Sogni ancora di non esserti laureato o di fallire un esame? L’incubo della laurea non è solo un brutto ricordo, ma il segno di un’ansia da prestazione che affonda le radici nel passato scolastico. In questo articolo analizzo il legame tra traumi scolastici, DSA e vissuto emotivo, spiegando come il ‘bambino dimenticato’ possa ancora influenzare il nostro presente da adulti e come liberarsene.
Proprio questa mattina, mi sono svegliato con una profonda tristezza nel cuore.
Ho sognato di essere in un’aula universitaria e confrontandomi con un altro studente raccontavo che mi mancavano 3 esami alla laurea.
Nonostante ciò, non ero affatto felice perché rimandavo quegli esami da mesi.
Ricordo esattamente la sensazione di avere già quasi la tesi pronta e non aver finito gli esami.
Quel “puoi fare di più” risuonava in me come una martellata.
In un attimo la delusione si faceva spazio in me e la frase che mi risuonava dentro era “non sono abbastanza”.
Rapidamente cadevo nella mia solita tristezza, nel mio solito angolo buio.
Il mio angolo buio interiore, quello della vergogna!
Per molti sembrerà esagerato, ma per noi DSA, particolarmente sensibili, il giudizio degli altri fa particolarmente male.
La nostra sensibilità ci porta ad essere empatici, ed il giudizio degli altri non passa certo inosservato.
Ho fatto un grande lavoro sulla mia autostima per ricordarmi che il giudizio degli altri è indipendente da me ed è strettamente legato a quello che faccio e non a quello che sono.
Ancora oggi sono molto suscettibile ai commenti negativi, in qualche modo toccano quella parte infantile che vive dentro di me.
L’autostima è qualcosa su cui un adulto può lavorare, ma un bambino che va a scuola non può esimersi dal giudizio quotidiano.
Si dice che la Laurea è un punto di arrivo, per me è stato un lancio nel vuoto.
La domanda che spesso mi fanno i genitori durante gli eventi sulla dislessia è:
“Come hai fatto a laurearti?”
Ed io rispondo: “Tra un Gin Tonic e un Margarita…”
A parte gli scherzi, non è stato facile arrivare al traguardo della laurea, se consideriamo anche il fatto che ho intrapreso questo percorso per diversi motivi:
Dimostrare alla mia famiglia di essere capace
Dimostrare a me stesso di potercela fare
capire me stesso
Mi sono laureato in psicologia, ma non è stato grazie alla laurea che ho capito me stesso, ma grazie ai libri che ho letto per mia libera scelta.
A parte questo, quando intraprendi un percorso di studi con la rabbia dentro non è mai facile, sopratutto se hai delle difficoltà nell’apprendimento.
Durante il percorso di laurea non sapevo di avere un DSA.
Sono andato avanti con molta fatica.
Cercavo di imparare le parti più importanti a memoria
Facevo piccoli riassuntini
mi segnavo delle parole chiave
Vi assicuro che mi rimaneva ben poco di quello che studiavo, e non per gli argomenti trattati, quelli erano interessanti di certo, ma per il modo in cui erano scritti.
I testi scolastici e universitari sono scritti in maniera formale e descrittiva, praticamente veleno per il cervello DSA.
Il linguaggio preferibile per una mente DSA è quello discorsivo, dove si racconta un contenuto sotto forma di storia.
Il mio percorso di studi si è concluso con 3 anni fuori corso e con molta delusione.
il giorno dopo la laurea ero distrutto perché mi ero accorto di aver fatto tanta fatica per dimostrare qualcosa alla mia famiglia.
Portavo dentro tanta rabbia per le ingiustizie che avevo subito a scuola.
E con la stessa rabbia puntavo il dito contro me stesso e dicendo: “ce la devi fare! altrimenti hanno avuto ragione tutti gli insegnanti che ti dicevano che sei un asino.”
Sapete non è questa la realizzazione di una persona.
Infatti dentro mi sentivo svuotato, non avevo più nessun obiettivo in mente e non avevo idea da dove iniziare.
Si dice che la Laurea è un punto di arrivo, per me è stato un lancio nel vuoto.
La realizzazione di una persona arriva quando l’individuo riconosce le sue abilità, le sue passioni, il senso della sua vita, e mette a disposizione le sue conoscenze per il mondo.
La realizzazione di una persona arriva quando senti che quello che stai facendo ti fa stare bene e non lo usi come un mezzo per punirti o per dimostrare qualcosa agli altri.
Per questo motivo cari genitori lavoro per una scuola diversa.
Perché un giorno i vostri figli non siano colmi di rabbia e non compiano azioni solo per dimostrare qualcosa agli altri, o addirittura contro loro stessi.
Per questo cari genitori ci tengo a dire che un bambino arrabbiato per la scuola, porterà questa rabbia dentro come un’ingiustizia e la vivrà dentro di se come un demone.
Per questo cari genitori la laurea non è cosi importante.
É importante la gioia di vostro figlio, l’amore e la passione che metterà nel lavoro che sceglierà di fare.
La scienza scava per cercare qualcosa di sbagliato nelle testa delle persone e mai si pensa che il problema è nel sistema.
Mi rendo conto di non fare in tempo ad imparare le ultime news sulla dislessia che ne compaiono di nuove, parliamo oggi del disturbo della compitazione termine di cui ignoravo l’esistenza.
Muoversi gattonando gli consente di affinare la coordinazione occhio mano, di valutare la dimensione e la distanza degli oggetti. e sopratutto di poter decidere autonomamente dove dirigersi.
Il mio principio base è che i bambini già sanno come crescere.
Di certo nei primi mesi di vita non sono autosufficienti, hanno bisogno della mamma per nutrirsi e per tutte le esigenze primarie.Leggi tutto “Box e girello, meglio di no!”
Già da piccolissimi i bambini godono di una spiccata curiosità.
Sono attratti da tutto ciò che li circonda.
Il mondo degli oggetti e delle persone sono al centro del suo interesse.
Il comportamento esplorativo del bambino è innato in quanto gli da la possibilità di apprendere come funziona il mondo degli oggetti e delle persone nel tempo e nello spazio. Leggi tutto “Come apprende un bambino”