Per i dislessici anche leggere le note diventa un problema

Nei DSA la lettura dello spartito può essere difficile, ma mostrano spiccate abilità compensative.

Vi chiederete: “ma la dislessia vale anche nella lettura della musica?”

la risposta è si!

Ho sentito non molto tempo fa l’intervista del cantante Mika, che ha confermato il mio dubbio. 

Da musicista mi sono chiesto perché fossi cosi lento a leggere le note.

È veramente faticoso leggere la musica per i dislessici. 

Per carità, con sforzo e allenamento costante si può migliorare, ma secondo me non ne vale la pena.

La lettura della musica sullo spartito non è molto diversa dalla lettura delle lettere. 

Le lettere sono simboli che corrispondono a un suono, esattamente come una nota scritta su uno spartito. 

Quindi c’è sempre lo stesso problema di codifica.

Quando facevo il musicista, non sapevo della connessione tra dislessia e musica, purtroppo l’ho scoperto solo dopo aver smesso di suonare.

Facevo molta fatica a leggere lo spartito, quindi il più delle volte imparavo i temi delle pezzi ad orecchio.

Ho scelto la musica Jazz perché amo improvvisare.

Per improvvisare correttamente ho studiato tantissimo scale, arpeggi, pentatoniche, insomma un bel pò di roba. 

Per fortuna la passione verso la musica mi ha agevolato il compito, passavo praticamente le giornate ad esercitarmi.

La mia carriera da musicista, non andò male, ricevetti un premio dalla scuola di musica, come allievo più studioso dell’anno. 

Fù un’emozione grandissima, abituato ad essere l’ultimo della classe a scuola, finalmente potevo essere il primo nella musica.

Questo dimostra che tutte le difficoltà si possono superare con la passione, purtroppo questo fattore manca nel sistema scolastico, dove tutto si basa sulla prestazione.

L’avventura della musica finì per motivi di studio, mi dovevo laureare in psicologia, e quindi dovevo andar via dalla mia città.

La difficoltà nel leggere le note aveva influito sul mio modo di studiare la musica.

Avevo imparato una strategia per memorizzare degli schemi sul manico della chitarra.

Questo mi ha portato a sbilanciare la mia parte creativa a favore della tecnica.

Oltre la tecnica, il miglior esercizio è quello di esercitare l’orecchio e le sensazioni.

Suonare attraverso di esse diventa il punto forte nei DSA.

è necessario collegare il nostro lato creativo alla musica, come in tutto quello che facciamo nella vita.

è questo il punto forte dei DSA: “la creatività”

Vi lascio con una lista di musicisti dislessici famosi tra quelli riconosciuti, ma sicuramente ce ne sono molti altri:

    • Mozart,
    • Beethoven, 
    • Tchaikovsk, 
    • Caruso; 
    • John Lennon; 
    • Cher; 
    • Robbie Williams; 
    • Mika; 
    • Britney Spears.

Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

 

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