Le aquile sono nate per volare

La prima regola della dislessia è non rispettare le regole.

Approfittiamo del fantastico contributo di Rossella Grenci, con il libro “le aquile sono nate per volare“, per scavare più a fondo alla scoperta del tesoro nascosto. Vi lascio ad una breve lettura commentata del libro dedicato ai DSA
Essi amano la novità e il cambiamento; se sono di carattere introverso, ripetono mentalmente, per intero, ogni cosa, prima di provare a farla: camminare, parlare, leggere, ecc. L’altalenanza fra prestazioni brillanti in alcuni campi e prestazioni pessime in altri, rende questi bambini frustrati; la loro autostima è continuamente variabile, sia che essi siano a scuola sia fuori.
In queste poche righe lette sopra, si riassumono dei grandi concetti:
  • L’anima vitale del dislessico sono la novità e il cambiamento. Sono spesso preoccupato dei miei cambi di programma. Gli stimoli mentali al cambiamento sono tantissimi nella testa di un dislessico, infatti spesso si rimane bloccati nel scegliere la decisione giusta e di qui viene la progettazione mentale, ripetere mentalmente l’idea prima di provare a farla.
  • Immaginate di andare al cinema, mentre siete davanti allo schermo passano da un film d’azione ad un film d’amore, e poi ancora ad un film horror, ogni mezz’ora. Come vi sentireste? quantomeno un po’ spaesati. È esattamente quello che succede ad un dislessico a scuola, passare da una materia all’altra, non ci da il tempo di elaborare. Sarebbe più giusto il termine fantasticare, in quanto i dislessici hanno bisogno di padroneggiare un argomento facendolo diventare parte della loro esperienza emotiva, sempre a patto che la trovino interessante.
Passiamo ai numeri
Negli Stati Uniti, il numero di grafici è aumentato di dieci volte in un decennio; i graphic designer superano gli ingegneri chimici per 4 a 1. Dal 1970 gli Stati Uniti hanno il 30% in più di persone che si guadagnano da vivere come scrittori e il 50% di musicisti e compositori.
Questo è il classico esempio di persone che si sono fatte da sole, nel senso che hanno riposto la loro vita sulla loro creatività. Veniamo alla grande domanda etica:
le scuole stanno preparando gli studenti per il loro successo futuro? Purtroppo no, in quanto il successo scolastico dipende ancora da abilità come:
  • seguire le indicazioni;
  • finire in tempo il lavoro assegnato;
  • memorizzare;
  • essere veloci nel richiamare i dati;
  • mostrare le fasi del lavoro;
  • avere una grafia leggibile;
  • avere una ortografia accurata;
  • essere puntuali;
  • essere ordinati e ben organizzati.
Beh penso possiate capire da soli che queste attività non aumentano nettamente le abilità cognitive, ma più precisamente creano dei robot. Di seguito la soluzione:
Sono utili, per i nostri studenti, le capacità tipiche di un pensatore visuo-spaziale come:
  • prevedere le tendenze;
  • cogliere il quadro generale;
  • pensare fuori dagli schemi;
  • assumersi rischi;
  • lavorare in squadra;
  • l’alfabetizzazione informatica;
  • saper trattare con la complessità;
  • avere capacità empatiche.
Attenzione, qui non parliamo puramente di dislessia, qui parliamo di benefici di cui potrebbero usufruire tutti i bambini indistintamente. I vantaggi saranno scontati. Torniamo alle caratteristiche dei dislessici:
La loro capacità di inventare e di esplorare va di pari passo con la loro curiosità di vedere come qualcosa possa influenzare qualcos’altro. Per loro, tutto è interconnesso e, naturalmente, legato. Sono molto consapevoli delle relazioni personali tra le persone e di come le cose passano dall’uno all’altro.
Queste caratteristiche che avete appena letto, spiegano perfettamente quali sono le difficoltà dei dislessici a scuola. Come fa un bambino che esplora, crea legami, cerca le interconnessioni, ad andare di pari passo con gli altri? Sicuramente avrà bisogno di più tempo, sia nella fase di apprendimento che nella fase di esposizione. Adesso vediamo ad un argomento molto delicato, la funzione genitoriale:
Generalmente, alle spalle di un adulto creativo o che ha raggiunto posizioni di leadership, c’è stato un genitore che ha fornito un supporto emotivo al figlio quando era piccolo, che lo ha incoraggiato e ha approvato la sua «esploratività», senza limitarlo o reprimerlo ma sostenendolo nei suoi tentativi (Oliverio, 1999). Lo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi ha analizzato un gruppo di giovani per capire le ragioni del successo di alcuni e dell’insuccesso di altri. Tra gli adolescenti studiati, alcuni vivevano lo studio in modo diverso dagli altri e la differenza era legata alloro ambiente familiare; infatti i giovani che vivevano in famiglie che svolgevano un’azione di sostegno e di stimolo, avevano imparato a impegnarsi nello studio e avevano fatta propria tale abitudine. Tali azioni possono venire anche da persone molto implicate nella vita del