Pensavo fosse solo una reminiscenza del passato.

Pensavo fosse solo un ricordo di mia madre che ancora si commuove a pensare a quel giorno in cui a colloquio con gli insegnanti le venne mostrato un quaderno:

“Guardi signora! questo è un quaderno perfetto e ordinato, non quello di suo figlio!”

Oggi ho 37 anni e mia madre ancora ricorda perfettamente quel momento.

Sul suo volto scivola ancora una lacrima anche se sono passati 30 anni.

Nel mio ultimo evento a Bari ho scoperto che esiste ancora questa usanza.

Una signora ha testimoniato di un’insegnante che, con fare soddisfatto, mostrava il quaderno di una compagna di classe di sua figlia.

Voleva mettere in bella mostra cosa va bene e cosa non va bene.

D’altronde comprendo anche l’atteggiamento degli insegnanti.

La scuola è un luogo di confronto.

Voti e giudizi la fanno da padrone.

Giudicare ciò che è fatto male e ciò che è fatto bene è uno dei centri focali della didattica scolastica.

Ma quanto dolore?

Dove ci porterà questo desiderio di perfezione?

Cosa è perfetto?

Una bella grafia?

Un calcolo corretto?

La perfezione è la vita stessa.

La perfezione è la vita di ognuno di noi, che è meravigliosa, unica ed originale cosi com’è!

Articolo scritto da Benny Fera psicologo dislessico e autore

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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