Bari: AncheCinema ospita il primo Talk Show sulla Dislessia

Il 25 Gennaio a Bari andrà in scena la prima edizione dello spettacolo teatrale dedicato alla Dislessia (DSA).

L’idea è di Benny Fera, psicologo e autore del libro “il bambino dimenticato“.

Benny ha vissuto sulla sua pelle il disagio delle difficoltà scolastiche che ha reso la sua infanzia un percorso tortuoso.

Il bambino dimenticato è il libro simbolo attraverso il quale l’autore ha voluto liberare il suo dolore ed esprimere il suo pensiero sul mondo scolastico.

Un libro da un successo inaspettato, visto i burrascosi trascorsi scolastici dello scrittore.

Benny è sempre stato etichettato come un bambino svogliato, distratto e molto vivace.

I dissapori non finivano a scuola ma echeggiavano tra le mura domestiche dove rimproveri e litigi erano all’ordine del giorno.

Solo a 30 anni Benny Fera scopre di essere dislessico.

Da quel momento ha dedicato tutta la sua vita e i suoi studi ai Disturbi Specifici di Apprendimento.

Per anni ha portato la sua testimonianza e le sue conoscenze in giro per l’Italia; attraverso questa esperienza gli è diventato chiaro cosa è necessario per cambiare le sorti dei DSA a scuola.

Sensibilizzazione e formazione devono essere unite.

Solo il teatro riesce a creare il giusto cocktail di emozioni per arrivare al cuore delle persone e lasciare un segno indelebile.

Negli anni l’autore si sperimenta davanti al pubblico e riconosce la sua vena teatrale.

Oggi Benny Fera unisce tutte le sue capacità per impacchettare un format perfetto per lo scopo.

Il Talk Show “Sono Dislessico e Sono Vivo” lascia spazio alle emozioni, ai vissuti, a profonde riflessioni per dare una spallata a tutti i pregiudizi di cui spesso sono vittima i DSA a scuola.

Benny dice: “l’esperienza mi ha insegnato che non bisogna mai fidarsi dei voti e dei risultati scolastici, perché ho conosciuto uomini che pur essendo stati dei pessimi studenti, oggi sono sbocciati in tutti i campi della vita. Mi rivolgo ai ragazzi dicendo: non vi fate scoraggiare dai brutti voti perché i vostri talenti non sono stati ancora scoperti.”

3 motivi per cui non dovresti mancare a questo evento:

  1. Sei genitore di un dislessico
  2. Sei un insegnante che vuole approfondire il tema sotto un nuovo punto di vista
  3. Da piccolo ti dicevano “sei svogliato!”

L’evento andrà in scena il 25 Gennaio 2020, alle ore 17:00 presso il teatro AncheCinema in Corso Italia 112 a Bari.

I biglietti sono disponibili online su vivaticket.it

Oppure di persona:

  • Alla Feltrinelli con uno sconto del 10% per possessori di carta Feltrinelli
  • Presso qualsiasi punto vendita autorizzato Vivaticket clicca qui per vedere sulla mappa il punto vendita più vicino a te
  • Al botteghino di AncheCinema mandando prima un messaggio Whatsapp al 329 6112291 “Salve, avrei bisogno di acquistare le prevendite per lo spettacolo Sono dislessico e sono vivo del 25 Gennaio” verrete ricontattati e vi indicheranno il giorno in cui andare a ritirare i biglietti.
2020-01-25T17:00:00

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Sono Dislessico e Sono Vivo – Talk Show

Unire la formazione al teatro per dare un nuovo volto ai DSA

Nel mio percorso di formatore, ho avuto modo di confrontarmi con molti insegnanti e dirigenti.

Ho notato che c’è una certa rassegnazione in merito al tema DSA.

Il focus resta sul fatto che non si riesce davvero a fare in modo che tutti gli insegnanti si impegnino ad applicare i PDP e quindi ad accettare questa difficolta di alcuni bambini con DSA.

Spesso i corsi di formazione sono estremamente teorici, quindi oltre a lasciare una modalità di azione con questi ragazzi, non lascia nulla a livello umano ed emotivo.

Per aiutare qualcuno devi conoscere il suo vissuto interiore.

E’ raro che uno studente in classe esprima il suo stato d’animo, succedeva anche a me da bambino di chiudermi a riccio davanti agli insegnanti.

“non è la formazione tecnica che vogliamo nelle scuole, abbiamo bisogno di testimonianze come queste per arricchirci a livello umano”

Sono state queste le parole di un professore che durante un intervento ha voluto esprimere il suo punto di vista al dirigente scolastico li presente.

