Ovviamente Panico

Ansia, attacchi di panico e pensieri ossessivi sono causati da uno scorretto modo di vedere noi stessi.

Ansia, attacchi di panico e pensieri ossessivi sono causati da uno scorretto modo di vedere noi stessi.

A volte diamo troppa importanza al giudizio degli altri, fino ad attaccarcelo addosso come un’etichetta.

Questa etichetta fornisce alla nostra mente pensieri negativi che ci fanno sentire inadeguati procurandoci ANSIA.

L’ansia nel tempo …. diventa PANICO.

Oggi vorrei raccontarvi la mia storia.

Un caso di una dislessia mai riconosciuta.

Insisto sulla parola OVVIO, perché come tra poco vi racconterò, non può essere altro che ovvio.

Partiamo dal principio:

La scuola elementare è stata difficile: difficoltà di lettura, di ortografia, di calcolo, ovviamente questa è solo la punta dell’iceberg, perché poi c’è la sensibilità della persona, cioè IO.

Ricordo perfettamente quella sensazione di confusione, era come un brutto sogno da cui non riuscivo a svegliarmi, in realtà era un incubo.

Mi chiedevo: “possibile che non ci capisco niente?”

….E penso che i miei genitori e gli insegnanti si chiedessero lo stesso 😀

Dalla scuola elementare ha cominciato a prendere forma la mia personalità.

Ovviamente timido, insicuro, timoroso e arrabbiato col mondo. Diretta conseguenza dei risultati scolastici.

All’inizio della scuola media avevo la speranza di iniziare per il meglio… ma niente da fare, era la stessa storia, tante difficoltà.

Mi sembrava come se il mondo andasse più veloce di me ed io mi sentivo perennemente indietro.

A quel punto alle scuole superiori decisi di dare poco conto alla scuola e di dedicarmi alle relazioni sentimentali. Almeno quelle davano un po’ di respiro alla mia autostima.

Certo non sono mancate le difficoltà scolastiche, infatti sono stato anche bocciato un anno.

La bocciatura è stato davvero un brutto momento, mi ricordo che nella famiglia si fece buio.

A quel punto non mi restava che scegliere tra smettere di studiare (sarebbe stata la scelta saggia) e continuare a studiare (PAZZO).

Ovviamente io ho scelto di continuare a studiare.

Volevo dimostrare a me stesso e agli altri che ce l’avrei fatta.

In realtà volevo anche capire che tipo di problemi avessi.

Diciamo che la scelta di continuare a studiare mi ha creato altri problemi.

Ovviamente, mi caricavo d’ansia prima degli esami, mi caricavo d’ansia prima di iniziare a studiare, fino a decidere che forse era meglio andare a ballare fino alle 6 di mattina piuttosto che studiare.

In pratica cercavo di scappare da una realtà che non era mia.

Le conseguenze sono ovvie: “attacchi di panico“.

Ad un certo punto il corpo e la mente si ribellano e ti dicono:

MA DOVE STAI ANDANDO?

Passai un brutto periodo di vero TERRORE.

  • paura di uscire di casa
  • paura di incontrare persone
  • paura di avere paura…

Mi curarono con i farmaci: “SCELTA PESSIMA”, perché non risolve il problema, ma semplicemente allevia i sintomi.

Dopo essere “guarito”, ritornai a studiare (pazzamente pazzo), però cominciai anche a lavorare.

Lavorare mi aiutò molto a credere in me stesso. Mi rendevo conto che ero molto capace.

Questa botta di autostima mi ha aiutato a laurearmi.

Ovviamente io consiglio a chi è dislessico, di continuare a studiare solo in funzione di una passione, altrimenti vi scavate una grande fossa.

Consiglio inoltre di non usare i farmaci per la cura degli attacchi di panico, per me è andata BENISSIMO la terapia cognitivo-comportamentale.

Ringrazio me stesso per aver deciso di combattere e non arrendermi.

Ringrazio la psicologia grazie alla quale ho capito che avevo solo sbagliato strada.

“Le conseguenze di una vita passata ad essere valutato male, ovviamente ti portano a valutarti male.”

“Si può cambiare, basta solo volerlo”

Il mio è solo un esempio di come si possano generare ansia, attacchi di panico e pensieri ossessivi.

Benny Fera psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

 

 

Annunci

10 thoughts on “Ovviamente Panico”

  1. Da insegnante posso dirti che prima di sedersi dietro ad una cattedra bisogna aver studiato,e non solo le materie che insegni ma soprattutto la pedagogia,psicologia e i vari problemi cognitivi o comportamentali che si incontrano nei bambini e nei ragazzi.Non puoi insegnare niente se prima non capisci e non aiuti chi hai davanti. Come dicevo anche alla nostra amica Sara quando insegnavo alle elementari mi é capitato qualche bambino che soffriva di dislessia:il problema più grande,in certi casi,é stato farlo capire ai genitori. Quando vedevo i bambini in difficoltà a leggere,scrivere o esprimersi li facevo disegnare. Io stessa disegnavo quello che spiegavo così capivano tutti e la lezione rimaneva più impressa anche agli altri. Finché i genitori capivano e si decidevano a far aiutare i figli.Anch’io sono contraria ai farmaci:i medici curano sempre il sintomo senza andare mai a fondo alla causa! Ansie e panico? Se non ne soffrissimo saremmo dei robot! Sono molto felice che tu ti sia superato e ritrovato un equilibrio sereno 😊

    Liked by 2 people

  2. Complimenti bellissimo articolo ☺️ rende perfettamente l’idea e… Visto che bravissima insegnante la mia amica Indianalakota? Io avrei tanto voluto un insegnante così e la vorrei anche per i miei figli 😍è specialissima ❤️

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...