10 Funzioni Esecutive fondamentali per uno studente … e per la vita!

Scopri le abilità fondamentali necessarie per portare a termine obiettivi scolastici e di vita.

Se sei un genitore di un ragazzo con DSA, probabilmente avrai già sentito parlare di Funzioni esecutive.

Ma di cosa si tratta?

Le Funzioni Esecutive comprendono le abilità legate all’autoregolazione o al riuscire a monitorare, valutare e cambiare i propri comportamenti avendo in mente un obiettivo.

Per fare giusto qualche esempio: un ragazzo che non riesce ad organizzare lo studio, o nemmeno ad iniziare a studiare, o che è disordinato, molto probabilmente avrà delle difficoltà nelle funzioni esecutive.

Queste difficoltà si ripercuotono non solo sul mondo della studio, ma anche nelle azioni della vita quotidiana come: essere puntuale, organizzare i tempi della giornata, seguire le regole di un gioco, e tutto questo può ripercuotersi anche nella vita da adulto.

La buona notizia è che queste abilità si possono imparare…

Adesso andiamo a vedere una per una le abilità più importanti che bisognerebbe migliorare quando sono deficitarie:

1. Capacità di avvio di un’attività

L’avvio delle attività rappresenta l’energia di attivazione che serve per interrompere ciò che si sta facendo e iniziare a fare qualcos’altro. I bambini e adolescenti con difficoltà nelle funzioni esecutive spesso fanno fatica a interrompere un’attività preferita per farne un’altra che in genere non gradiscono altrettanto.

Potrebbe non iniziare mai a svolgere i suoi incarichi se non glielo si dice un sacco di volte o non lo si sgrida, rischia di diventare un procrastinatore cronico, di quelli che perdono molto sonno perché devono restare svegli a finire cose che avrebbero dovuto iniziare ore prima.

Rispondi a queste domande:

  • In passato, vostro figlio ha sempre fatto fatica a iniziare le attività in modo autonomo?
  • Vostro figlio dice spesso cose come: «Non so da dove iniziare»?
  • Vostro figlio ha spesso bisogno di incitamenti e del vostro intervento per iniziare a fare qualcosa?
  • Vostro figlio fa fatica a interrompere ciò che sta facendo per iniziare qualcosa di nuovo?
  • Direste che è un «procrastinatore»?
  • Si lamenta spesso e cerca di rimandare quando gli si chiede di svolgere un’attività che non ama particolarmente?

Almeno 3 risposte positive, confermano una difficoltà.

2. Inibizione delle reazioni istintuali

Inibire le reazioni significa trattenersi dal compiere azioni impulsive, con l’idea di raggiungere un obiettivo. Spesso i bambini hanno grandi difficoltà a ritardare la gratificazione, perché il loro orizzonte temporale è molto breve: tendono a pensare solo al «qui e ora».

se più di 3 delle affermazioni che seguono sono presenti si può pensare ad una difficoltà per la quale vanno presi provvedimenti:

  • Mio figlio ha sempre agito impulsivamente, fin da quando era molto piccolo.
  • Mio figlio tende ad «agire prima di pensare» e fa sempre la prima cosa che gli passa per la testa.
  • Ha molte difficoltà a ragionare in maniera ipotetica e a comportarsi di conseguenza (ad esempio: «Se finisco i compiti adesso, poi posso andare a giocare»).
  • Devo ricordargli costantemente di spegnere gli apparecchi elettronici (telefoni, computer, tablet, TV) quando è il momento di fare i compiti.
  • Fa fatica a pensare alle conseguenze dei suoi comportamenti.
  • È impulsivo nei lavori scolastici e domestici e commette errori di disattenzione.

3. Concentrazione

Concentrarsi significa indirizzare l’attenzione sull’attività da svolgere e mantenere questo livello di attenzione finché l’attività non è completata, senza lasciarsi attirare dalle distrazioni.