ragazzo, come ad esempio fu il libraio Riebau per Michael Faraday. In verità il mondo degli adulti dà per scontato che non si possa essere dotati in ogni campo dello scibile umano. Eppure tutti i genitori esercitano sui figli una fortissima pressione perché essi riescano in tutto ciò che fanno. Neanche gli adulti sono capaci in tutti i campi. Ogni mente ha specialità e punti deboli propri (Levine, 2004). Mel Levine, pediatra «evolutivo-comportamentale», dopo trent’anni di lavoro e con un’infanzia segnata da insuccessi scolastici, ha fondato in America, insieme a Charles Schawb, l’istituzione senza fini di lucro All Kinds of Mind, che si dedica allo studio dei diversi tipi di apprendimento in collaborazione con genitori, ricercatori e piccoli pazienti.
Io non sono genitore, quindi non posso sapere precisamente il dolore e la frustrazione che prova un genitore di un bambino che non va bene a scuola. Però come si legge bene dalle righe sopra, i vantaggi di avere sostegno nelle difficoltà è indispensabile. Adesso voi immaginare un bambino che non va bene a scuola, che deve combattere contro se stesso perché si odia e pensa di essere stupido, che deve combattere tutti i giorni con i suoi insuccessi, poi torna a casa terrorizzato e riceve anche rimproveri da parte dei genitori. Le conseguenze saranno visibili nella vita adulta del bambino. Adesso veniamo all’età di internet e la scuola:
I bambini di oggi elaborano un grosso volume di informazioni, perciò hanno il rifiuto del metodo lineare di categorizzazione che viene insegnato nelle nostre scuole. Sono proprio i dislessici che risentono di più di tale sovraccarico di informazioni.
Oltre la scuola, c’è un mondo! Oggi i ragazzi possono prendere informazioni ovunque su internet, quando vogliono e come le vogliono. Di seguito alcune giuste riflessioni sulla scuola …
Ma la scuola come sviluppa la creatività? Sebbene negli ultimi anni la parola creatività è stata inflazionata, nel mondo della scuola pare essere ancora un tabù. La creatività dà una visione di insieme tipica del pensiero di molti dislessici, mentre il sistema educativo attuale è focalizzato sulla parcellizzazione del sapere. Manca la capacità di sintesi. Se non raggiungi un certo voto in una certa materia, allora significa che non puoi andare avanti. La scuola dunque dedica poco tempo a incoraggiare le personalità autonome e a riconoscerne il potenziale.
Le prossime righe mi danno un senso di soddisfazione e di grande respiro, la mia piccola rivincita sui “secchioni”
E perché gli studenti «secchioni», nonostante abbiano un curriculum invidiabile, spesso non sono all’altezza delle aspettative? Perché non hanno imparato a gestire rischi, incertezze e problemi complessi, sono persone che non sanno improvvisare né immedesimarsi.
E adesso veniamo ad alcune bacchettate agli insegnanti:
Quando gli è stato chiesto di valutare i loro studenti tramite una serie di misure della personalità, tra cui «individualista», «ricerca del rischio» e «rispetto dell’autorità» è emerso che i tratti più strettamente connessi al pensiero creativo erano significativamente legati agli alunni «meno graditi» dai professori stessi. I ricercatori hanno osservato che le decisioni legate «all’alunno prediletto» sono correlate negativamente con la creatività, mentre i giudizi legati agli alunni «meno amati» sono significativamente correlati alla creatività! (Torrance, Goffi e Sotterfield, 1998). Quello che rende sospettosi gli insegnanti è che, dal momento che non tutte le idee divergenti sono originali e di valore (possono essere anche stravaganti e sciocche), il bambino stia soltanto «facendo il furbo». Sfortunatamente (o fortunatamente) la creatività è una cosa imprevedibile e noi non possiamo pretendere che si estrinsechi sempre in una forma adatta alle circostanze del momento.
Parto dalla considerazione che per un’insegnante è complesso sostenere fino anche a 30 personalità diverse in una sola classe. La naturale soluzione a questo tipo di classi enormi è cercare degli schemi e delle regole in cui tutti devono rientrare. Ovviamente chi ne fa le spese è il bambino dislessico, che pensa e apprende diversamente, il bambino iperattivo, che non riesce a stare fermo, il bambino plus dotato, che si annoia durante la lezione. Chiaramente l’insegnante farà simpatia con gli alunni più rispettosi delle regole. Il mio consiglio è quello di non prendere mai le parti di nessuno, è sufficiente ascoltarsi tra insegnanti, bambini e genitori, per capire dove sta il problema. Molto spesso ci facciamo un’idea personale della situazione senza essere pronti a considerare il punto di tutti gli interessati. Link di acquisto >>> le aquile sono nate per volare <<< La comunicazione è la base della comprensione. Le aquile sono nate per volare #1 Le aquile sono nate per volare #2 Le aquile sono nate per volare #3 a presto Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

