Leonardo Da Vinci scriveva al contrario

“La semplicità è estrema perfezione”

Segni particolari

Era Mancino e scriveva al contrario da destra a sinistra

Professione

Artista, matematico, inventore, scrittore

I suo successi

L’ultima cena, la gioconda.

 

Rendimento scolastico

scarso!

Era mancino ed era capace di scrivere al contrario, da destra a sinistra, ma la sua scrittura era pessima.

Scriveva come parlava, cioè in dialetto toscano.

Spesso gli mancavano le parole per esprimere un concetto. Oggi sappiamo che nei Disturbi di Apprendimento sono comprese anche queste difficoltà.

Il padre, viste le sue grandi doti artistiche decise di affidarlo a dei grandi maestri come il Verrocchio.

Spesso ci ritroviamo davanti a DSA con spiccate doti creative, ma spesso non vengono sfruttare, il padre di Leonardo doveva essere intelligente come lui 😉

Leonardo era convinto che l’arte più grande fosse la pittura, per lui la visto era molto importante. Si può definire un pensatore visuo-spaziale, caratteristica delle menti DSA.

Inventava marchingegni ti ogni tipo, questa lista è da pelle d’oca:

  • carri armati
  • mitraglie
  • bombarde a ripetizione
  • canali
  • dighe
  • catapulte
  • ali
  • elicotteri

I materiali dell’epoca (1400) non consentivano ad elicotteri e alianti di prendere il volo, ma questi progetti sono stati ripresi in futuro e realizzati.

Fu anche architetto, musicista e cuoco. 

Caratteristica di queste persone, oltre una grande intelligenza, i DSA non entrano negli schemi e nelle etichette. Loro riescono ad intraprendere diverse strade nella loro vita, se solo la loro creatività viene lasciata libera.

Leonardo era un grande appassionato di natura, passava ore ed ore ad osservare e disegnare uccelli, pesci, organi, piante.

 

Prendeva spunto dalla natura per le sue grandi invenzioni.

Leonardo Da Vinci è stato un precursore in molte scienze, seppure i suoi ragionamenti fossero molto originali, le conclusioni di Leonardo erano incredibilmente esatte.

Si parla spesso di questa spiccata dote dei DSA, trovare soluzioni nuove ai problemi.

Purtroppo a scuola si richiede una procedura precisa che non può essere cambiata, questo va a discapito della creatività insita nel dislessico.

Fu lui che scopri che l’età degli alberi si riconosce contando i cerchi concentrici all’interno della sezione.

albero sezione.jpg

Voglio concludere con queste bellissime considerazioni di Leonardo:

“L’esperienza diretta della natura, insieme all’osservazione dei fenomeni è molto maggiore più degna cosa a leggere” perché i libri dei grandi scienziati erano scritti grazie all’esperienza diretta.

“Coloro che citano le opere di altri scienziati vanno in giro gonfi e pomposi, vestiti o ornati, non delle loro, ma delle altrui fatiche”

disse anche: “Sono illetterato. Dovreste preferire un buono scienziato senza abilità letterarie a un letterato senza abilità scientifiche”

Beh che dire!!!

A me Leonardo mi gasa di brutto!

E tu? quanto ti ritrovi nel suo modo di pensare? 

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Alcuni pezzi sono tratti dal libro Storie di straordinaria dislessia di Rossella grenci

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Niente scuola, niente disturbi!

Spesso mi trovo a dover affrontare il tema delle diagnosi sui disturbi di apprendimento.

C’è una divisione netta tra i genitori

Chi accetta la diagnosi come mezzo di supporto a scuola

Chi non accetta una diagnosi perché la ritiene un’etichetta orrenda

Chi dice che la diagnosi non serve a niente

Chi dice che la diagnosi è un modo per capire come approcciarsi a questi ragazzi con DSA

Mi ritrovo sempre a mettere il punto su un argomento, che va oltre la diagnosi, i disturbi di apprendimento e la scuola.

Il valore per cui mi batto è la dignità dell’essere umana e il diritto di essere se stessi!

