“Mi dai qualche consiglio per mio figlio? è troppo emotivo, si offende facilmente!”

Spesso mi chiedono di come gestire l’emotività nei bambini con DSA.

La sensibilità risulta essere una caratteristica molto legata all’emisfero destro del cervello.

Come sappiamo, le caratteristiche principali nel disturbo di apprendimento, dono:

  • creatività
  • intuito
  • immaginazione
  • empatia
  • sensibilità

Queste caratteristiche sono tipiche dell’emisfero destro del nostro cervello, proprio quelle che nel DSA sono maggiormente sviluppato per una questione genetica.

Tra queste caratteristiche spicca la sensibilità, che può essere un’arma a doppio taglio.

“Sente più forte” questa è la parola adatta

Le sensazioni sia corporee che psicologiche sono amplificare, basta un attimo per perdere la loro fiducia o per vederli imbronciati per un lungo periodo.

Come fare?

Un bambino che vive una vita serena difficilmente si mostrerà imbronciato.

Il problema di questo momento sociale, sopratutto a scuola, è che queste caratteristiche sono sottovalutate e non vengono prese in considerazione.

I programmi scolastici infatti sono ricolmi di nozioni a discapito dell’empatia, la comunicazione e la cura delle relazioni che hanno un valore molto più grande per la vita umana.

Bisogna andare avanti con il programma: “in classe siamo in tanti e non c’è tempo per dedicarsi a tutti.”

Quantunque ci siano insegnanti che si dedicano alla cura delle relazione spesso alcuni bambini non apprezzano a prescindere perché per loro il problema non è l’insegnante, ma il contesto scuola in genere: un luogo dove devi stare seduto per ore.

Il bambino sensibile vive male in partenza in classe, a parte casi eccezionali dove trova il suo ambiente sociale ideale, in molti casi il bambino sensibile è anche DSA, quindi ha difficoltà con le materie di studio, e con i compiti a casa.

Possiamo usare tutto lo sforzo possibile per cercare di fargli capire che il voto è soltanto un numero e non identifica la persone, ma lui continuerà a svalutarsi, non solo per la stima che ha di se, ma anche per il dolore di non riuscire a soddisfare le aspettative degli adulti, genitori o insegnanti che siano.

I bambini sensibili ed emotivi hanno bisogno del loro spazio, del loro tempo, bisogna rispettare i loro ritmi, per loro la qualità del contesto è fondamentale per lavorare bene.

Spesso il contesto scuola non è ideale, per la poca cura che si ha delle relazioni.

Ha bisogno di parlare, di sentirsi apprezzato e non gli piace entrare in competizione.

La competizione non è contemplata nel vocabolario del bambino DSA, nella sua forma mentis è l’originalità che conta. A lui non importa se una sua idea sia migliore o giusta, per lui è importante mettere in moto il cervello ed usare il suo intuito.

Per il bambino sensibile è la qualità delle emozioni che conta, la prestazione in fatto di numeri non è importante.

Per il bambino sensibile è importante sentirsi apprezzato per quello che è, sente il bisogno di sentirsi importante per gli altri e poter ricambiare la loro fiducia.

Il bambino emotivo è un osservatore ed è come un termometro, se lui sta bene, sta bene tutta la classe.

Articolo scritto da Benny Fera, psicologo dislessico e autore

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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