Le aquile sono nate per volare #2 : “il cervello alla rovescia”

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Trovo questo libro meraviglioso, perché chiarisce tanti elementi interessanti sulla dislessia, in modo semplice e scientifico.

Vorrei iniziare l’articolo parlando dell’immagine che vedete sopra

Questa immagine rappresenta delle fette di cervello di una persona che legge; le macchie bianche sono le “attivazioni” durante la lettura.

Guardiamo solo la prima e l’ultima immagine.

L’area che si dovrebbe attivare durante lettura, è quella cerchiata nella prima figura (cervello del lettore normale).

Quell’area del cervello, ci da la possibilità di riconoscere le lettere in automatico e di classificarle come “simboli”.

Invece, guardate cosa accade nell’ultima immagine. Quando legge un dislessico abile lettore (esistono anche dislessici che leggo bene, ma in automatico) si attiva l’area dell’immaginazione, quella cerchiata nell’ultima immagine, in pratica, noi le lettere le percepiamo come immagini, e non come insieme di simboli.

Andiamo avanti con la scansione del libro, da cui ho preso dei pezzi per me interessanti. In corsivo, ci sono le parti che ho preso dal libro, sotto ad ognuna metterò il mio commento:

“Lo stesso Geschwind sconvolse l’auditorio durante l’ Orton Dyslexia Society nel 1982, quando rimarcò che «la dislessia è la patologia della superiorità». E ancora, Geschwind (1984) sottolinea spesso che la diversità delle doti e dei deficit che ereditiamo contribuisce alla costruzione di una società in grado di soddisfare i vari bisogni di tutti.”

Vi assicuro che se esistiamo, c’è un preciso motivo, la società ha bisogno della nostra creatività, delle nostre emozioni, del nostro “punto di vista”.

Il problema è che noi dislessici siamo la minoranza, e siamo costretti a seguire i metodi di insegnamento classici che ci impone la società basata sull’istruzione letteraria, quindi le nostre qualità rimangono inespresse, ma si mettono in risalto le nostre difficoltà.

Parlerei proprio di paradosso, pensate una società con una maggioranza di dislessici, quanta fatica farebbe un cervello letterario a scuola.

Se potessi ipotizzare, in una società con una maggioranza di dislessici, le scuole sarebbero basate sull’esperienza diretta, sulla prova empirica, sull’immaginazione e sulla creatività. Niente lettere e niente numeri, la prima cosa che mi viene da pensare è che un cervello non dislessico sarebbe spaesato, senza punti di riferimento.

Adesso parliamo dell’associazione trovata tra disturbi di attenzione/iperattività e dislessia:

“Molti di questi bambini presentano anche un deficit di attenzione associato a iperattività, per cui si è messo in correlazione il talento mostrato e tali disordini; tale correlazione è possibile che sia stata ipotizzata a causa della somiglianza di alcune caratteristiche fra i due gruppi di soggetti, specialmente quando un bambino dotato reagisce all’inadeguatezza dell’insegnamento e perciò mostra tale comportamento”

Secondo me non c’è niente di più vero. Cosa dovrebbe fare un bambino dislessico durante una lezione di italiano, di scienze, di matematica, dove di immaginazione non si parla affatto?

La prima cosa che mi viene in mente è “pensare ad altro” e quindi distrarsi.

Però si è costretti alla sedia.

Ovviamente se l’immaginazione parte, anche il corpo vuole partire.

È difficile restare fermi.

Nel mio caso, scatenavo la frustrazione durante la ricreazione.

Come un uragano mi scagliavo sui compagni/e e spesso mangiavo anche gli avanzi da terra. 😀

 A questo punto del libro è molto interessante leggere alcune delle caratteristiche assoggettate ai dislessici, vi risulterà molto interessante:

  • “Vocabolario ricco e abilità nel comporre scritti: ci sono molti scrittori dislessici che, nonostante abbiano problemi ortografici, hanno prodotto trame di romanzi meravigliosi. La stessa cosa per i politici dislessici quando si trovano di fronte al compito di scrivere un discorso.”

Ho notato che spesso ho l’abitudine di giocare con le parole, immaginare le parole in mente e scomporle, cambiare delle lettere, e farle diventare parole con tutt’altro significato. esiste anche la capacità di “inventare nuove parole“, sembrerà strano, ma a volte mi vengono in mente parole che raffigurano “meglio” quello che sto immaginando. E poi c’è da dire che è molto più facile creare storie attraverso le immagini mentali, è tutto molto più autogestibile.

  • “Sofisticato senso dell’humor: molti dislessici diventano i clown della classe per mimare i loro fallimenti scolastici (la cantante Cher fu definita proprio «Class Clown», perché si mostrava ridicola agli occhi dei suoi compagni di classe a causa delle sue difficoltà nella lettura, scrittura e in matematica).”

A proposito di questo ho scritto un articolo “il clown dislessico in classe”.

Quella del clown è stata una mia scelta. Non avevo voglia di deprimermi per i miei insuccessi scolastici. E quindi attiravo l’attenzione con le mie stravaganze.

