Il fenomeno degli alunni che picchiano i professori

Perché questi fenomeni di violenza a scuola? la punizione è la soluzione giusta?

Voglio anticipare che non mi piace scrivere questo articolo.

La violenza, sotto ogni forma, mi fa stare male.

Voglio esprimere il mio parere sulla notizia che in questi giorni viene trasmessa in tutte le salse. (clicca qui per leggere l’articolo su repubblica)

Non è tanto la notizia che mi interessa, non si tratta di un caso isolato, ma di una profonda crisi che la scuola attraversa che si esprime nel comportamento dei ragazzi.

Quali possono essere i motivi di questa profonda crisi?

Perché i ragazzi si “ribellano”?

Già il termine “ribellarsi” mi fa pensare molto.

In un sistema democratico, dove in teoria tutti possono esprimere il proprio parere e non bisogna per forza essere legati pedissequamente a programmi scolastici e a regole dettate dall’alto, non ci sarebbe alcun bisogno di ribellarsi.

Questo sistema scolastico piramidale, dove UNO comanda su tutti, poteva funzionare molti anni fa, quando una società in via di industrializzazione aveva l’esigenza di persone “educate” e “ben formate”. Al tempo anche i giovani sentivano giusta la rigidità come valore sociale per scalare la propria identità lavorativa.

Oggi non è più cosi, l’informazione è disponibile a tutti attraverso internet già dalla tenera età.

Per fare un esempio, un ragazzo oggi può diventare uno youtuber, un influencer, un venditore, guadagnando soldi veri, anche senza alcuna istruzione scolastica, ma imparare come autodidatta da internet.

Guardatevi intorno, date un’occhiata ai social network, già milioni di ragazzini cercano di imitare le grandi fotomodelle, rapper o famosi youtuber.

Questo che vi ho fatto è solo un esempio per farvi capire il distacco enorme tra scuola e mondo reale e quindi quanto può essere fievole l’interesse verso la scuola di questi ragazzi.

Per loro fuori c’è la vita, a scuola c’è la noia.

Allora cosa fare per divertirsi?

Beh intanto fare baldoria, e questo l’abbiamo fatto un po’ tutti nell’ora di ricreazione o quando l’insegnante non è in classe.

Qual’è la differenza?

in questi casi di bullismo non c’è il rispetto per il prossimo, non si tratta di rispetto per l’autorità, ma di rispetto per il prossimo. Ormai non possiamo più parlare di autorità in questo paese perché anche tali figure hanno perso la loro credibilità.

Mi piace palare di rispetto del prossimo nel senso più puro.

Rispetto del prossimo come essere umano, come essere vivente.

Non mi piace nemmeno addossare troppa responsabilità alle famiglie, perché in molti casi pur essendoci buone famiglie alle spalle, l’adolescente attraversa un momento di ribellione che è fisiologico.

La famiglia a mio parere è importante che metta delle buone regole per la sopravvivenza dell’individuo nel rispetto della sua vita e della vita degli altri.

Allora cos’è che influenza i giovani?

A mio parere sono le proposte televisive (ovviamente per i ragazzi fruibili anche su internet) e il modello di attori che oggi il palinsesto propone.

Serie tv rivolte alla mafia che osannano la figura del mafioso violento e omicida degno di rispetto.

Un modello che ha preso piede tra i giovani, una figura oggi vista come vincente.

Provano anche loro ad imitare i loro beniamini per divertirsi un po’ in classe e far divertire anche i compagni. Esattamente come una messa in scena teatrale.

A mio parere non c’è davvero violenza nel cuore di questi giovani, ma stupida emulazione.

Loro pensano cosi di essere più forti, di essere degni di rispetto, ma non sanno che quelle serie tv sono solo delle recite, sono solo degli stralci di una realtà davvero esistente, che nasconde una vita di sofferenza e di morte.

La proposta della scuola a questo fenomeno di bullismo è la solita punizione, ma i ragazzi è proprio questo che vogliono, passare per “il delinquente che si prende beffe dell’autorità”.

Bocciare o punire un ragazzo a scuola non ha un grande valore per loro visto quello che la scuola oggi propone per il loro futuro.

I ragazzi di oggi guardano i rapper e le fotomodelle che sfilano su instagram, figure oggi di successo che i ragazzi emulano.

Bisogna rimettere in sesto la scuola.

Basta lezioni frontali, basta compiti, basta voti, basta seguire un programma, basta sei ore chiusi in classe, basta noia.

Non vi attaccate a questo modello preesistente di istruzione, dovete capire che ormai non funziona più.

La scuola dovrebbe essere vista come un luogo di unione, dove i ragazzi possono parlare della loro vita, delle loro passione, dove possono sentirsi liberi di confrontarsi con l’adulto dei propri problemi, un luogo dove si parla di emozioni, di spiritualità e anche di contenuti nozionistici per nutrire la mente. 

Niente di imposto, ormai non funziona più l’imposizione dall’alto, davvero oggi i ragazzi possono avere tutto, non ci fossilizziamo su un modello di scuola come quello di oggi che tenta con mille sforzi di essere all’avanguardia.

Io dal canto mio, vedo ancora ragazzi annoiati, che cercano diversi modi per non annoiarsi.

La scuola potrebbe essere un punto di partenza per dare vitalità ai giovani.

Benny Fera
Psicologo e autore

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2 pensieri riguardo “Il fenomeno degli alunni che picchiano i professori”

  1. Credo che tu abbia ragione, ma solo in parte.
    La scuola deve ancora essere il principale luogo di cultura, dove l insegnamento delle materie di base è fondamentale..che poi si insegni con una lim o un libro poco importa.. purtroppo al momento quello che sta succedendo è frutto di ignoranza, mancanza di cultura.. inoltre questi ragazzi sono figli di genitori che giocano ai videogiochi, stanno ore su fb o altri social..e insieme alle star propinate dalla televisione e da YouTube o instagram rappresentano un modello da seguire completamente sbagliato..

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  2. É tutto da rifare tutto non solo la scuola. I genitori dovrebbero imparare a fare i genitori e non delegare le loro funzioni ai professori. I professori dovrebbero essere più autoritari e non permettere certi atti in aula. E la scuola dovrebbe mettere regole più stringenti per limitare questi atti. Basta! Non posso pensare di vivere in un sistema come questo dove tutto è lecito!

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