Alcuni ragazzi cedono alle distrazioni interne, e passano il tempo a fantasticare o pensare ad altre cose. Altri sono attratti dalle distrazioni esterne, e indirizzeranno l’attenzione verso qualsiasi elemento dell’ambiente: rumori, persone, oggetti… di tutto.

Spesso i ragazzi con problemi di concentrazione hanno anche problemi di autostima. Ciò è dovuto al fatto che si sentono correggere in continuazione (ad esempio: «Stai attento!», «Ti sei dimenticato questa parte!», «Che cosa ho appena detto?»). Anche se i commenti sono neutri o costruttivi, si tratta sempre di qualcuno che dice loro che non stanno facendo bene le cose. Controbilanciate la situazione offrendo anche commenti positivi (ad esempio: «Sei stato bravo a ricontrollare l’esercizio!», «Bravo, hai seguito bene le mie istruzioni!»).

Di seguito, delle domande di verifica:

  • Avete l’impressione che vostro figlio non vi ascolti quando gli date delle istruzioni?
  • Ha difficoltà a dedicarsi a un’unica attività fino alla fine, specialmente se richiede pazienza e concentrazione?
  • Vi accorgete che presta attenzione a ogni rumore mentre fa i compiti?
  • Ha la tendenza ad andare fuori tema durante le conversazioni?
  • Si lamenta del fatto che concentrarsi è difficile?
  • I suoi insegnanti vi dicono che non riesce a stare concentrato in classe?

4. Gestione del tempo

I bambini e adolescenti con problemi di gestione del tempo in genere sono sempre in ritardo, non si rendono conto di quanto tempo passa, sopravvalutano ciò che possono fare in un certo lasso di tempo o fanno tutto di fretta e male pur di terminare.

Di seguito alcune domande utili di verifica:

  • Vostro figlio perde spesso la nozione di che ore sono?
  • Sottovaluta il tempo che occorre per completare una certa attività?
  • Si pone obiettivi irrealistici su ciò che può riuscire a fare in un certo lasso di tempo?
  • Se voi non ricordaste a vostro figlio gli appuntamenti o le attività programmate, lui se le dimenticherebbe?
  • Si lamenta di non riuscire a terminare a scuola le verifiche entro il tempo stabilito?
  • Sembra non rendersi conto del tempo che passa?

5. Memoria di lavoro

La memoria di lavoro è il processo con cui tratteniamo in mente informazioni per un tempo sufficiente a utilizzarle (ricordarle, elaborarle e utilizzarle per un’azione).

«crash». La memoria di lavoro è particolarmente importante per l’apprendimento: occorre saper ricordare a breve termine ciò che viene detto per poterlo imparare a lungo termine.

Potrebbero apparire esteriormente sbadati e «perdere il filo» di ciò che stanno facendo a metà di un’attività.

Affermazioni utili di verifica:

  • Mio figlio ha difficoltà a seguire le istruzioni se c’è più di un passaggio.
  • Spesso deve rileggere ciò che ha appena letto per capirlo.
  • Deve scrivere tutte le cose da ricordare (ad esempio i compiti), altrimenti se ne dimentica.
  • Fa fatica a svolgere i calcoli a mente.
  • Ha difficoltà a compiere più di un’attività alla volta.

6. Flessibilità

È il processo di riuscire a modificare le proprie idee e i propri programmi quando cambiano le condizioni. I ragazzi con difficoltà di flessibilità mentale (indicata a volte come flessibilità cognitiva) spesso si bloccano per cercare di risolvere un problema in un unico modo o si «fissano» su una strategia inefficiente.

A scuola i bambini con difficoltà di flessibilità cognitiva tendono a imparare a memoria, in modo meccanico.

La flessibilità è indispensabile per adattarsi alle situazioni sociali che cambiano. Specialmente quando i bambini diventano più grandi, le regole «non scritte» sono sempre più numerose.

