Le aquile sono nate per volare #1 : “il ciuccio dislessico”

La dislessia dal punto di vista dell’asino

Link di acquisto >>> le aquile sono nate per volare <<<Questo libro di Rossella Grenci apre le porte alla conoscenza sulla dislessia in maniera dettagliata, piena di teorie e riferimenti scientifici, ma soprattutto pieno di elementi pratici e quindi di esempi di personaggi famosi della storia che hanno “usato” la dislessia come terzo occhio sul mondo.

Il libro è affascinante, mi ha messo grinta, mi spinge in avanti, ed alcuni stralci del libro mi hanno fatto riflettere.

Dunque farò come piace a me, incollo pezzi di libro e ci aggiungo le mie riflessioni.

Siccome “odio leggere” e questo libro è lunghetto e pieno di contenuti interessanti, dividerò la mia recensione in più puntate, questa è la n. #1, come potete vedere nel titolo.

Iniziamo dal “ciuccio”, che in realtà ciuccio non è, come leggerete dalle prossime righe :).

“In montagna, quando un contadino deve fare un percorso sconosciuto, con sentieri non battuti da tempo, si affida all’asino, o al mulo. La saggezza del contadino montanaro consiglia di stare dietro al mulo, di seguirne tutti i giri apparentemente inutili, e di non domandarsi se non sia più semplice tagliare diritto, per scorciatoie. Il contadino e il montanaro sanno che l’asino legge il terreno meglio dell’uomo, e la strada che percorre sarà solida, non franerà sotto i pesi di un trasporto. In questo modo, il percorso si snoda tortuoso, rispettando il terreno e le piante, sviluppandosi su una realtà complessa che non ne viene stravolta. L’obiettivo viene raggiunto, ma ad esso non vengono sacrificate le caratteristiche dell’ambiente.”

Ecco appunto…. se gli insegnanti avessero almeno la metà del buon senso del contadino, saremmo a cavallo (scusate il gioco di parole :D).

Non vuol’essere una polemica, ma soltanto un consiglio per chi si occupa di bambini dislessici: “non ditegli voi la strada da prendere! cercate di seguire le strade che lui sceglie”.

Certo all’inizio non sarà affatto facile trovare un collegamento tra la lezione di storia “ics” e i reali interessi del bambino, ma basta farsi aiutare da lui :).

Adesso andrò un pò più sul personale, e cioè a quegli indizi che mi hanno confermato di essere dislessico:

“Ci sono bambini che possono avere difficoltà nella lettura, nell’ortografia, nel fare i calcoli o ricordare a memoria le tabelline, oppure nelle cose più banali, come leggere l’orologio o allacciarsi le scarpe. Possono avere difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, a seguire delle indicazioni, a tenere a mente delle informazioni, a concentrarsi.”

Ci prende in pieno su tutto.

Ricordo bene che oltre alle tabelline, l’ortografia (da piccolo pensavo che la mia ortografia incomprensibile, fosse dovuto al fatto di avere un padre medico), e tutto ciò che concerne la scuola, avevo difficoltà con la destra e la sinistra, scambiavo i nomi delle persone, scambiavo caldo e freddo, una delle mie più grandi difficoltà era di allacciarmi le scarpe, ma soprattutto di trovare le scarpe:

io: “Maaaa!! Le scarpeee?!?!” (urlavo: “mamma dove sono le scarpe?”).

mamma: “e vedi! li staranno! in camera tua!”

io: “non ci sono, ho vistoooo!!”

mamma: “adesso se vengo li e le trovo poverattte” 😀

Morale della favola, le scarpe erano a vista, ma io non so per quale motivo non le vedevo :D.

Quando mia madre racconta questo aneddoto a qualcuno, ci ridiamo su, e lei alla fine del racconto dice: “L tnev ddà!, sott all pid!” (traduzione barese-italiano: le aveva proprio li!, sotto i suoi piedi :D).

Adesso torniamo seri ‘.’ e parliamo della creatività:

“Il processo creativo può essere diviso in due fasi: l’esplorazione e l’applicazione. Nella fase esplorativa, si generano e si elaborano idee nuove, si stabiliscono nessi, si ricercano schemi insoliti. Si immagina e si lasciano maturare le idee. Nella fase applicativa, si valutano e si mettono in pratica le idee, si prova se sono applicabili. Gardner asserisce che al principio, per un individuo, la cosa più importante è percepire una sorta di sintonia emotiva con qualcosa, cioè la creatività scaturirebbe da un’ affinità; è come innamorarsi.”

“È come innamorarsi” 

Esattamente, è proprio come innamorarsi, è pazzesco come una nuova idea ti prenda e ti assorba completamente, come se tutto il resto non esistesse.

Quando una nuova intuizione ti appare nella mente, ti costringe a fare qualcosa, a prodigarti per essa, ad innamorarti di essa.

  • C’è un lato positivo, che è quello che ti porta ad approfondire le cose in brevissimo tempo e quindi a diventare bravo in quello che hai in mente.
  • il lato negativo è che l’innamoramento finisce, si consuma, diversamente dall’amore che non finisce mai.

