VUOI ORGANIZZARE UN EVENTO SULLA DISLESSIA?

Fai parte di un’associazione, una scuola, o un gruppo di genitori e vuoi organizzare un evento sulla dislessia con Il bambino dimenticato?
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Questo articolo è rivolto a tutte quelle associazioni, scuole, gruppi di genitori o altro che vogliono organizzare un evento sulla dislessia con la partecipazione del dott. Benny Fera. Continua a leggere “VUOI ORGANIZZARE UN EVENTO SULLA DISLESSIA?”

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NON C’É SPAZIO PER NOI

Pensare fuori dagli schemi ed essere creativo non sono necessariamente un male.

La società è malata.

Ci ha portato a diventare dei consumatori passivi, senza senso critico, senza spirito di iniziativa, dove la noia regna sovrana.

Una società preconfezionata dove devi essere uguale agli altri, vestire come gli altri, sapere le stesse cose degli altri.

La paura ha preso il sopravvento e non ci si riesce a distaccare dal gregge che ormai ha formato un mantello unico con il mondo mediatico.

Perché alcuni sono “diversi“.

Diverso vuol dire una persona che non si adatta, una persona che non ci sta!

Perché sente nel profondo del suo cuore che c’è qualcosa che non sta funzionando.

Sente impellente il bisogno di rompere gli schemi perché gli schemi sono diventata la sua prigione.

Nella storia molti scienziati, poeti, critici e pensatori sono stati emarginati per il loro modo di pensare fuori degli schemi per poi diventare dei capisaldi dell’evoluzione.

Alcuni di noi non si adattano perché sentono forte il peso del cambiamento, sentono impellente la necessita di evolversi.

Lo spirito libero è incollato al cuore che pulsa incessantemente il desiderio di libertà.

Ogni giorno ho sofferto in classe, tutto il mio corpo e la mia anima si sono rifiutati di incasellarmi in un ruolo popolare.

Che io lo volessi o no, la necessità di pensare diversamente dagli altri è stata pressante e non mi ha dato pace.

Ho dovuto subire una lunga agonia prima di poter esprimere finalmente la mia Personalità Creativa.

Oggi nelle scuole ci sono tanti bambini come me, li chiamano DSA.

DSA, un’etichetta che serve alla società per incasellare ed etichettare tutto, cosicchè nulla posso rimanere fuori posto e senza una risposta.

Quello che non ha risposta ci fa paura.

Non c’è più spazio per la creatività, per l’amore, per l’emotività.

La personalità creativa è sola, pensa fuori dagli schemi, si nutre di libertà, ama la natura.

Ma questo non è uno svantaggio, senza di noi la società è destinata a soccombere sotto il peso del freddo denaro, sotto il peso della competizione, sotto il peso della carriera, sotto il peso del distacco.

Noi siamo veri e non possiamo fare a meno di esserlo.

 

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

LA GARA DELLE TABELLINE

Se continuiamo a valutare tutti con lo stesso metro avremo sempre una divisione tra bravi e ciucci.

Ricordo ancora l’umiliazione che provavo ogni volta che si faceva la gara delle tabelline in classe.

Non ero mai abbastanza veloce.

Tendevo a nascondermi sperando di passare inosservato all’insegnante che altrimenti mi avrebbe ripreso.

Erano sempre gli stessi quelli che rispondevano in fretta con una facilità di una passeggiata.

Per me invece era un incubo.

Avevo davvero paura di fare la figura dell’asino per l’ennesima volta.

In più mi faceva rabbia perché per quanto mi sforzassi non riuscivo ad essere al passo con gli altri.

Ma come ben sapete agli insegnanti non sfugge chi non interviene mai e quindi alla fine della gara venivano comunque interrogato, l’umiliazione non si poteva evitare.

L’insegnante si rivolgeva direttamente a me chiedendomi alcune tabelline ed io ormai irrigidito dalla paura non riuscivo a ragionare per di più i compagni scalpitavano per poter rispondere quasi frustrati dal mio limite.