Di seguito alcune affermazioni di verifica:

  • Mio figlio si blocca cercando di risolvere un problema in un unico modo.
  • A volte insiste che il suo modo di svolgere i compiti è il migliore, anche se in realtà è una strategia inefficace.
  • Nell’affrontare i problemi pensa in «bianco e nero», senza tenere conto delle sfumature di grigio.
  • Fa fatica ad adattarsi a nuove situazioni sociali e a comprendere le regole sociali non scritte.
  • A volte sembra adottare una mentalità del tipo «O si fa come dico io o niente» quando interagisce con gli altri bambini.

7. Autoregolazione

L’autoregolazione consiste nel riuscire a riflettere sulle proprie azioni e comportamenti o se occorre modificarli per raggiungere un obiettivo.

Prendiamo ad esempio il processo necessario a svolgere un problema di matematica. Un bambino con deficit di autoregolazione potrebbe leggere il testo del problema e provare subito a usare i numeri che vede nel problema con una somma o sottrazione, senza rifletterci molto. Un bambino con buona autoregolazione leggerebbe il problema più di una volta, farebbe un disegno della situazione, cercherebbe le parole chiave che danno indizi sull’operazione da usare, svolgerebbe i calcoli e poi si domanderebbe: «La mia risposta ha senso?».

Uno studente con scarse abilità di autoregolazione potrebbe non avere un’immagine mentale di come si studia. Potrebbe dare un’occhiata ai problemi la sera prima e non essere consapevole di averli capiti o meno, e dunque non svolgerebbe i passaggi per assicurarsi di aver capito.

Di seguito una lista di comportamenti da monitorare:

  • Non mi pare che mio figlio si ponga degli obiettivi riguardo al lavoro scolastico.
  • Non sempre si rende conto di non aver capito un’attività scolastica.
  • Non sembra conoscere i suoi punti forti e i suoi punti deboli nello studio.
  • Raramente si organizza con un piano per studiare per una verifica o per svolgere un progetto a lungo termine.
  • Fa spesso errori nei compiti ma sembra che non se ne accorga.
  • Non chiede aiuto per i compiti anche se dovrebbe.

8.Autocontrollo emotivo

L’autocontrollo emotivo è il processo con cui una persona gestisce le proprie emozioni e riflette sui propri sentimenti per evitare di cedere a comportamenti impulsivi.

Le abilità richieste per l’autocontrollo emotivo includono la consapevolezza dei sentimenti, l’uso di etichette verbali per i sentimenti (ad esempio triste, frustrato, irritato, ansioso) e il controllo delle reazioni alle situazioni per evitare di agire impulsivamente.

Quando i bambini hanno difficoltà a controllare le proprie emozioni, spesso adottano comportamenti negativi, come gesti violenti, parole maleducate o inappropriate dette di impulso o altre forme di aggressività.

Non tutti i ragazzi si sfogano all’esterno, quando le emozioni hanno la meglio su di loro: alcuni si chiudono e si tengono dentro pensieri ansiosi o tristi, e fanno molta fatica a liberarsi dei sentimenti dolorosi.

a scuola ci si aspetta che gli studenti sappiano gestire la frustrazione verso le attività scolastiche, siano in grado di collaborare e risolvere i conflitti con i compagni in modo che l’apprendimento non ne risenta, sappiano rispondere alle tante aspettative riposte in loro senza chiudersi né reagire male.

Di seguito alcuni indizi che possono far pensare ad un problema in questa abilità:

  • Descriverei mio figlio come una persona altamente emotiva.
  • Il suo umore cambia molto rapidamente.
  • È sempre stato difficile calmarlo quando è agitato.
  • Trova subito punti di disaccordo o pretesti di litigio con adulti e compagni.
  • Quando viene corretto, ha forti reazioni emotive.
  • Il suo comportamento è fuori controllo.
  • Ogni tanto è giù di corda e fa fatica a tirarsi su di morale.

9. Completamento delle attività

Il completamento delle attività è il processo che permette di mantenere i livelli di attenzione ed energia fino al termine di un’attività. Le difficoltà nel completare gli incarichi si possono presentare sia a casa che a scuola.

svolta. Bambini e adolescenti con difficoltà nelle funzioni esecutive hanno spesso problemi a portare a termine attività, progetti e hobby, non solo quelli sgraditi.