Vi lascio il link di un video che parla di questa caratteristica definita personalità multipotenziale.

“Le persone creative spesso sono anticonformiste perché vedono il mondo circostante con una visuale unica.” Infatti, non sono io a dirlo; le persone che mi circondano, mi trovano un pò fuori dagli schemi. Per me è positivo, perché adoro il mio essere, per gli altri è un problema, perché spesso restano spiazzati di fronte ai miei comportamenti.

“Inoltre, la possibilità di essere liberi da preconcetti, tipica delle persone che hanno avuto un’istruzione «irregolare», può essere un fattore predisponente alla creatività. Il commento di Albert Einstein all’idea geniale di Faraday: «Questa scoperta fu un’audace creazione mentale che dobbiamo in massima parte al fatto che Faraday non andò mai a scuola, conservando così intatto il raro dono del pensiero libero». George Bernard Shaw ha detto: «L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo; quello irragionevole si ostina a cercare di adattare il mondo a se stesso. In ogni modo, tutti i progressi dipendono dall’uomo irragionevole».”

Ecco lo ammetto, sono invidioso di Faraday!

Lo dicevo sempre anche da piccolo “se trovo chi ha inventato la scuola, lo ammazzo, e se non è morto lo uccido di nuovo”

Avrei tanto voluto essere “scolasticamente ignorante”, per liberare la mia creatività dislessica.

Limitare la creatività di un bambino è come costringere un uccello a camminare, il titolo del libro calza a pennello “le aquile sono nate per volare”.

“Appiccico” altre frasi del libro sulla creatività che ho trovato interessanti:

“Infatti, un elemento cruciale per un bambino per coltivare la creatività è il tempo. La cultura della fretta, tipica dei nostri giorni, pone fine a quei processi creativi che abbisognano di un tempo illimitato per essere esplorati.”

“Fu proprio Edison che imparò tante cose in modo diretto nell’adolescenza, che quando compì i 22 anni aveva già perfezionato la telescrivente universale di listini di borsa e l’aveva venduta alla Western Union per 40.000 dollari!”

“Una caratteristica interessante della risoluzione creativa di problemi è l’errore, dal quale poter imparare. Qui i dislessici sembrano essere avvantaggiati perché più abituati a commettere degli errori.” Ovviamente questo vale per i dislessici che hanno potuto sbagliare senza essere penalizzati.

E ritorniamo ad uno dei concetti che mi sta più a cuore e a cui ho dedicato più tempo nella mia vita da bambino. Per fortuna oltre alla scuola, avevo un giardino con un nutrito numero di animali, tra volatili, tartarughe, conigli …. Devo dire che è stata la mia salvezza! il mio rifugio! infatti :

“Un altro modo di aiuto alla creatività viene dagli insegnamenti di madre natura; l’osservazione acuta di essa ha portato famosi scienziati a fare scoperte sorprendenti.”

Non è che io abbia fatto scoperte sorprendenti, però c’è proprio una naturale attrazione da parte mia verso la natura! Amo osservare la natura! È stimolante, e si scoprono tante cose nuove affascinanti.

Adesso veniamo a concetti più nobili e cioè a quello che secondo me è il momento fondamentale di crescita nella vita di un individuo:

“Al momento della nascita e poi per tutta l’infanzia, il cervello ha molti più neuroni che nell’età adulta. Verso la pubertà, esso intraprende un processo cosiddetto di «potatura», nel corso del quale milioni di connessioni neurologiche muoiono mentre altre sono stabilite nei circuiti che saranno conservati per tutta la vita.”

In pratica, vuol dire che ognuno di noi, ha un grande potenziale alla nascita, poi con il passare del tempo, fino alla pubertà, il cervello ELIMINA tutto quello che non serve!

Cosa non serve? ma guarda un pò, non serve quello che alla SOCIETA’ non serve! bella fregatura eh?!?! (lascio a voi le vostre considerazioni sulla scuola, creatrice di cervelli standard).

Per concludere in bellezza vi lascio al nostro amico dislessico Einstein:

“Albert Einstein, ammettendo l’importanza dell’immaginazione visiva nel pensiero scientifico, ha scritto: Non mi sembra che le parole o il linguaggio, scritto e parlato, abbiano alcun ruolo nel meccanismo del mio pensiero; le entità fisiche che sembrano servire come elementi nel pensiero, sono un certo tipo di simboli e delle immagini più o meno chiare che possono essere volontariamente riprodotte e combinate… lo sono più di un artista che disegna liberamente sulla mia immaginazione. Quando mi interrogo sul mio modo di pensare, arrivo subito alla conclusione che il dono della fantasia ha significato molto di più per me, che non il talento per l’interessante conoscenza concreta… La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo.

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Concludo qui uno dei miei viaggi nel mondo della dislessia.

alla prossima

Le aquile sono nate per volare #2

Le aquile sono nate per volare #3

Le aquile sono nate per volare #4

Benny

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