termini al pubblico.

Perché la scuola non è una caserma, ma un luogo dove i bambini dovrebbero sviluppare la loro autostima e il loro potenziale.

Consiglio a tutti gli adulti, genitori o insegnanti che siano, di guardare oltre la forma dei risultati scolastici.

Imparate a guardare i bambini per quello in cui sono davvero bravi e complimentatevi con loro.

Oggi è quanto mai importante essere molto competenti in ciò in cui si è portati, rispetto ad essere mediocri in tutto.

Benny Fera
Psicologo e Autore

Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA

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