21 thoughts on “TEST DISLESSIA ADULTI”

  1. Ciao ^_^ il blog si evolve… complimenti 😀
    Questo articolo mi piace molto, bravo, ho scaricato le domande e domani le do a una mia amica che ha effettivamente qualche dubbio… Le sono venuti leggendo il mio libro pensa un po’ O_O
    Buona serata c<3

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      1. Certo che siamo una squadra 👍
        Però mi riferivo a tutti i contatti che hai inserito… come hai strutturato l’articolo, non mi permetterei mai di giudicare come scrivi 😀
        Vai avanti così che vai benissimo 😘

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      2. Ciao mi chiamo Deborah ho 23 anni è sono dislessica, ho scoperto il mio disturbo quando avevo all’incirca 8/9 anni dopo svariate sedute da specialisti e psicologi per capisce che problema avevo ed è stato un inferno.
        Alle elementari non riuscivo a capire il perché nonostante le ore interminabili di doposcuola prendevo sempre “benino”,ma credo che ancora non era ben chiaro il problema. I problemi più grossi sono iniziati alle medie quando nonostante avessi mandato tutta la mia documentazione sia in segreteria che hai docenti loro non hanno saputo cosa fare, come comportarsi è come gestire la situazione.
        Sono stata bullizzata in classe perché mi costringevano a leggere ad alta voce, mi hanno fatto il lavaggio del cervello dicendomi che non ero in grado di intendere e di volere, di non essere in grado di relazionarmi con le persone e che non avrei mai concluso nulla nella vita.
        Oggi ho 23 anni sono un perito chimico e mi sto per laureare in tossicologia.

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      3. Ciao Deborah, capisco molto bene quello che hai passato, anche io ho avuto un trascorso difficile con la scuola, adesso vedo che tu hai raggiunto degli ottimi obiettivi e sono molto felice per te, un grande abbraccio e forza :€

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  2. Ottimo articolo, puntuale e ben scritto. In Italia purtroppo c’è ancora molta strada da fare. Questo blog è importante aiuta a riconoscersi e a conoscere. Grazie! Non smettere!

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  3. Ciao, il mio disturbo è sempre stato ignorato da ogni insegnante incontrato nella mia vita da studente. Alle elementari scambiavo la d con la b, la p con la q, il 5 con il 2 ed il 7 con l’uno, odiavo leggere ad alta voce perché scambiavo sempre le parole, la matematica non mi riusciva, non capivo cosa dovevo fare, distinguevo la destra dalla sinistra grazie ad un neo sopra il palmo, ma nessuno si è preoccupato per questi miei comportamenti, ho subito anche atti violenti di bullismo. Gli stessi problemi si sono presentati alle medie e alle superiori, ricordo che durante un’interrogazione di matematica la professoressa si arrabbiò perché non capivo cosa dovevo fare e mi chiese “ma tu sai qual è la destra e la sinistra? Vai bene ad educazione fisica?” volevo sparire.. In seconda superiore, studiando i disturbi dell’appartamento, notai una somiglianza con i miei sintomi e quelli descritti, così ne parlai con la mia professoressa d’italiano e lei, gentilissima, un giorno lo urlò davanti a tutta la classe dicendo che nella fila in fondo (dove ero io) andava affisso un cartello con scritto dislessici. Non ho mai cercato scorciatoie, ho sempre dato il 100%, infatti all’esame riuscii a passare con un bel voto. Ma adesso sento l’amaro in bocca di un disturbo che non è ancora ben conosciuto nelle scuole, avrei evitato molti problemi se se ne fossero accorti chi di dovere quando ero ancora alle scuole elementari.
    Non vivo male questo disturbo, ma ho sempre il timore di poter essere schernito per i miei sbagli.

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    1. Ciao johan, mi fa piacere leggere la tua testimonianza, io ti capisco, perché ho scoperto di essere dislessico non più di 6 mesi fa.
      La scoperta mi ha fatto stare meglio, adesso cerco di sfruttare meglio le mie potenzialità. Se ti va di condividere la tua esperienza attraverso un articolo, lo possiamo pubblicare sul mio blog.
      A presto 🙂
      Benny