Le aquile sono nate per volare : “il cervello alla rovescia”

Nel cervello del dislessico il cervello è più attivo del normale, questo alcune difficoltà nella lettura…

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Le aquile sono nate per volare – recensione libro Dislessia

La dislessia dal punto di vista dell’asino

“Le aquile sono nate per volare” di Rossella Grenci è stato uno dei primi libri che mi ha aperto le conoscenze sul mondo della Dislessia e DSA Se anche a te interessa l’argomento ti consiglio vivamente di leggerlo perché agli spunti teorici interessanti, offre un punto di vista anche sul comportamento del Dislessico. In questo libro ho ritrovato molto di me. Mi ha trasmesso molta grinta! “Non sono solo, ce la posso fare” Mi piacerebbe proporvi una serie di recensioni con i contenuti che ho trovato più interessanti Iniziamo con la parola Ciuccio, spesso usata contro noi DSA e vediamo cosa scrive Rossella Grenci
In montagna, quando un contadino deve fare un percorso sconosciuto, con sentieri non battuti da tempo, si affida all’asino, o al mulo. La saggezza del contadino montanaro consiglia di stare dietro al mulo, di seguirne tutti i giri apparentemente inutili, e di non domandarsi se non sia più semplice tagliare diritto, per scorciatoie. Il contadino e il montanaro sanno che l’asino legge il terreno meglio dell’uomo, e la strada che percorre sarà solida, non franerà sotto i pesi di un trasporto. In questo modo, il percorso si snoda tortuoso, rispettando il terreno e le piante, sviluppandosi su una realtà complessa che non ne viene stravolta. L’obiettivo viene raggiunto, ma ad esso non vengono sacrificate le caratteristiche dell’ambiente.”
Prendendo esempio dall’Asino e il contadino, potremmo trovare spunto per una didattica capovolta, dove l’insegnante prende spunto dalla caratteristiche cognitivo di ogni bambino per fornire ad esso le condizioni di apprendimento favorevoli Cito alcuni degli indizi che mi hanno fatto capire di essere Dislessico
“Ci sono bambini che possono avere difficoltà nella lettura, nell’ortografia, nel fare i calcoli o ricordare a memoria le tabelline, oppure nelle cose più banali, come leggere l’orologio o allacciarsi le scarpe. Possono avere difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, a seguire delle indicazioni, a tenere a mente delle informazioni, a concentrarsi.”
Mi sono ritrovato perfettamente in questa descrizione e spesso rientra in tutti i casi di DSA. Avevo grande difficoltà nel memorizzare le tabelline Per non parlare dell’ortografia illeggibile Ricordo perfettamente che avevo una grande difficoltà a distinguere  la destra e la sinistra, Spesso scambiavo i nomi delle persone, dicevo di avere caldo invece che freddo, e facevo fatica ad imparare la procedura di allacciare le scarpe che in effetti ho imparato molto tardi Veniamo ad un tema spesso molto affrontato in ambito DSA: La creatività
“Il processo creativo può essere diviso in due fasi: l’esplorazione e l’applicazione. Nella fase esplorativa, si generano e si elaborano idee nuove, si stabiliscono nessi, si ricercano schemi insoliti. Si immagina e si lasciano maturare le idee. Nella fase applicativa, si valutano e si mettono in pratica le idee, si prova se sono applicabili. Gardner asserisce che al principio, per un individuo, la cosa più importante è percepire una sorta di sintonia emotiva con qualcosa, cioè la creatività scaturirebbe da un’ affinità; è come innamorarsi.”
e’ interessante come il processo creativo di una nuova idea, assorba completamente il tempo e lo spazio. Quando una nuova intuizione ti appare nella mente, ti costringe a fare qualcosa, a prodigarti per essa, ad innamorarti di essa.
  • C’è un lato positivo, che è quello che ti porta ad approfondire le cose in brevissimo tempo e quindi a diventare bravo in quello che hai in mente.
  • il lato negativo è che l’innamoramento prima o poi, finisce
Vi lascio il link di un video che parla di questa caratteristica definita personalità multipotenziale.
