I vantaggi dei videogames sulla Dislessia

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Playstation e DSA: quanto possono giocare i ragazzi?, oggi vorrei invece descrivere alcuni vantaggi dei videogames come supporto ai Disturbi di Aprendimento.

La scienza ormai da tempo studia metodi per migliorare gli aspetti del DSA che sono deficitari nei ragazzi come la velocità di lettura, le abilità attentive e la memoria verbale a breve termine.

È stato dimostrato che l’esposizione a giochi d’azione, aumenta la velocità di lettura nei bambini dislessici.

Ricordo qualche anno fa, mi trovai per caso al museo Muse di Trento dove era stato allestito uno stand con delle piattaforme di gioco sviluppate apposta per i dislessici, Ne rimasi molto affascinato, assomigliavano ai giochi d’azione che si trovano in commercio, ma con un contesto di gioco più tranquillo e supportivo.

Quindi ci sono delle condizioni che devono essere rispettate:

  1. il contesto del gioco deve essere “sano” e non troppo attivante;
  2. solo aumentando il punteggio durante il gioco si ottengono dei benefici.

Ecco quindi che la Playstation e i Videogames in genere possono diventare degli strumenti utili nel trattamento della Dislessia.

Come dicevamo nel precedente articolo, non tutti i giochi sono adatti a questi ragazzi, sopratutto nei giochi dove è prevista una sfida con un’avversario, o dove il contesto di gioco è altamente attivante.

In generale i giochi d’azione focalizzano l’attenzione e consentono all’occhio di rimanere fisso su uno stimolo senza divagare nella visione periferica, come succede spesso nei casi di DSA.

A vantaggio dei videogames c’è anche lo scarico emotivo.

Come sappiamo spesso questi ragazzi accumulano tensione dal contesto circostante e usano la Playstation come mezzo per liberare la tensione e ritrovare un equilibrio interiore.

Chiaramente cerchiamo di tenere sempre sotto controllo i tempi di esposizione che devono essere concordati prima di iniziare a giocare.

Il controllo dei tempi è importante per due motivi:

  1. perché i videogames creano dipendenza;
  2. perché possono diventare anch’essi elemento di frustrazione.

Spesso i ragazzi non si rendono conto quando è “troppo” e si rischia di caricarsi di un nuovo stress da cui poi è difficile liberarsi.

In conclusione, se vostro figlio gioca tranquillo ai videogames senza mostrare segni di insofferenza, sicuramente può essere un modo di scaricare e migliorare allo stesso tempo le abilità attentive.

Se invece notate segni di insofferenza, frustrazione e alta attivazione, cercate di parlarne con lui nei momenti in cui è tranquillo, fargli notare la sua sofferenza e cercare insieme giochi più adatti e concordare i tempi di esposizione.

Dr. Fera Benedetto
Psicologo e Autore

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