Parlando con Bettina, mi accennato alle sue 10 regole da applicare nei compiti a casa.
Sono sincero! all’inizio sono stato scettico.
Ho pensato: saranno le solite barbose regole scolastiche!
Quando le ho lette ho cambiato idea, e adesso capirete perché 😀
buona lettura
Le 10 regole.
Secondo l’esperienza personale mia e di C. queste sono 10 semplici regole con cui lavorare. Buoni risultati…
…molto tempo libero a disposizione.
Caro genitore consiglia queste regole a tuo figlio (dislessico o no). Il tempo che ti avanza dedicalo a parlare con lui, ad osservare la natura, o a correre all’aria aperta. Fai una gita fuori porta, anche breve, e lascia il dovere scolastico chiuso dentro lo zaino.
1) Scrivi i compiti nel diario, chiedi al tuo insegnante di scriverli alla lavagna oppure copiali con calma dal registro di classe. Se farai così nessuno potrà dirti che non hai scritto i compiti da fare;
2) A casa: metti sul tavolo solo quello che ti serve: gomma, matita, evidenziatore, quaderno, libro e diario;
3) quando svolgi il compito EVIDENZIALO sul diario con l’evidenziatore; a fine settimana le parti evidenziate ti diranno quanto sei stato bravo a lavorare e quanto sei stato ben organizzato;
4) non perdere tempo a studiare per una verifica cominciando 3 giorni prima; non serve a niente, usa quel tempo per fare altro all’aria aperta,
5) lavora sulle verifiche o le interrogazioni SOLO il giorno prima;
6) Non leggere tutto il capitolo. Il 90% delle parole di un libro sono INUTILI;
7) evidenzia quelle in neretto, creati una mappa concettuale. La mappa concettuale è strutturata in modo che mentre la fai memorizzi;
8) tienila sul banco in sede di verifica e se qualcuno ti dice che NON puoi tu digli che è il TUO LAVORO e che la L.170 te lo permette;
9) nelle verifiche con domande (comprensione del testo). NON perdere tempo a leggere il testo, ma prima concentrati sulle domande e vai a trovare la risposta. COPIALA.
10) Se così farai avrai buoni voti e molto più tempo libero a disposizione.
FINE.
(segue…)
quando ho letto queste 10 regole, mi si è aperto il cuore, ho sorriso di felicità!
Per me va bene chiamarle regole, ma come avete notato, dentro ci sono sani principi di libertà 🙂
La bilancia pesa e misura … Un esempio del potenziale dislessico
C. e mamma Bettina, un esempio da seguire…
Più vado avanti con le storie di mamma Bettina, più mi rendo conto di essere fortunato ad averla conosciuta.
Sono onorato di poter condividere le sue storie.
Questa storia vi lascerà a bocca aperta
Buona lettura 🙂
La Bilancia
Ci sono stati da poco i colloqui. C. è in 4 elementare.
Una mamma premurosa fuori dalla scuola si avvicina e mi chiede come è andata, poi senza attendere la risposta prosegue nel suo monologo, riferendosi a C. “Poverina… lei è dislessica!”.
Poverina ci sarà sua figlia, che si ritrova una madre come lei. Lo penso ma non lo dico; dico invece che se vuole suo figlio qualche volta può venire a fare i compiti pomeridiani a casa con C., così impara un nuovo metodo di studio che male non gli fa.
Dopo qualche giorno C. ha la sua rivincita.
La maestra di matematica che fa anche geometria porta in classe tante piccole figure geometriche, cerchio, quadrato, triangolo etc. tutte ritagliate dallo stesso cartoncino. Hanno varie grandezze. Le consegna ad ogni alunno e chiede di trovare quale figura ha la superficie più grande. Nel quaderno devono trovare il modo di calcolare la superficie misurando i cartoncini ed applicando le formule corrette. La procedura va registrata sul quaderno. E’ un lavoro da svolgere in classe, tenendo conto delle varie soluzioni e delle varie regole geometriche.
non sa come procedere con le formule, tiene in mano i cartoncini per un bel po’ mentre i suoi compagni stanno già fornendo le prime risposte. C. si rigira le figure tra le mani, le tocca, le osserva e poi esplode la sua voce: Si pesano!
I compagni ridono, sghignazzano precisamente. La maestra invece rimane a bocca aperta. Manda C. a prendere la bilancia di precisione dal custode. Chiama C. alla cattedra e la invita a pesare le figure. Tutti registrano il peso sul quaderno e si arriva alla conclusione che è il rettangolo ad avere la superficie più grande.
Poi la maestra fa scrivere a tutti i compagni, compresa C.:
“La soluzione più originale e veloce è stata quella trovata da C. di pesare le figure.
Essendo fatte dello stesso materiale, la soluzione si può applicare”.
I compagni restano stupefatti. Ora non ridono più. Certo loro non potevano trovare questa soluzione, l’argomento del PESO (mg/gr/…Kg) non è stato ancora affrontato in classe, sul quaderno non ci sono le spiegazioni.
Ma come ha fatto C. ?
Ha fatto un giro enorme con la sua mente, teneva i cartoncini in mano, li “SENTIVA” e ha messo in relazione tutto quello che era a sua conoscenza per risolvere il problema. Nella sua conoscenza c’era la bilancia di casa usata una volta a settimana per fare la torta del week-end. C. ama fare le torte.
Quando ho visto scritto sul quaderno quelle poche righe, ho immaginato la faccia di quella mamma mentre pronunciava la parola “poverina!”.
Risultato dell’esperimento in classe:
Torta del weekend batte Formule di geometria…. 10 a 0!
(….segue)
Questo è quello che succede quando un cervello DSA viene usato in maniera libera e consapevole.
Molto del merito va a Bettina, che ha riconosciuto ed ha dato fiducia alle potenzialità di sua figlia
Altrettanto del merito va a sua figlia C. che è riuscita a mettere in pratica le sue doti.
Mi viene in mente quando io a scuola ero totalmente inibito, anche se avevo delle idee, non le esprimevo mai per la paura di sembrare stupido. Una paura che si è radicata in meattraverso il giudizio degli adulti.