Il poeta non scrive pensando alle parole, ma guardando il mare

Questa mattina alle ore 6:30 ero in riva al mare, volevo vedere il sorgere del sole prima della corsetta e del caffè.

Mi sono seduto sulla punta del molto del porto e ho visto questa palla rossa lentamente ergersi dal mare.

Il mare si gonfiava e ritirava sotto le stelline riflesse sull’acqua.

Cosi il mare mostra la sua potenza mentre il sole lo sorveglia.

Ho sentito una forte ispirazione dentro di me, e le parole si susseguivano nella testa come un magico incantesimo.

È un flusso che si crea dal nulla, un’energie che in molti riescono a sentire, ma in pochi riescono a tradurre in parole.

D’improvviso mi sono svegliato da questo incantesimo ripensando a come a scuola ci hanno fatto “studiare” la poesie e i poeti.

Di solito l’insegnante legge la poesia e cerca con tutte le sue forze di instillare negli studenti la vera essenza delle rime poetiche, cercando di far rivivere e rivedere quel che il poeta voleva trasmettere in quel momento.

Ancora peggio quando si analizza la poesia scomponendola tecnicamente andando ad analizzare ogni singola parola.

Tutto questo, per quanto possa essere interessante per adulti studiosi della poetica, non lo è affatto per giovani studenti.

Per quanto un’insegnante possa essere preparata e “poetica” non riuscirà mai a far riviere il sentimento poetico!

La poesia è qualcosa di intimo, un susseguirsi di “suoni” e non di parole, un’opera geniale che nasce dall’unione dell’intelligenza umana con l’energia dell’universo.

È stato sempre difficile per me comprendere le poesie, mi sono sempre sentito stupido rispetto agli altri perché a quanto pare non riuscivo ad “emozionarmi” davanti a cotanto stile poetico.

Ebbene non per vantarmi, ma io credo di possedere quella scintilla poetica, e penso di essere in grado di sentire io stesso cosa vuol dire la poesia, proprio stamattina ne ho toccata l’intenzione.

E adesso capisco anche, che non ero io stupido, ma semplicemente la mia mente era in grado di creare la poesia, e solo nel momento in cui avrei scoperto questa mia dote, avrei potuto capire le poesie dei diversi poeti.

Mi sono tremendamente annoiato a scuola, perché, a parte alcune materie scientifiche, il resto è soltanto uno scimiottare argomenti preziosi in una sterile e fredda aula scolastica.

Per questo affermo che il poeta non scrive pensando alle parole, ma ispirato da qualcosa.

Un tramonto, un amore, un’alba … qualcosa che lo metta in contatto con questa energia, e per questo non c’è un momento preciso, ma capita.

“Insegnare” la poesia in classe, è come insegnare a cucinare, senza ingredienti: il risultato sarà nullo.

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