ESPLORAZIONE E APPRENDIMENTO

L’esplorazione è alla base dell’apprendimento.

Già da piccolissimi i bambini godono di una spiccata curiosità.

Sono attratti da tutto ciò che li circonda.

Il mondo degli oggetti e delle persone sono al centro del suo interesse.

Il comportamento esplorativo del bambino è innato in quanto gli da la possibilità di apprendere come funziona il mondo degli oggetti e delle persone nel tempo e nello spazio.

Il mondo di oggi però è fuori dalla portata dei bambini.

I bambini sono immersi sin da piccolissimi nel mondo degli adulti:

  • tavoli e sedie altissimi;
  • oggetti pericolosi o a rischio di rottura;
  • spigoli e ostacoli artificiali.

Questo contesto a misura di adulto diventa spesso fonte di paura da parte del genitore che è sempre pronto a dire:

“NO! questo non si fa!!”

“NO questo non si tocca!!”

Finisce che il bambino deve starsene fermo con le mani in mano e sopportare la frustrazione di non poter scoprire il mondo che lo circonda.

Spesso l’esplorazione del bambino viene sostituita da “giocattoli” e stimoli da parte degli adulti che cercano di distrarlo dalla sua naturale voglia di conoscere il mondo.

Questo atteggiamento di sostituzione dello stimolo all’esplorazione, diventerà una dipendenza verso l’altra persona, quindi il bambino non potrà più fare a meno dell’adulto per ricevere stimoli perché non gli è stato permesso di sviluppare il suo naturale approccio esplorativo.

L’approccio esplorativo è un momento intimo per il bambino, di sviluppo e crescita cognitiva, che non dovrebbe essere interrotta mai, a meno che il bambino non ci coinvolga nella sua esplorazione.

Accompagnare un bambino ad esplorare il mondo è una condizione sufficiente per costruire la sua autonomia cognitiva già da piccolissimi.

Non serve spiegare tutto ai bambini, non serve dare loro tutte le risposte, per loro il mondo è magico perché ogni oggetto ha in se un valore infinito.

Quando un bambino vi chiede

Che cose’è questo?

voi provate a rispondere

Tu cosa pensi che sia?

E fate un piccolo viaggio insieme a lui nel mondo della creatività.

Un bambino che esplora potrebbe mettersi in condizioni di pericolo, in questo caso interviene l’adulto a salvaguardare la sua vita.

Per farvi un esempio, addentare una pietra o prendere in mano un coltello non sono condizioni che mettono in pericolo la vita del bambino, qualora si faccia male, ed una volta che avrà consumato la sua curiosità su un determinato oggetto smetterà di toccarlo o addentarlo, al contrario, se continuate a “negare”, lui non farà altro che protestare e sviluppare una attenzione spasmodica verso quell’oggetto.

I bambini sani non crescono dalla paura dei genitori

ma dal loro coraggio di lasciarli esplorare

Benny Fera psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

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