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  4. Salve, avrei qualche domanda. Ho iniziato ad avere il dubbio di essere dislessica o di presentare qualche “disturbo” nell’apprendimento cominciando a fare ripetizioni a ragazzi/e che ne avevano e riconoscendomi in alcune loro difficoltà.
    Detto questo, non penso di essere stupida, mentre mi incuriosisce molto la diversa modalità di funzionamento del mio cervello.
    A scuola non ho mai avuto problemi particolari, se non matematica al liceo, ma mi sono laureata in Chimica e per me è sempre stato molto difficile riuscire a ricordare formule e reazioni complesse, sebbene provassi a ripeterle infinite volte. Ho fatto il test riportato sopra ed ho risposto positivamente ad una decina di domande.
    A questo punto, cosa dovrei fare?
    In che modo dovrebbe cambiare il mio stile di vita?
    Faccio i calcoli con la calcolatrice perché farli a mente mi scatena un enorme mal di testa e so di essere estremamente creativa e fantasiosa, ma a parte mettermi un’etichetta addosso, a cosa può servirmi sapere di avere un disturbo dell’apprendimento.
    Ci tengo a specificare che le mie non sono assolutamente domande polemiche, ma sincere. Vorrei veramente capire se questa mia caratteristica potrà essere presa in considerazione per esempio dai Prof universitari della nuova laurea che sto prendendo, o in ambito lavorativo, o se è invece considerato un limite da nascondere.
    Grazie.

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    1. Ciao Iries,
      Le tue curiosità sono molto pertinenti in quanto sono i dubbi che vengono a tutti quelli che si scoprono con queste caratteristiche.
      Io l’ho scoperto come te, lavorando con i bambini DSA.
      Di sicuro non siamo stupiti, ma la nostra è una neurodiversità. La ricerca è in corso cmq ti posso dire che siamo pensatori visuo spaziali, abbiamo una preferenza a ragionare per immagini, abbiamo un pensiero veloce e creativo. I “disturbi” si evidenziano quando abbiamo a che fare con lettere e numeri che sono simboli con scarso contenuto visivo/immaginativo.
      Nel dislessico c’è una maggiore attivazione dell’emisfero cerebrale di destra durante la lettura.
      La lettura è una funzione tipica dell’emisfero di sinistra.
      In alcuni soggetti questa funzione è ben compensata mentre in altri meno.
      Sicuramente approfondire questo “disturbo” ti porterà a conoscere meglio te stessa e a sfruttare tutte le tue abilità.
      Per quanto riguarda l’università, una diagnosi di DSA ti da diritto ad una serie di strumenti compensativi e dispensativi, come ad esempio più tempo per sostenere gli esami scritti e la preferenza delle interrogazioni orali. Anche per gli esami delle patente è previsto un esame orale per i dislessici anzi che scritto.
      Sicuramente non stiamo parlando di un limite, anzi. Einstein, Edison, Pennack, Jung, Napoleone e tanti altri, erano dislessici.
      Consigli:

      Se vuoi una diagnosi devi rivolgerti all’AID: http://www.aiditalia.org/.

      Se vuoi conoscere meglio le tue potenzialità, possiamo parlarne insieme su skype, oppure puoi consultare il mio blog dove ci sono tante informazioni utili (anche video dislessia), oppure ti consiglio il libro “Le aquile sono nate per volare” di Rossella Grenci.
      Spero di esserti stato utile
      a presto
      Benny 🙂

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  5. Ciao, ottimo blog che ho scoperto solo ora…
    Sono dsa e l’ho scoperto, collegando tutti i tasselli che potevo rivedere in Gabriele il mio ragazzino ora 12enne.
    Quello che scrivo lo conprendo totalmente le sensazioni vissute e le frustrazioni che ora hanno un nome… so, in fondo, che il nostro è un dono: spesso mi confronto con persone “normali” che non sembrano fare uno più uno; eppure il mio cuore di mamma piange perché vorrei risparmiare tutto al mio bimbo che per quanto gli ripeto ogni giorno che è speciale e che troverà la sua strada e le sue potenzialità sembra essere così sfortunato prende sempre batoste. Il tuo blog può essere un esempio positivo glielo farò leggere … grazie 🙂

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    1. Grazie Francesca è un piacere conoscerti e sapere che il mio blog può essere di aiuto 🙂 … comunque se ti interessa ho scritto anche un libro dove racconto tutta la mia storia si chiama “il bambino dimenticato” e lo trovi su Amazon 😉
      A presto
      Benny

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  6. Anche io ho scoperto il blog adesso. Il mondo dsa lo trovo stupefacente e purtroppo poco conosciuto. Sono una docente di lingue, sto prendendo una laurea in psicologia e spero di riuscire a portare nella scuola la capacità di aiutare i ragazzi con disturbi dell’apprendimento e fare in modo che “inclusione” non resti solo uno slogan.
    Grazie per le testimonianze. Mi aiutano a capire meglio.

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