  • “Immaginazione e creatività: molti dislessici possono manipolare le immagini nella loro mente, così come hanno fatto Faraday e Einstein, o architetti, ingegneri, scultori, come Auguste Rodin, Ronald Davis e Leonardo da Vinci. Pensando per immagini e non per parole, il cervello umano può manipolare le immagini migliaia di volte più velocemente delle parole, per cui sono pensatori veloci.”

Esatto, è molto semplice, spesso, quando mi viene una nuova idea, costruisco tutto direttamente in mente, mi è capitato più di una volta di prendere appunti scrivendo su un foglio, sapete cosa succede? scompare tutto! meglio non farlo! Costruite i progetti tutti interi nella vostra mente dall’inizio alla fine. Solo dopo li potete scrivere.

  • “Intuizione: imparano più dall’esperienza e dalla pratica che dall’insegnamento in classe. Buona abilità di risolvere o di trovare la soluzione ai problemi: questo perché la loro visione delle cose non è limitata da preconcetti.”

Questo è un classico! E posso confermarlo per esperienza, vi faccio da cavia.

Ho studiato per (5 di elementari, 3 di medie, 5+1 di liceo, 5+6 di università) 25 anni! Insomma ho imparato molto molto molto di più osservando la natura, che a scuola!

  • Comprensione di sistemi complessi: essendo molto sensibili ai modelli spaziali: molti dislessici riescono a usare facilmente l’interfaccia grafica del computer, il mouse e la tastiera.

A volte mi sorprendo di quello che riesco a fare al pc, lo trovo molto intuitivo.

Se devo risolvere un problema al pc, faccio prima “mente locale” su qual’è la strada che porta al problema e poi lo vado a risolvere.

In pratica esamino le diverse possibilità a mente e poi scelgo la più plausibile.

Oltre al fatto che ho un forte senso dell’orientamento.

A questo proposito ho scritto un articolo: il cervello google maps

Ho sempre la visuale di una mappa mentale dall’alto (tipo google maps) che mi rende tutto più semplice.

“Ronald Davis, nel suo libro, Il dono della dislessia, afferma che la genialità del dislessico non è tale a dispetto della dislessia, ma grazie ad essa: «La stessa funzione mentale che crea la genialità, crea anche i loro problemi. Non tutti i dislessici sviluppano gli stessi doni, ma tutti hanno alcune caratteristiche comuni» (Davis, 1998, p. 62). Tali caratteristiche se non verranno represse, sminuite o distrutte dai genitori o dalla scuola, si tradurranno in due qualità: intelligenza superiore alla media e capacità creative straordinarie”

Geniale Ronald Davis, non so chi sia ma mi piace! Questo è un punto fondamentale. Abbiamo capito il modo di ragionare comune dei dislessici, fatto ad immagini.

C’è un solo problema, che questo potenziale può rimanere inespresso a causa di condizioni difficili a scuola e a casa, in pratica ti prendono per deficiente.

Come è successo a me, ho sempre pensato di essere “strano”, “diverso”, alcuni mi dicono “speciale“. Ma per troppi anni sono stato soffocato. Adesso sto cercando di rimettere in moto le mie abilità.

Adesso passiamo ad aspetti medici interessanti che pare siano legati alla dislessia:

“L’alta percentuale di allergie nei soggetti dislessici è stata evidenziata anche dalle ricerche di Geschwind e Galaburda (1987), che collegano questi risultati alla presenza di alti livelli di testosterone. Questi studiosi hanno anche dimostrato che le abilità spaziali sono legate al sesso, visto che i soggetti maschili esaminati mostravano alti livelli di testosterone.”

Questo non lo sapevo, infatti io da piccolo soffrivo di allergia ed asma bronchiale.

Il puzzle prende sempre più forma.

Adesso un concetto da FICCARSI BENE IN TESTA:

“È utile ricordare che per 400 o 500 anni le nostre scuole e università hanno sviluppato, essenzialmente, le abilità di uno scrivano medioevale: lettura, scrittura, fare di conto, memorizzare testi e sviluppare argomenti verbalmente. Oggi stiamo accedendo a una nuova era dove ci sarà richiesto di sviluppare un differente gruppo di talenti di tipo visuale e le abilità di un pensatore visuale del Rinascimento come Leonardo da Vinci, più che quelle di un impiegato, uno scolaro o un professore del Medioevo. In un futuro non molto lontano, le macchine saranno i migliori impiegati. Di conseguenza, dobbiamo imparare a sviluppare in maniera chiara i talenti umani, con la probabilità che essi sviluppino un grande intuito e più ampie capacità integrative associate con i modi di pensare visuo-spaziali. È tempo di adoperare questi nuovi strumenti per sviluppare pienamente la strategia visiva e renderla parte della nostra cultura, bilanciando le due strategie (visiva e non). Questo sarà il cambiamento importante alle fondamenta della cultura dell’umanità per lungo tempo. E siamo solo all’inizio!”

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Grazie

Benny

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