Spesso mi sono trovato a mettere in luce le caratteristiche della mente DSA.

Si parla spesso delle difficoltà di questa caratteristica mentale, ma giammai delle qualità.

Leggendo il libro THE MIND’S EYE di Robert Sommer, ho trovato una chiara distinzione tra mente visiva, caratteristica dei DSA e mente verbale.

Ci sono persone in cui è molto sviluppata l’immaginazione, questi approcciano i problemi in maniera spaziale piuttosto che lineare. 
Le loro immagini mentali sono ricche di dettagli, struttura, movimento, suoni, odori, ed altre caratteristiche sensoriali. 

In genere la loro caratteristica sensoriale dominante è quella visiva, dando origine al termine visivi.

Ci sono persone invece che hanno una scarsa immaginazione che raramente usano. A volte sognano ad immagini e raramente a colori.

Il loro stile cognitivo è compatibile con le parole e i concetti di carattere astratto. 

Le persone visive sono più portate in campi come l’architettura, arte, ingegneria, quindi dove è richiesto un pensiero spaziale.

Le persone verbali invece preferiscono campi come filosofia, fisica teorica, critica, dove sono richieste competenze di analisi, riflessione e astrazione.

Questa definizione mi lascia una chiara idea del perché alcuni bambini e ragazzi hanno poca o pochissima dimestichezza con la didattica scolastica composta principalmente dalla letto scrittura.

É sempre più chiaro che non si può definire questa caratteristica come un disturbo.

Benny Fera

psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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