Solo a 30 anni ho capito di avere il disturbo di apprendimento

Per me imparare qualcosa a memoria è tutt’ora ostico.

Ma perché gareggiare?

Perché competere per forza?

Forse alcuni potrebbero pensare che potrebbe essere stimolante oppure divertente, senza considerare che non è cosi per tutti.

Non c’è bisogno di uno scienziato per capire che siamo tutti diversi.

Ognuno di noi ha le sue potenzialità e non è detto che si esprimano nella didattica scolastica.

Come si può pensare di valutare tutti con lo stesso metro?

Come si dovrebbe sentire una persona lenta nella corsa ad una gara dei 100 metri?

Di certo non vorrebbe competere e di sicuro la gara dei 100 metri non è come la scuola… 

Puoi scegliere se correre o meno…

In classe invece devi correre che tu lo voglia o no.

 

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

SCENA MUTA ALL’INTERROGAZIONE

Una mente che funziona ad immagini non è fatta per memorizzare nozioni astratte

“Adesso ascolta e impara!” mi diceva l’insegnante.

Era ricorrente che facessi scena muta alle interrogazioni.

L’insegnante pensando di fare a me una cosa gradita, interrogava la prima della classe per farmi sentire come si espone durante un’interrogazione. Continua a leggere “SCENA MUTA ALL’INTERROGAZIONE”

COME LA SCUOLA PUÒ TRASFORMARE LA VITA DI UN BAMBINO

La scuola può diventare un incubo senza via di uscita.

“PERCHÉ MI HAI FATTO NASCERE!?”

“VOGLIO MORIRE!!”

Ero disperato, odiavo la scuola.

La mattina prima di andare a scuola e la sera dopo aver passato molte ore sui libri con la rabbia in faccia esprimevo tutta la mia disperazione ai miei genitori.

Quando sei un bambino nessuno ti ascolta, a scuola DEVI andarci, e non c’è stato verso di mettere fine a questa sofferenza.

Ogni secondo passato in classe era come un carcere per me.

L’odore di chiuso e il suono stridulo delle spiegazioni interminabili degli insegnanti hanno lentamente assopito la mia gioia di bambino.

Non avevo più spazio, dopo 6 ore di scuola l’unico momento libero era il pranzo, subito dopo bisognava iniziare a fare i compiti e il mio cuore si straziava.

Mal volentieri passavo ore sui libri e al doposcuola senza capirci niente, immaginando la mia libertà.

Il desiderio di correre per i campi, di sentire l’odore dell’erba fresca, di osservare il comportamento degli animali, era questo ciò che amavo.

Non era prevista la libertà.

“Un ciuccio deve stare più ore sui libri per diventare bravo”

Preferivo morire piuttosto che fare quella vita

Urlavo a mia madre “perché mi hai fatto nascere, voglio morire” con gli occhi colmi di lacrime e rabbia.

La stessa rabbia che ho riversato contro me stesso dicendomi che ero un fallimento senza speranza.

Oggi sono adulto e per nulla al mondo rinuncerei alla mia libertà.

Incontro genitori, insegnanti e bambini per raccontare la mia testimonianza e far capire loro quanto male si può fare a un bambino.

Benny Fera

psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

VISIVI E VERBALI

La differenza tra dislessico e non dislessico

Spesso mi sono trovato a mettere in luce le caratteristiche della mente DSA.

Si parla spesso delle difficoltà di questa caratteristica mentale, ma giammai delle qualità. Continua a leggere “VISIVI E VERBALI”

INTELLIGENTE MA DISLESSICO

Ci sono bambini che hanno un’intelligenza nella norma, ma vengono etichettati come dislessici.

Mi suona strano che un bambino potenzialmente in grado di avanzare nelle sue conoscenze debba essere limitato da un’etichetta. Continua a leggere “INTELLIGENTE MA DISLESSICO”