Uno degli ambiti principali in cui potreste notare queste difficoltà è quello dei compiti.

Per terminare i compiti, un ragazzo deve essere interiormente disposto a «non mollare fino alla fine». Alcune persone sviluppano questo tipo di persistenza molto lentamente.

Le ragioni per cui molti studenti non fanno i compiti fino alla fine sono complesse: spesso non si tratta di un semplice problema di motivazione. A volte non capiscono cosa devono fare o vedono troppe informazioni e non sanno da dove partire. A volte riescono a iniziare ma poi si bloccano e hanno un rifiuto per l’attività.

Spesso esprimono rifiuto e avversione per attività che in realtà sono troppo difficili, ma non sono disposti ad ammetterlo o non vogliono farsi aiutare.

Anche nella situazione opposta, quando le attività sono troppo facili, potrebbero non completarle perché le trovano noiose.

Di seguito alcuni indizi da tener presente:

  • Quando fa i lavori domestici «ha la testa da un’altra parte», quindi li esegue solo parzialmente o ci mette molto tempo.
  • Ha bisogno di molti incitamenti e richiami per svolgere i compiti fino alla fine.
  • Se non mi siedo al suo fianco mentre fa i compiti, non li finisce.
  • Sembra applicarsi solo nelle cose che gli piace fare.
  • Spesso gli insegnanti mi dicono che non porta a termine le esercitazioni in classe.
  • Quando fa i compiti ha un atteggiamento rinunciatario.
  • Non termina attività o progetti, neppure quando sono divertenti.

10. Organizzazione

L’organizzazione è il processo che permette di ritrovare le proprie cose e averne cura (oggetti personali, materiale scolastico) e mantenere in ordine il proprio spazio personale.

I ragazzi con difficoltà nelle funzioni esecutive hanno spesso problemi di organizzazione. Generalmente le loro stanze sono disordinate, i loro zaini sono pieni di fogli accartocciati, i banchi sembrano bazar, i quaderni disorganizzati… e perdono continuamente qualche cosa.

A volte è utile, a breve termine, che gli adulti intervengano a mettere ordine al posto dei ragazzi, che però in questo modo non imparano davvero le capacità necessarie per essere autosufficienti nell’organizzazione.

Di seguito un elenco per valutare le qualità organizzative di tuo figlio:

  • Mio figlio porta il disordine ovunque vada.
  • Perde continuamente le sue cose: giacche, merende, compiti, libri e documenti importanti.
  • Sembra che non sappia dove mettere le cose, anche se glielo spiego.
  • I suoi quaderni non sono organizzati per materia, ma ci si trovano fogli e schede di tutte le materie in ordine casuale, senza una logica.
  • Spesso dimentica a casa libri, quaderni o altro materiale scolastico.
  • Mi contatta spesso da scuola per chiedergli di portargli qualcosa che ha dimenticato.
  • La sua scrivania è disordinata e disorganizzata.

Prima di tutto complimenti di essere arrivata in fondo a questo articolo, come hai potuto notare ci sono un bel pò di caratteristiche che andrebbero monitorare.

La prima cosa da tenere a mente è che non è sempre colpa di vostro figlio e dei comportamenti che assume, perchè come avete visto alcune difficoltà in questi ambiti delle funzioni esecutive sono davvero limitanti e se non vengono capite possono essere origine di continue litigate con conseguenze gravi sui rapporti famigliare e sulla salute psicologica di vostro figlio.

Secondo elemento molto importante da sapere è che queste abilità possono essere apprese!

Ci sono delle vere e proprie strategie che possono essere messe in pratica con l’aiuto di un professionista.

Se senti di aver bisogno di una mano per la situazione di quo figlio, non esitare a contattarmi con un messaggio whatsapp al numero 3480019600 ti spiegherò come funziona e ti fornirò tutte le info di cui hai bisogno.

Dr. Fera Benedetto, Psicologo esperto DSA e relazioni familiari; Autore Amazon; Formatore scolastico.

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