Durante i miei interventi non mi piace essere troppo tecnico, spesso raccontare la mia vita diventa un momento intimo e magico, dire teatrale.

Per questo motivo ho deciso di unire la formazione al teatro.

Ho deciso di mettere un attimo da parte i tecnicismi e dare tutto me stesso.

Ci voglio provare perché di credo, e credo di aver inquadrato il mio ruolo in questo contesto sociale.

Regalare emozioni al pubblico è il dono che ho ricevuto.

Lo faccio attraverso i libri e lo faccio attraverso gli eventi dal vivo.

Ancora oggi molti lettori del bambino dimenticato mi scrivono per raccontarmi quello che hanno vissuto durante la lettura.

Ancora oggi ricevo messaggi di persone che hanno partecipato ai miei eventi vogliono esprimere gratitudine per tutto quello che ho lasciato in quella sala.

L’ultima idea di unire la formazione al teatro è stata una idea nata dal mio intuito, e credo che farà breccia nel cuore degli astanti.

Ho l’abitudine di immaginare le cose prima che succedano, questo mi aiuta a darmi la carica e la motivazione per fare bene.

Non sarà uno spettacolo preparato.

Sarà un Talk show e si chiamerà “sono dislessico e sono vivo”.

Uno spettacolo per annunciare a tutti che noi ci siamo e cerchiamo di non mollare.

Nonostante tutto il dolore che ci hanno lasciato nel cuore, lottiamo per trovare il nostro spazio nel mondo.

Il primo evento sarà a Bari il 25 Gennaio

Sperimentiamo questa prima tappa per poi decidere se fare il giro d’Italia.

Per maggiori informazioni compila il modulo qui sotto

Una volta i mancini venivano costretti a scrivere con la destra, cosa stiamo facendo oggi con i DSA?

Un giorno ricorderemo tutto questo come un brutto sogno

Lo sapevate che una volta i mancini venivano costretti a scrivere con la destra?

Il motivo era di origine religioso, la mano sinistra veniva considerata la mano del diavolo.

Sembra di parlare dell’anteguerra, in realtà ricordo di un mio ex compagno di classe, parliamo degli anni 90, mancino a cui era stato imposto di scrivere con la destra.

Notavo la sua fatica, pur avendo già 15 anni, il mio amico aveva ancora una grafia infantile.

Per quanto lui si sforzasse, la sua scrittura era lenta e non riusciva a migliorare lo stile.

Rimasi dispiaciuto di questo, ed anche lui lo era, mi disse che “così hanno scelto per lui”

Non sto divagando, vorrei semplicemente fare un’analogia con i DSA.

Il mancino per natura usa la mano sinistra come mano dominante, e la destra come supporto.

Il dislessico per natura usa l’emisfero destro come dominante e il sinistro di supporto.

Mi spiego meglio ….

Come il mancino, anche il dislessico ha delle caratteristiche genetiche differenti alla maggior parte della popolazione.

Il dislessico usa maggiormente l’emisfero destro del cervello deputato all’immaginazione e alla creatività. Usa meno l’emisfero sinistro, che è quello deputato alla lettura, scrittura e pensiero logico.

Cosa stiamo facendo oggi con i DSA?

Stiamo costringendo i dislessici a leggere e scrivere piuttosto che a sfruttare le loro capacità creative.

Oggi ci sono i metodi compensativi e dispensativi che cercano di ovviare a questa difficoltà …

Ma vi faccio una domanda..

Continuando di questo passo, riusciranno i dislessici a raggiungere lo stesso livello dei normolettori?

Ne dubito fortemente, è come la storia del mancino che viene costretto a scrivere con la destra.

Oggi nei casi di DSA si mette in atto il “potenzialmente cognitivo”.

Con il potenziamento cognitivo si cerca di stimolare il dislessico ad utilizzare maggiormente il suo emisfero di supporto, cioè il sinistro.

Tutto questo per raggiungere migliori risultati a scuola!

Sembra interessante ma, che ne è della loro autostima, che ne è della loro natura?

Il mancino vuole davvero scrivere con la destra ?

Il DSA vuole davvero passare la vita a leggere e scrivere ?

Ho conosciuto diversi mancini adulti, costretti a scrivere con la destra che ancora oggi portano i segni psicologici di questa barbarie.

Come anche, ci sono molti dislessici oggi con l’autostima a terra e una profonda rabbia dentro per essere stati costretti a snaturarsi per tutti gli anni che hanno passato a scuola.

