Sono venuta al tuo evento e sono rimasta affascinata

L”apprendimento avviene attraverso il coinvolgimento emotivo.

Ciao Benny, ti ho conosciuto grazie all’incontro a Bovolone (VE), al quale ho partecipato con una mia amica.

Devo dire che siamo rimaste molto colpite e affascinate dagli argomenti trattati e soprattutto dal modo in cui li hai trattati.

É stato coinvolgente, diciamo che non è stata la solita lezione di psicologia a cui siamo abituate a scuola…

Questo messaggio ricevuto in direct su Instagram da Sofia, mi ha dato un’enorme soddisfazione!

Il mio obiettivo non è tanto quello di indottrinare persone su un argomento.

Il mio obiettivo è quello di far vivere un pezzo di vita.

Di far vivere alle persone un’esperienza di vita vera che passa attraverso il cuore dell’autore del Bambino dimenticato.

Il mio obiettivo non è quello di mostrare la mia preparazione da psicologo.

Il mio obiettivo è quello di affascinare le persone con la mia stessa passione.

Questo mio modo di fare eventi dal vivo colpisce anche chi non è realmente interessato all’evento.

Colpisce chi Viene “solo per accompagnare la moglie” e poi va via con un bagaglio di conoscenze in più.

Colpisce anche chi inizialmente gironzola distratto infondo all’aula e dopo un po’ lo ritrovi sotto la platea con un sorriso sul volto!

Perché la formazione deve essere una noia?

Ho sempre odiato la scuola perché mi annoiavo a morte

Nel tempo ho capito che una persona che si rivolge al pubblico ebbene che lo faccia in modo appassionato, altrimenti non riuscirà a trasmettere molto.

La maggior parte dell’apprendimento avviene attraverso il coinvolgimento emotivo.

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Scuola: solo a pensarci mi viene il mal di stomaco

La mia idea è quella di una scuola diversa e non cercare di rattoppare quella attuale.

Il lavoro che faccio non è un lavoro, ma una missione!

Quando ho scelto di iniziare con questo blog, il mio intento era quello di sfogare tutta la mia rabbia.

Tanta rabbia e sofferenza accumulata negli anni scolastici.

Chi mi conosce sa che spesso ho un parere molto rigido sulla scuola

Il mio punto di vista sul mondo dell’educazione è fuori dal coro

Nessuna nuova ideologia è stata subito accettata dalla massa.

Pensate a Leonardo Da vinci che inventò l’elicottero ma a suo tempo non poteva volare

Pensate a Darwin e alle teoria dell’evoluzione che fu definita “eresia”

Le idee nuove non sono mai ben viste nel presente, ma spesso diventano fonte di grande ispirazione.

Con il passare del tempo ho approfondito i miei studi sulla scuola e sull’educazione

Volevo essere sicuro che non ci fossero altri passi come me che pensano che la scuola sia un’eresia.

Ebbene ho trovato molti personaggi illustri che hanno rivoluzionato il modo di fare scuola o addirittura hanno creato una scuola “diversa”

Un esempio e Summerhill, una scuola democratica del Regno Unito che nasce dall’idea si Alexander Neill per accogliere tutti “gli asini” e i bambini “troppo vivaci” che venivano scartati dalle scuola pubbliche.

Ben presto Summerhill diventa un esempio educativo illustre e decantato nel mondo.

Adesso accoglie anche figli di personaggi VIP che vogliono dare ai propri figli una formazione più completa, e non solo didattica.  Scarica il testo

Il fondatore di questa scuola inizialmente fu molto criticato per il suo modo amministrare questa scuola, con il passare del tempo se ne sono visti i frutti, ed ecco che oggi è diventata un esempio di scuola unico. Esiste ormai da più di 100 anni.

Montessori, Stainer, hanno dedicato la loro vita a creare metodi su misura per i bambini.

Per me sono stati fonte di ispirazione fino ad avere il coraggio di sviluppare una mia precisa idea di come la scuola dovrebbe essere.

Fin da piccolo avevo in mente un modello di scuola che oggi ho descritto nel libro la scuola dei miei sogni , un vero e proprio progetto che voglio realizzare!

La scuola dei miei sogni nasce dall’esigenza mia e di tanti bambini che soffrono la scuola di avere il propri spazio nel mondo.

La mia idea nasce per dare finalmente la possibilità anche ai DSA di esprimere se stessi senza la necessità di essere diagnosticati o sottoposti a metodi compensativi e dispensativi, e potenziamento per poter essere al pari degli altri.

Per esperienza so che i DSA hanno un enorme potenziale che non solo stiamo sprecando, ma che addirittura non stiamo riconoscendo e non stiamo sfruttando.

Non c’è cosa peggiore per un essere umano non potersi riconoscere in qualcosa che sa fare molto bene e che lo fa sentire soddisfatto e fiero di se.

Si chiama realizzazione personale, ed è quella cosa che io ho ottenuto dopo anni ed anni di sofferenza.

Per me oggi è importante:

1. Sensibilizzare

Più gente possibile deve conoscere il dolore e la sofferenza che ho passato, perché ci si possa rendere conto di quanti danni si possono fare su un singolo individuo a scuola.

Per questo vado in giro per le scuole, associazioni, e gruppi di genitori di tutta Italia a raccontare la mia storia che di solito suscita molto interesse.

2. Formare

Non è mio interesse fare dei pipponi sulla psicologia e sulle neuroscienze.

