SIAMO TUTTI UN PO’ DISLESSICI

Hai scoperto di essere dislessico? non mi sorprende!

“Siamo tutti un po’ dislessici”

Questa fu la frase con cui esordì un mio vecchio amico durante una presentazione sulla dislessia. Continua a leggere “SIAMO TUTTI UN PO’ DISLESSICI”

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LA GARA DELLE TABELLINE

Se continuiamo a valutare tutti con lo stesso metro avremo sempre una divisione tra bravi e ciucci.

Ricordo ancora l’umiliazione che provavo ogni volta che si faceva la gara delle tabelline in classe.

Non ero mai abbastanza veloce.

Tendevo a nascondermi sperando di passare inosservato all’insegnante che altrimenti mi avrebbe ripreso.

Erano sempre gli stessi quelli che rispondevano in fretta con una facilità di una passeggiata.

Per me invece era un incubo.

Avevo davvero paura di fare la figura dell’asino per l’ennesima volta.

In più mi faceva rabbia perché per quanto mi sforzassi non riuscivo ad essere al passo con gli altri.

Ma come ben sapete agli insegnanti non sfugge chi non interviene mai e quindi alla fine della gara venivano comunque interrogato, l’umiliazione non si poteva evitare.

L’insegnante si rivolgeva direttamente a me chiedendomi alcune tabelline ed io ormai irrigidito dalla paura non riuscivo a ragionare per di più i compagni scalpitavano per poter rispondere quasi frustrati dal mio limite.

Solo a 30 anni ho capito di avere il disturbo di apprendimento

Per me imparare qualcosa a memoria è tutt’ora ostico.

Ma perché gareggiare?

Perché competere per forza?

Forse alcuni potrebbero pensare che potrebbe essere stimolante oppure divertente, senza considerare che non è cosi per tutti.

Non c’è bisogno di uno scienziato per capire che siamo tutti diversi.

Ognuno di noi ha le sue potenzialità e non è detto che si esprimano nella didattica scolastica.

Come si può pensare di valutare tutti con lo stesso metro?

Come si dovrebbe sentire una persona lenta nella corsa ad una gara dei 100 metri?

Di certo non vorrebbe competere e di sicuro la gara dei 100 metri non è come la scuola… 

Puoi scegliere se correre o meno…

In classe invece devi correre che tu lo voglia o no.

 

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

PREMIO NOBEL DISLESSICO

La dislessia non è un limite, se si conosce è solo un vantaggio.

É di questi giorni la notizia della consegna del premio Nobel per la chimica 2017 al dott. Jacques Dubochet.

Ho ricevuto la notizia attraverso il mio blog IO E LA DISLESSIA.

Mamme, insegnanti e amici hanno voluto condividere con me questa fantastica notizia.

Vorrei esprimere il mio pensiero a riguardo

Qual’è la sorpresa?

Cosa di questa notizia ci risulta sconvolgente?

Io sono dislessico e personalmente non sono affatto sorpreso perché so perfettamente che il Disturbo di Apprendimento è un problema solo per il mondo scolastico.

Per quanto una persona possa trovare degli intoppi e delle difficoltà nel suo percorso di studi nulla gli vieta di andare oltre.

La dislessia non è una disabilità, si tratta di un cervello che funziona ad immagini.

Nel cervello del DSA non ci sono lettere numeri e suoni, ci sono IMMAGINI.

Questa preferenza per le immagini fa passare in secondo piano il codice alfanumerico.

Come ha fatto il Dott. Dubochet a raggiungere questo bellissimo traguardo?

Semplicemente con la passione e la volontà.

La passione ci porta a superare tutti i limiti.

Che io voglia costruire il teletrasporto o che voglia inventare un nuovo modo di pulire i pavimenti, nessuno ci impedirà di farlo se è quello che veramente vogliamo.

Il grande bom del disturbo di apprendimento si è creato nella scuola dove si tende a livellare tutti i bambini sotto le stesse nozioni, troppo generiche, troppo antiche, troppo noiose e non si considerano altre forme di apprendimento.

Nel percorso degli studi dopo le scuole superiori si può scegliere finalmente di lavorare con le proprie passioni, ed ecco che nessun ostacolo potrà più fermarci, perché la fame di sapere sarà talmente forte che supererà la dislessia. 

Se vi fa piacere, prendete come esempio Jacques Dubochet che va a distruggere tutto il triste teatrino di etichette, diagnosi, potenziamento, metodi compensativi e dispensativi che nella scuola si è messo in atto.

 

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

SCRIVI 100 VOLTE

Qual’è il valore educativo della punizione e come influisce sulla psicologia del bambino.

Pensavo fosse solo un lontano ricordo.

Un brutto ricordo. Continua a leggere “SCRIVI 100 VOLTE”

SCENA MUTA ALL’INTERROGAZIONE

Una mente che funziona ad immagini non è fatta per memorizzare nozioni astratte

“Adesso ascolta e impara!” mi diceva l’insegnante.

Era ricorrente che facessi scena muta alle interrogazioni.

L’insegnante pensando di fare a me una cosa gradita, interrogava la prima della classe per farmi sentire come si espone durante un’interrogazione. Continua a leggere “SCENA MUTA ALL’INTERROGAZIONE”

COME LA SCUOLA PUÒ TRASFORMARE LA VITA DI UN BAMBINO

La scuola può diventare un incubo senza via di uscita.

“PERCHÉ MI HAI FATTO NASCERE!?”

“VOGLIO MORIRE!!”

Ero disperato, odiavo la scuola.

La mattina prima di andare a scuola e la sera dopo aver passato molte ore sui libri con la rabbia in faccia esprimevo tutta la mia disperazione ai miei genitori.

Quando sei un bambino nessuno ti ascolta, a scuola DEVI andarci, e non c’è stato verso di mettere fine a questa sofferenza.

Ogni secondo passato in classe era come un carcere per me.

L’odore di chiuso e il suono stridulo delle spiegazioni interminabili degli insegnanti hanno lentamente assopito la mia gioia di bambino.

Non avevo più spazio, dopo 6 ore di scuola l’unico momento libero era il pranzo, subito dopo bisognava iniziare a fare i compiti e il mio cuore si straziava.

Mal volentieri passavo ore sui libri e al doposcuola senza capirci niente, immaginando la mia libertà.

Il desiderio di correre per i campi, di sentire l’odore dell’erba fresca, di osservare il comportamento degli animali, era questo ciò che amavo.

Non era prevista la libertà.

“Un ciuccio deve stare più ore sui libri per diventare bravo”

Preferivo morire piuttosto che fare quella vita

Urlavo a mia madre “perché mi hai fatto nascere, voglio morire” con gli occhi colmi di lacrime e rabbia.

La stessa rabbia che ho riversato contro me stesso dicendomi che ero un fallimento senza speranza.

Oggi sono adulto e per nulla al mondo rinuncerei alla mia libertà.

Incontro genitori, insegnanti e bambini per raccontare la mia testimonianza e far capire loro quanto male si può fare a un bambino.

Benny Fera

psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

INTELLIGENTE MA DISLESSICO

Ci sono bambini che hanno un’intelligenza nella norma, ma vengono etichettati come dislessici.

Mi suona strano che un bambino potenzialmente in grado di avanzare nelle sue conoscenze debba essere limitato da un’etichetta. Continua a leggere “INTELLIGENTE MA DISLESSICO”