Ho chiesto ai genitori su Facebook “cosa passano la domenica i propri figli?”

La domanda, che a prima vista può sembrare goliardica, in realtà vuole mettere in luce un evidente problema che riguarda i bambini che per natura sono più lenti nell’eseguire i compiti.

La maggior parte dei genitori ha risposto: “la domenica la passiamo a casa, a fare i compiti”.

Concetta

Con quale diritto la scuola si è guadagnato il tempo libero del bambino?

E tu genitore, perché te ne stai li a guardare?

Dobbiamo svegliarci!

Dobbiamo lottare!

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Non va bene vivere passivamente questa vita lasciando che qualcuno ci tolga il tempo libero.

La scuola è diventata una macchina ingorda, ha preso la vita dei bambini, dei genitori e credetemi anche degli insegnanti.

I bambini sono i meno responsabili, sono costretti ad andare a scuola per legge (anche se in realtà esiste la legge sull’educazione parentale), e questo li mette nella condizione di dover subire un sistema organizzato su misura dagli adulti e non dai bambini e ragazzi.

I genitori dovrebbero riconquistare il loro ruolo educativo, non quello di doposcuola. Il genitore dovrebbe occuparsi del benessere e del senso civico del bambino.

Come benessere si intende anche quello psicologico, che sicuramente non migliora stando la domenica sui libri.

Le insegnanti avranno anche il loro da fare, per prepararsi per i giorni di scuola e correggere i compiti svolti in classe.

Questa macchina scolastica ha travolto tutti!

E trascina dietro di se una marea di noia e tristezza!

É ora di svegliarci, di andare a parlare con le insegnanti per fare capire loro che “mio figlio ha causa della sua caratteristica (DSA) svolge i compiti troppo lentamente, e perde tutto il tempo in cui dovrebbe vivere con diritto la sua vita da bambino!”

Se le insegnanti non vi ascoltano fate appello al loro senso civico e cioè che esiste una legge:

Il diritto al gioco per tutti i bambini è sancito dai due commi dell’articolo 31:

comma 1. Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.

comma 2. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.

Vi prego di non fermarvi passivamente ad eseguire i compiti, non abbassate la testa, riprendete in mano i vostri diritti di esseri umani, di genitori, parlate con le insegnanti e se necessario anche con il dirigente scolastico.

Trovate il modo perché vostro figlio riconquisti i suoi spazi, che possa dedicarsi agli hobbies e allo sport!

la scuola ci lascia solo un pezzo di carta, la vita invece ci insegna a scoprire chi siamo davvero.

E tuo figlio? ha una vita serena?

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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