Preferisco chiacchierare con il pubblico in maniera informale del cervello e delle sue caratteristiche.

Mi piace sopratutto parlare dell’affascinante modo di usare il cervello del DSA.

Di certo non è mia intenzione fare lezioni frontali pesanti e fine a se stesse.

Mi piace spiegare cose complicate con esempi pratici.

3. Lanciare un’idea

Questa parte del mio discorso in pubblico fa storcere il naso a non poche persone.

In questa parte dei miei discorsi in pubblico parlo delle falle della scuola e di come la scuola più che un vantaggio diventa un limite per i DSA

La mia idea è quella di una scuola diversa e non cercare di rattoppare quella attuale.

Tutti gli addetti ai lavori: insegnanti, tutor DSA, colleghi psicologi, ed anche alcuni genitori, sono tanto affezionati all’idea di scuola come contenitore essenziale per la formazione dei bambini e fanno di tutto per migliorarla.

Tanto di cappello a loro!

Peccato che ci sono bambini che ha scuola non ci vogliono andare a prescindere, qualsiasi cosa tu faccia!

Ricordo che da bambino, solo mettere piede in quel grande bunker mi faceva venire il mal di pancia.

Pensavo:

“ma che male ho fatto io che devo essere detenuto qui e non posso giocare all’aperto…”

Solo a pensarci adesso mi viene una rabbia nello stomaco!

Se sei una persona che guarda al futuro

Se sei un genitore che va oltre le difficoltà del propri figlio nel presente e guarda a tutti i bambini del futuro

Se sei una persona che abbraccia la mia idea di una scuola migliore

Seguimi e sostieni la mia idea

Aiutami a raggiungere il sogno mio e di tutti i bambini che in questo momento stanno soffrendo a scuola.

Ti ricordo che per invitarmi ad un evento dal vivo basta compilare il modulo clicca qui

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DSA e Disturbo della Compitazione

La scienza scava per cercare qualcosa di sbagliato nelle testa delle persone e mai si pensa che il problema è nel sistema.

Mi rendo conto di non fare in tempo ad imparare le ultime news sulla dislessia che ne compaiono di nuove, parliamo oggi del disturbo della compitazione termine di cui ignoravo l’esistenza.

Parto abbastanza prevenuto sul modo di affrontare l’argomento DSA da parte della scienza. Continua a leggere “DSA e Disturbo della Compitazione”

LA GARA DELLE TABELLINE

Se continuiamo a valutare tutti con lo stesso metro avremo sempre una divisione tra bravi e ciucci.

Ricordo ancora l’umiliazione che provavo ogni volta che si faceva la gara delle tabelline in classe.

Non ero mai abbastanza veloce.

Tendevo a nascondermi sperando di passare inosservato all’insegnante che altrimenti mi avrebbe ripreso.

Erano sempre gli stessi quelli che rispondevano in fretta con una facilità di una passeggiata.

Per me invece era un incubo.

Avevo davvero paura di fare la figura dell’asino per l’ennesima volta.

In più mi faceva rabbia perché per quanto mi sforzassi non riuscivo ad essere al passo con gli altri.

Ma come ben sapete agli insegnanti non sfugge chi non interviene mai e quindi alla fine della gara venivano comunque interrogato, l’umiliazione non si poteva evitare.

L’insegnante si rivolgeva direttamente a me chiedendomi alcune tabelline ed io ormai irrigidito dalla paura non riuscivo a ragionare per di più i compagni scalpitavano per poter rispondere quasi frustrati dal mio limite.

Solo a 30 anni ho capito di avere il disturbo di apprendimento

Per me imparare qualcosa a memoria è tutt’ora ostico.

Ma perché gareggiare?

Perché competere per forza?

Forse alcuni potrebbero pensare che potrebbe essere stimolante oppure divertente, senza considerare che non è cosi per tutti.

Non c’è bisogno di uno scienziato per capire che siamo tutti diversi.

Ognuno di noi ha le sue potenzialità e non è detto che si esprimano nella didattica scolastica.

Come si può pensare di valutare tutti con lo stesso metro?

Come si dovrebbe sentire una persona lenta nella corsa ad una gara dei 100 metri?

Di certo non vorrebbe competere e di sicuro la gara dei 100 metri non è come la scuola… 

Puoi scegliere se correre o meno…

In classe invece devi correre che tu lo voglia o no.

 

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

 

SCRIVI 100 VOLTE

Qual’è il valore educativo della punizione e come influisce sulla psicologia del bambino.

Pensavo fosse solo un lontano ricordo.

Un brutto ricordo. Continua a leggere “SCRIVI 100 VOLTE”

Scena muta all’interrogazione

Una mente che funziona ad immagini non è fatta per memorizzare nozioni astratte

“Adesso ascolta e impara!” mi diceva l’insegnante.

Era ricorrente che facessi scena muta alle interrogazioni.

L’insegnante pensando di fare a me una cosa gradita, interrogava la prima della classe per farmi sentire come si espone durante un’interrogazione. Continua a leggere “Scena muta all’interrogazione”

Il voto inibisce il bambino

Il voto può diventare un limite per alcuni bambini.

Molto discusso il tema del voto a scuola.

Sono sempre stato scettico riguardo al voto in quanto oltre a dividere i bambini da bravi e ciucci, può diventare un limite. Continua a leggere “Il voto inibisce il bambino”