HAI FATTO I COMPITI?!

Dislessia, compiti a casa e famiglia, non vanno proprio d’accordo.

Compiti a casa: una lotta per la sopravvivenza psicologica

Purtroppo i miei genitori non sapevano che fossi dislessico, quindi se la sono cavata come meglio hanno potuto.

La scena era sempre la stessa: tutto il pomeriggio a “fare i compiti” e non capirci nulla, totale confusione, poi tornava papà, e iniziava il momento del TERRORE.

La fatidica domanda era “hai fatto i compiti?!”

risposta: “si!” (bluffavo con la speranza che non mi chiedesse di vederli).

mio padre: “fammeli vedere!

In quel momento il terrore si estendeva a tutta la famiglia, perché si sapeva che da li a poco sarebbe successo il putiferio (a pensarci mi vien da ridere :D).

Ovviamente i compiti erano incompleti e mal fatti, per non parlare delle lezioni orali! :O. Ho odiato la storia come non mai! Infatti per me la storia non esiste 🙂 … è tanto bello vivere nel presente :P.

Vi risparmio i “cazziatoni” di mio padre e vi dico che in pratica passavo la sera a studiare, e  senza cena.

intendiamoci! mio padre non è cattivo :D, semplicemente non sapeva e non sapevamo tutti che tipo di difficoltà io avessi.

Venivo definito in vari modi “vivace, svogliato, pigro, sognatore“.

Potete ben capire cosa provi io oggi quando un dirigente scolastico (che non sa cos’è la dislessia), definisce una bambina dislessica cosi:

“No, ma lei è furbetta, aveva bisogno solo di una tirata di orecchie!”

(tratto da una storia vera di non più di un paio di mesi fa).

Da questo racconto vorrei trarre delle conclusioni da non dimenticare:

  • La scuola non è tutto, è solo una piccola parte della vita di un bambino.
  • costringere un bambino dislessico a studiare, non servirà assolutamente a niente, se non a renderlo più frustrato e arrabbiato. È utile invece, trasformare quello che c’è scritto sui libri in storie ordinarie, reali, più vicine agli interessi del bambino.
  • Andare a fondo sulle difficoltà dei vostri figli e non fermatevi alle prime impressioni e alle dicerie.
  • Non esistono bambini “ciucci”, al contrario esistono scuole dalle risorse limitate che includono i bambini che sanno leggere e scrivere bene ed escludono bambini creativi, con un apprendimento fatto di immagini ed esperienza sul campo.

Infatti il bambino dislessico impara più dall’esperienza diretta, che sui libri.

 

Benny Fera psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

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7 thoughts on “HAI FATTO I COMPITI?!”

  1. Si…sei stato chiaro e diretto. Inoltre hai evidenziato un aspetto molto importante la sovente incapacità di dirigenti e sistema scolastico di andare incontro alle diverse esigenze. Fornendo strumenti adeguati per ognuno, ciascun ragazzo è in grado di stare al passo con i programmi.

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  2. Bravissimo 😉 hai reso l’idea… E purtroppo ancora oggi ci sono casi assurdi… Passi ai miei e forse ai tuoi tempi… Ma oggi 😳 quando vengo a conoscenza di certe cose, mi sale una rabbia e un’infinita tristezza per le “vittime”

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