Quando davvero si cambieranno i metodi educativi scolastici, avremo dimenticato questo incubo.

Ma nel silenzio e nell’ombra ci sarà qualcuno che ancora porterà addosso questo enorme fardello.

Articolo scritto da Benny Fera
Psicologo e autore

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In arrivo il Talk show sulla dislessia

Per dare una nuova luce al mondo DSA

Non esiste solo un modo per imparare!

Dopo anni di formazione nelle scuole, ho capito che il miglior veicolo di apprendimento sono le emozioni.

“Andiamo via con una testimonianza che ci ha segnato”

Sono stati gli insengnanti stessi a dirmelo dopo ognuno dei miei convegni.

So per certo che ognuno di quei docenti porterà in classe una sensibilità diversa.

Anche come studente ho sempre sofferto dell’istruzione fredda, senza emozioni, non sono mai riuscito ad apprendere a scuola, questo succede ancora oggi alla maggior parte degli studenti.

Sono convinto che chiunque abbia a che fare con la crescita di un individuo, debba mettere tutto se stesso!

Come autore del libro autobiografico “il bambino dimenticato“, ho messo in campo la mia vita, senza vergogna e senza paura.

Davanti a migliaia di persone ha raccontato la mia sofferenza.

In tutti i convegni che ho fatto in giro per l’Italia ci ho messo il cuore.

Più volte alla fine dei dibattiti sulla dislessia mi hanno detto

“se qualcosa non ti va bene nella vita ricorda che puoi sempre fare l’attore, sei bravissimo!”

Questa frase, ripetuta a più riprese, mi è entrata nella testa, fino a quando ho maturato l’idea di unire la formazione con un contesto emozionale quale il teatro.

Diamo una svolta al mondo DSA.

Nasce il talk show sulla dislessia.

Oggi i DSA sono diventati una chiave per cambiare il modo di vedere la scuola e l’istruzione.

Vogliamo iniziare questa rivoluzione per far valere i nostri diritti a scuola e nella vita.

L’idea è quella di riconquistare il valore umano della dislessia.

Siamo stati umiliati, presi in giro, trattati come stupidi.

Ci hanno fatto credere di essere degli incapaci!

Nessuno ci hai mai spiegato e dimostrato quanto siamo creativi, sensibili e intuitivi.

Ti sei mai chiesto qual’è il ruolo dei dislessici in questa società?

Ti sei mai chiesto “come farà mio figlio un giorno“?

A volte siamo presi dallo sconforto e non sappiamo più come agire.

Questo è uno spettacolo a cui non puoi mancare per riconquistare la fiducia che hai perso.

Il bambino dimenticato presenta “sono dislessico e sono vivo” talk show.

Per vedere il lato prezioso della dislessia.

il primo tassello lo mettiamo a Bari, in teatro, a fine Gennaio

Se sei interessato a partecipare ad uno di questi eventi, compila il modulo qui sotto.

Alessia 18 anni ci racconta il suo percorso con la dislessia

i compagni hanno sempre visto solo le mie difficoltà, sono sempre stata etichettata inferiore, perché usavo calcolatrice e mappe concettuali.

Sono felicissimo di poter dare spazio ai giovani

Alessia mi ha contattato sulla pagina Facebook “Benny Fera – ioeladislessia.com” per raccontarmi la sua storia.

Sono felice perché Alessia, come tanti altri ragazzi, riconoscono in questo blog uno spazio in cui potersi raccontare senza sentirsi giudicati.

Uno spazio creato da chi la sofferenza e il disagio in classe l’ha conosciuto in prima persona e che oggi diventa una risorsa per molti.

Alessia scrive …

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Scolarizzare i bambini del 2020!

Cerchiamo di capire il senso della scolarizzazione nel 2020, ha senso l’educazione che stiamo dando ai bambini?

Siamo quasi approdati nel 2020 e l’unica istituzione che si evolve troppo lentamente è la scuola.

La domanda di oggi è: “ha senso tenere i bambini in classe ad ingurgitare nozioni, quando la fuori il mondo corre alla velocità della luce?”

“esattamente a cosa stiamo preparando i bambini?”

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Lo studente è stato educato a fare tutto non per sè, ma per compiacere l’insegnante

Vorrei che leggeste il paragrafo dedicato alla scuola che ho estrapolato dal libro “Le vostre zone erronee” di Wayne Dyer.

Un libro scritto nella prima edizione nel 77 dallo psicoterapeuta statunitense.

Quantomai attuale questo libro affronta uno dei temi fondamentali per la nostra crescita personale: la necessità di essere approvati.

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