La questione oggi tanto dibattuta del “sentirsi diversi”, deriva dal semplice fatto che i bambini e gli adoloscenti vengono costretti a confrontarsi.

Dove?

A scuola

Come?

Attraverso i voti, attraverso i giudizi!

In quale campo?

Nel campo delle lettere, numeri ed apprendimento mnemonico.

Questa forzatura non consente a tutti di riconoscersi nelle proprie capacità.

Purtroppo avviene esattamente il contrario.

Nei ragazzi etichettati dislessici, disortografici, discalculi, si instilla insistentemente un dubbio:

“perché io non riesco a fare le cose come tutti gli altri?”

Ma da dove viene questa domanda?

Questa domanda nasce da una didattica limitata alle lettere e ai numeri!

Sappiamo che questi ragazzi non sono bravissimi in questo campo, ma sono molto bravi nella creatività, tanto da essere definiti spesso molto intelligenti.

Il problema esistenziale di questi individui è che nella loro testa NON nasce una domanda ben più importante!

“in cosa sono bravo?”

“cosa so fare bene?”

Il contesto scolastico impedisce a questi brillanti giovani di scoprire se stessi.

Nella maggior parte dei casi gli viene affibbiata una diagnosi, vengono aiutati, e si sentono più adeguati in un contesto per loro non ideale.

Vi lancio una provocazione:

Cosa succederebbe in un mondo senza scuola?

Cosa succederebbe se questi individui fossero liberi di esprimere il loro potenziale?

Cosa succederebbe se invece di costringerli a leggere, scrivere e imparare a memoria, potessero esprimere la loro creatività?

Sarò un visionario, ma io vedo un mondo felice, dove ognuno può esprimere se stesso per quello che è senza etichette, disturbi e diagnosi.

Benny Fera
psicolgo e autore 

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VISIVI E VERBALI

La differenza tra dislessico e non dislessico

Spesso mi sono trovato a mettere in luce le caratteristiche della mente DSA.

Si parla spesso delle difficoltà di questa caratteristica mentale, ma giammai delle qualità. Continua a leggere “VISIVI E VERBALI”

Lavoriamo sulle qualità DSA

#aiutami a capire le qualità dei DSA.
Sono stufo di sentir parlare sempre delle #difficoltà.
Sono stufo di veder messe in luce solo le #debolezze.
Chiedo il vostro aiuto.
#Osservate, #riflettere, e #scrivete sotto nei #commenti, quali sono secondo voi le #qualità di un #dislessico.
grazie
Benny

La DisCucinìa

Avete mai sentito parlare di Disturbo Specifico della Cottura ?
Vi voglio raccontare di un incontro con una ragazza Discucinica
guarda il video

Meglio l’ironia che la Dislessia 🙂

Ovviamente la Discucinia non esiste, questo è un racconto frutto della mia fantasia.

L’ho fatto perché si capisse che anche se uno è dislessico e quindi non sa leggere bene, vivrà bene lo stesso, non è necessario sottoporlo a diagnosi e cure, in quanto non stiamo parlando di una malattia.

Diagnosi, trattamento, metodi compensativi e dispensativi fanno comodo ad una scuola pubblica limitata ad un apprendimento di tipo esclusivamente nozionistico.

Insomma se veramente la discucinia esistesse come disturbo specifico della cottura, non ci sarebbe bisogno di una diagnosi in un mondo dove ognuno è libero di scegliere come nutrirsi.

Passo e chiudo

Benny 😉

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Dall’Italiano al Dislessico

Traduzione dall’‪#italiano‬ al ‪#‎dislessico‬
Vi capita di ‪#‎leggere‬ e non ‪#‎capire‬?
Sopratutto con alcuni testi universitari.
Vi capita che mentre leggete, vi ‪#‎distraete‬.
Nel ‪#‎video‬ vi spiego perché

La maggior parte dei testi didattici sono scritti con linguaggio astratto e indiretto.

Questo tipo di scrittura astratta è difficile da trasformare in immagini per una persona dislessica.

Se riuscissimo a trasformare tutti il libri didattici in racconti, ne gioveremmo tutti

dislessici e non.

Benny