“Le persone creative spesso sono anticonformiste perché vedono il mondo circostante con una visuale unica.”
 Infatti, non sono io a dirlo; le persone che mi circondano, mi trovano un pò fuori dagli schemi.
“Inoltre, la possibilità di essere liberi da preconcetti, tipica delle persone che hanno avuto un’istruzione «irregolare», può essere un fattore predisponente alla creatività. Il commento di Albert Einstein all’idea geniale di Faraday: «Questa scoperta fu un’audace creazione mentale che dobbiamo in massima parte al fatto che Faraday non andò mai a scuola, conservando così intatto il raro dono del pensiero libero». George Bernard Shaw ha detto: «L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo; quello irragionevole si ostina a cercare di adattare il mondo a se stesso. In ogni modo, tutti i progressi dipendono dall’uomo irragionevole».”
Ecco lo ammetto, sono invidioso di Faraday! Lo dicevo sempre anche da piccolo “se trovo chi ha inventato la scuola, lo ammazzo, e se non è morto lo uccido di nuovo” Limitare la creatività di un bambino è come costringere un uccello a camminare, il titolo del libro calza a pennello “le aquile sono nate per volare”.
un elemento cruciale per un bambino per coltivare la creatività è il tempo. La cultura della fretta, tipica dei nostri giorni, pone fine a quei processi creativi che abbisognano di un tempo illimitato per essere esplorati. Fu proprio Edison che imparò tante cose in modo diretto nell’adolescenza, che quando compì i 22 anni aveva già perfezionato la telescrivente universale di listini di borsa e l’aveva venduta alla Western Union per 40.000 dollari! Una caratteristica interessante della risoluzione creativa di problemi è l’errore, dal quale poter imparare. Qui i dislessici sembrano essere avvantaggiati perché più abituati a commettere degli errori.
Ovviamente questo vale per i dislessici che hanno potuto sbagliare senza essere penalizzati.
“Un altro modo di aiuto alla creatività viene dagli insegnamenti di madre natura; l’osservazione acuta di essa ha portato famosi scienziati a fare scoperte sorprendenti.”
Ho sempre osservato in me una profonda attrazione verso la natura, la sua energia mi riempie e mi fa stare bene, nella natura riesco a ritrovare il vero senso della vita. Adesso veniamo a concetti più nobili e cioè a quello che secondo me è il momento fondamentale di crescita nella vita di un individuo:
“Al momento della nascita e poi per tutta l’infanzia, il cervello ha molti più neuroni che nell’età adulta. Verso la pubertà, esso intraprende un processo cosiddetto di «potatura», nel corso del quale milioni di connessioni neurologiche muoiono mentre altre sono stabilite nei circuiti che saranno conservati per tutta la vita.”
ognuno di noi, ha un grande potenziale alla nascita, poi con il passare del tempo, fino alla pubertà, il cervello elimina tutto quello che non serve Per concludere in bellezza vi lascio al nostro amico dislessico Einstein:
“Albert Einstein, ammettendo l’importanza dell’immaginazione visiva nel pensiero scientifico, ha scritto: Non mi sembra che le parole o il linguaggio, scritto e parlato, abbiano alcun ruolo nel meccanismo del mio pensiero; le entità fisiche che sembrano servire come elementi nel pensiero, sono un certo tipo di simboli e delle immagini più o meno chiare che possono essere volontariamente riprodotte e combinate… lo sono più di un artista che disegna liberamente sulla mia immaginazione. Quando mi interrogo sul mio modo di pensare, arrivo subito alla conclusione che il dono della fantasia ha significato molto di più per me, che non il talento per l’interessante conoscenza concreta… La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo.
Link di acquisto >>> le aquile sono nate per volare <<< Concludo qui uno dei miei viaggi nel mondo della dislessia. alla prossima Le aquile sono nate per volare #2 Le aquile sono nate per volare #3 Le aquile sono nate per volare #4 Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe