Le aquile sono nate per volare : “il cervello alla rovescia”

Nel cervello del dislessico il cervello è più attivo del normale, questo alcune difficoltà nella lettura…

img_6948 Trovo questo libro meraviglioso, perché chiarisce tanti elementi interessanti sulla dislessia, in modo semplice e scientifico. Vorrei iniziare l’articolo parlando dell’immagine che vedete sopra.  Questa immagine rappresenta delle fette di cervello di una persona che legge; le macchie bianche sono le “attivazioni” durante la lettura. Guardiamo solo la prima e l’ultima immagine. L’area che si dovrebbe attivare durante lettura, è quella cerchiata nella prima figura (cervello del lettore normale). Quell’area del cervello, ci da la possibilità di riconoscere le lettere in automatico e di classificarle come “simboli”. Guardate cosa accade nell’ultima immagine. Quando legge un dislessico abile lettore (esistono anche dislessici che leggo bene, ma in automatico) si attiva l’area dell’immaginazione, Il dislessico, percepisce le lettere come immagini, e non come insieme di simboli. Andiamo avanti con la scansione del libro, da cui ho preso dei pezzi per me interessanti. In corsivo, ci sono le parti che ho preso dal libro, sotto ad ognuna metterò il mio commento:
“Lo stesso Geschwind sconvolse l’auditorio durante l’ Orton Dyslexia Society nel 1982, quando rimarcò che «la dislessia è la patologia della superiorità». E ancora, Geschwind (1984) sottolinea spesso che la diversità delle doti e dei deficit che ereditiamo contribuisce alla costruzione di una società in grado di soddisfare i vari bisogni di tutti.”
Ognuno di noi ha la sua funzione nel mondo. I dislessici sono una minoranza, e costretti a seguire metodi didattici inadatti. Le nostre qualità rimangono inespresse, ma si mettono in risalto le nostre difficoltà. Se potessimo ipotizzare una società con una maggioranza di dislessici, le scuole sarebbero basate sull’esperienza diretta, sulla prova empirica, sull’immaginazione e sulla creatività. Niente lettere e niente numeri, in questo casa sarebbero i non dislessici ad avere difficoltà. Adesso parliamo dell’associazione trovata tra disturbi di attenzione/iperattività e dislessia:
“Molti di questi bambini presentano anche un deficit di attenzione associato a iperattività, per cui si è messo in correlazione il talento mostrato e tali disordini; tale correlazione è possibile che sia stata ipotizzata a causa della somiglianza di alcune caratteristiche fra i due gruppi di soggetti, specialmente quando un bambino dotato reagisce all’inadeguatezza dell’insegnamento e perciò mostra tale comportamento”
Cosa dovrebbe fare un bambino dislessico durante una lezione di italiano, di scienze, di matematica, dove di immaginazione non si parla affatto? “pensare ad altro” e quindi distrarsi. Essere costretti alla sedia quando l’immaginazione è in movimento diventa una tortura. È difficile restare fermi.  A questo punto del libro è molto interessante leggere alcune delle caratteristiche dei dislessici, vi risulterà molto interessante:
  • Vocabolario ricco e abilità nel comporre scritti: ci sono molti scrittori dislessici che, nonostante abbiano problemi ortografici, hanno prodotto trame di romanzi meravigliosi. La stessa cosa per i politici dislessici quando si trovano di fronte al compito di scrivere un discorso.
Modestamente ho scritto “l bambino dimenticato” un libro che ha avuto il suo discreto successo 😀
  • “Sofisticato senso dell’humor: molti dislessici diventano i clown della classe per mimare i loro fallimenti scolastici (la cantante Cher fu definita proprio «Class Clown», perché si mostrava ridicola agli occhi dei suoi compagni di classe a causa delle sue difficoltà nella lettura, scrittura e in matematica).”
Uno dote che non conoscevo e che ho scoperto con mia grande sorpresa durante durante i convegni. Mentre parlo in pubblico, spontaneamente riesco ad essere autoironico oltre che possedere una buona capacità improvvisativa, infatti non preparo mai un discorso. Ironia e improvvisazione sono sicuramente due capacità che non conoscevo di me e che ho scoperto solo dopo la fine degli studi.
  • “Immaginazione e creatività: molti dislessici possono manipolare le immagini nella loro mente, così come hanno fatto Faraday e Einstein, o architetti, ingegneri, scultori, come Auguste Rodin, Ronald Davis e Leonardo da Vinci. Pensando per immagini e non per parole, il cervello umano può manipolare le immagini migliaia di volte più velocemente delle parole, per cui sono pensatori veloci.”
  • “Intuizione: imparano più dall’esperienza e dalla pratica che dall’insegnamento in classe. Buona abilità di risolvere o di trovare la soluzione ai problemi: questo perché la loro visione delle cose non è limitata da preconcetti.”
Ho studiato per (5 di elementari, 3 di medie, 5+1 di liceo, 5+6 di università) 25 anni! Insomma ho imparato molto molto molto di più osservando la natura, che a scuola!
  • Comprensione di sistemi complessi: essendo molto sensibili ai modelli spaziali: molti dislessici riescono a usare facilmente l’interfaccia grafica del computer, il mouse e la tastiera.
“Ronald Davis, nel suo libro, Il dono della dislessia, afferma che la genialità del dislessico non è tale a dispetto della dislessia, ma grazie ad essa: «La stessa funzione mentale che crea la genialità, crea anche i loro problemi. Non tutti i dislessici sviluppano gli stessi doni, ma tutti hanno alcune caratteristiche comuni» (Davis, 1998, p. 62). Tali caratteristiche se non verranno represse, sminuite o distrutte dai genitori o dalla scuola, si tradurranno in due qualità: intelligenza superiore alla media e capacità creative straordinarie”
Questo è un punto fondamentale. Abbiamo capito il modo di ragionare comune dei dislessici, fatto ad immagini. Purtroppo questo potenziale rimane inespresso a causa di condizioni difficili a scuola e a casa. Ho sempre pensato di essere “strano”, “diverso”, alcuni mi dicono “speciale”. Ma per troppi anni sono stato soffocato. Adesso sto cercando di rimettere in moto le mie abilità.
“È utile ricordare che per 400 o 500 anni le nostre scuole e università hanno sviluppato, essenzialmente, le abilità di uno scrivano medioevale: lettura, scrittura, fare di conto, memorizzare testi e sviluppare argomenti verbalmente. Oggi stiamo accedendo a una nuova era dove ci sarà richiesto di sviluppare un differente gruppo di talenti di tipo visuale e le abilità di un pensatore visuale del Rinascimento come Leonardo da Vinci, più che quelle di un impiegato, uno scolaro o un professore del Medioevo. In un futuro non molto lontano, le macchine saranno i migliori impiegati. Di conseguenza, dobbiamo imparare a sviluppare in maniera chiara i talenti umani, con la probabilità che essi sviluppino un grande intuito e più ampie capacità integrative associate con i modi di pensare visuo-spaziali. È tempo di adoperare questi nuovi strumenti per sviluppare pienamente la strategia visiva e renderla parte della nostra cultura, bilanciando le due strategie (visiva e non). Questo sarà il cambiamento importante alle fondamenta della cultura dell’umanità per lungo tempo. E siamo solo all’inizio!”
Le aquile sono nate per volare #1 Le aquile sono nate per volare #3 Le aquile sono nate per volare #4 Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

3 pensieri riguardo “Le aquile sono nate per volare : “il cervello alla rovescia””

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