A volte mi fermo a pensare:

Chi vincerà?

La scuola o i bambini?

Se la domanda vi sembra impertinente, provate a chiedervi:

Cosa sta dando oggi la scuola ai bambini?

La scuola viaggia con 100 anni di ritardo.

Siamo nell’era della tecnologia:

Si scrive sugli smartphone con il touch screen e con la sintesi vocale

A scuola invece andiamo ancora con penna e calamaio… forse sto esagerando, ma non troppo.

Su internet possiamo trovare tutte le informazioni di cuoi abbiamo bisogno.

Quali sono le informazioni di cui più abbiamo bisogno?

quelle che ci interessano

Anche l’insegnante più preparata non può ad avere le informazioni che servono a tutti, infatti si usano i programmi scolastici ed un modello uguale per tutti.

Ad esempio io ho imparato a coltivare grazie a internet: periodi di semina, trattamenti e raccolta, esposizione al sole.

Ho imparato metodi biologici come trattamento per le piante, di conseguenza anche il nome di alcuni parassiti e di come debellarli.

E se vuoi imparare a costruire una casa, ad aggiustare il motore della tua auto, dipingere un quadro, creare un sito internet trovi tutto su internet, non sarò qui a fare l’elenco perché sarebbe troppo lungo.

A scuola siamo ancora ad imparare le tabelline, le coniugazioni dei verbi e la storia della rivoluzione industriale.

Per non parlare del fatto che a scuola gli smartphone sono vietati!

Rigorosamente carta e penna!

Molto strano visto che i ragazzi ci stanno perennemente attaccati!

Perché non sfruttare la situazione e fare un corso su come usare lo smartphone per qualcosa che può esserci utile?

No! a scuola continuiamo ad usare i buoni e vecchi programmi!

Da 100 anni a questa parte tante cose sono cambiate:

Le TV: siamo passati dal tubo catodico agli schermi piatti.

Il lavoro: con l’invenzione del Personal Computer, oggi una persona può lavorare direttamente da casa

É cambiata la comunicazione, siamo passati dalle lettere spedite per posta agli smartphone per tenerci in contatto ogni attimo.

Anche molti servizi pubblici si sono evoluti, basti guardare le poste.

Una volta facevamo file chilometriche.

Oggi è tutto automatizzato, addirittura puoi prenotare dallo smartphone esattamente l’ora del duo turno.

Perché sto parlando di queste cose?

Perché la scuola da 100 anni non è cambiata affatto!

Una lavagna, un insegnante, sedie e banchi, programmi da seguire e lezioni da imparare a memoria!

Perché la scuola non si evolve?

Perché la scuola non si mette al passo coi tempi lasciando indietro i bambini?

Molto strano non vi pare?

Eppure la nostra maggiore risorsa non sono le TV, le auto, gli smartphone, ma i bambini.

Dovremmo investire sulla qualità della formazione dei bambini, sono loro il futuro.

La mia visione a volte spaventa, a volte attira il consenso di molte persone che hanno capito il senso delle mie parole.

So che questa mia visione va a toccare certe salde posizioni che mantengono le persone che lavorano nella scuola.

Spesso turante i miei eventi sulla dislessia alcuni insegnanti storcono il naso!

Una visione nuova funziona quando smuove gli animi delle persone, nel bene e nel male.

Ci sono persone che sposano a pieno la mia idea, altre che la respingono fortemente.

Non ha importanza, purché se ne parli!

I bambini di oggi hanno il diritto di stare al passo con i tempi

I bambini che oggi soffrono la scuola hanno bisogno di vedere riconosciuti i loro diritti

Il futuro del lavoro non è dietro una scrivania a compilare moduli, non è la catena di montaggio.

La maggior parte dei lavori purtroppo scomparirà perché saranno automatizzati.

Il futuro del lavoro è online, sarà importante avere nuove idee, saper comunicare, saper costruire un sito internet, avere buone capacità empatiche ed emotive, sono queste le qualità che dovremmo sviluppare per il futuro.

La creatività, l’empatia, il pensiero critico, l’emotività sono le qualità umane più preziose, quelle su cui dovremmo puntare di più, quelle che i robot non potranno mai sostituirci!

Quella dei DSA è una grande bolla che non tarderà ad esplodere insieme a tutti gli altri disagi che ci sono nelle scuole.

Non credo che sia importante fare diagnosi a tappeto e mettere un’etichetta alla metà della classe.

Credo che il nostro primario obiettivo sia cambiare modo di crescere i bambini, di dare pari opportunità a tutti!

Non esiste un metodo buono per tutti!

Esiste il singolo individuo con le sue peculiari caratteristiche!

Vuoi un esempio? leggi “La scuola dei miei sogni”, lo trovi su Amazon, clicca qui!

Articolo scritto da Benny Fera, psicologo dislessico e autore.

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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

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