Spesso i genitori mi chiedono: come hai fatto a laurearti?

Si dice che la Laurea è un punto di arrivo, per me è stato un lancio nel vuoto.

La domanda che spesso mi fanno i genitori durante gli eventi sulla dislessia è:

“Come hai fatto a laurearti?”

Ed io rispondo: “Tra un Gin Tonic e un Margarita…”

A parte gli scherzi, non è stato facile arrivare al traguardo della laurea, se consideriamo anche il fatto che ho intrapreso questo percorso per diversi motivi:

  1. Dimostrare alla mia famiglia di essere capace
  2. Dimostrare a me stesso di potercela fare
  3. capire me stesso

Mi sono laureato in psicologia, ma non è stato grazie alla laurea che ho capito me stesso, ma grazie ai libri che ho letto per mia libera scelta.

A parte questo, quando intraprendi un percorso di studi con la rabbia dentro non è mai facile, sopratutto se hai delle difficoltà nell’apprendimento.

Durante il percorso di laurea non sapevo di avere un DSA.

Sono andato avanti con molta fatica.

  • Cercavo di imparare le parti più importanti a memoria
  • Facevo piccoli riassuntini
  • mi segnavo delle parole chiave

Vi assicuro che mi rimaneva ben poco di quello che studiavo, e non per gli argomenti trattati, quelli erano interessanti di certo, ma per il modo in cui erano scritti.

I testi scolastici e universitari sono scritti in maniera formale e descrittiva, praticamente veleno per il cervello DSA.

Il linguaggio preferibile per una mente DSA è quello discorsivo, dove si racconta un contenuto sotto forma di storia.

Il mio percorso di studi si è concluso con 3 anni fuori corso e con molta delusione.

il giorno dopo la laurea ero distrutto perché mi ero accorto di aver fatto tanta fatica per dimostrare qualcosa alla mia famiglia.

Portavo dentro tanta rabbia per le ingiustizie che avevo subito a scuola.

E con la stessa rabbia puntavo il dito contro me stesso e dicendo: “ce la devi fare! altrimenti hanno avuto ragione tutti gli insegnanti che ti dicevano che sei un asino.”

Sapete non è questa la realizzazione di una persona.

Infatti dentro mi sentivo svuotato, non avevo più nessun obiettivo in mente e non avevo idea da dove iniziare.

Si dice che la Laurea è un punto di arrivo, per me è stato un lancio nel vuoto.

La realizzazione di una persona arriva quando l’individuo riconosce le sue abilità, le sue passioni, il senso della sua vita, e mette a disposizione le sue conoscenze per il mondo.

La realizzazione di una persona arriva quando senti che quello che stai facendo ti fa stare bene e non lo usi come un mezzo per punirti o per dimostrare qualcosa agli altri.

Per questo motivo cari genitori lavoro per una scuola diversa.

Perché un giorno i vostri figli non siano colmi di rabbia e non compiano azioni solo per dimostrare qualcosa agli altri, o addirittura contro loro stessi.

Per questo cari genitori ci tengo a dire che un bambino arrabbiato per la scuola, porterà questa rabbia dentro come un’ingiustizia e la vivrà dentro di se come un demone.

Per questo cari genitori la laurea non è cosi importante.

É importante la gioia di vostro figlio, l’amore e la passione che metterà nel lavoro che sceglierà di fare.

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Il bambino e le regole

Quali sono le regole di base che ogni bambino dovrebbe avere?

Dal sondaggio svolto sulla pagina facebook IO E LA DISLESSIA si nota una certa difficoltà nell’affrontare il tema delle regole minime che ogni bambino dovrebbe avere. Continua a leggere “Il bambino e le regole”

Dislessia e Scuola

Puntata di “parliamone insieme” dedicata alla dislessia e alla scuola.

Dislessia e scuola è il titolo della puntata di RTN TV andata in onda nel mese di Aprile 2017

Conduce la puntata Ilaria La Mura – psicologa

Ospite della puntata Benny Fera – psicologo dislessico e autore

BUONA VISIONE

Continua a leggere “Dislessia e Scuola”

DSA: Cosa succede quando si concentra tutta l’attenzione sulla prestazione?

il mantra che ha intossicato la mia vita

Molti di voi penseranno: “se studi, ottieni buoni voti”.

Non è cosi nei Disturbi di apprendimento, una caratteristica che ti mette ostacoli e paletti verso l’apprendimento di nozioni astratte.

La mente del dislessico ragiona ad immagini, e tutto ciò che non si può immaginare diventa un ostacolo per la mente.

Un altro stereotipo potrebbe essere: “se ce la faccio io, ce la fai anche tu“.

Concetto più che mai errato, perché ognuno è diverso, ed ognuno apprende a modo suo.

Spesso per chi è dislessico la scuola sembra un mondo alieno.

Ad un occhio poco esperto potrebbe sembrare che i DSA sono:

  • svogliati:
  • distratti;
  • pigri;
  • sognatori
  • vivaci

La parola “studia” è stata l’ossessione della mia vita.

Rabbia e frustrazione hanno condito le mie giornate

Ero rassegnato all’idea di essere un testone.

Passavo tutto il pomeriggio a ripetizioni.

Cosi almeno i miei genitori erano più tranquilli

In casa mia era difficile essere sereni, perché il mio problema causava una reazione a catena su tutta la famiglia, familiari ed amici di famiglia.

Spesso ero al centro dell’attenzione togliendo spazio ai miei fratelli.

Contro la mia volontà si creava una circolo vizioso in tutta la famiglia

Anche i miei parenti lontani sapevano della mia situazione e non perdevano tempo per redarguirmi anche loro: “studia Benedetto, non fare arrabbiare mamma e papà”.

STOP ALLE REAZIONI A CATENA

Immaginate voi il peso che deve portare addosso un bambino per tanti anni.

Non sapete quanto ho desiderato da bambino vedere i miei genitori felici ed orgogliosi di me.

Diventa di vitale importanza per un figlio ricevere l’approvazione dei genitore, questo è ovvio, ma spesso questo obiettivo si perde di vista per fare spazio ad altri di molto meno valore.

Si bada troppo alle apparenze, “mio figlio deve essere un bravo studente, altrimenti che immagine darà la nostra famiglia!”

Questo malessere quotidiano mi ha portato inesorabilmente a vivere un’adolescenza infelice, piena di difficoltà.

Con l’andar del tempo sono diventato oppositivo e fuori dagli schemi.

Nessuno delle persone che mi stava intorno aveva una spiegazione plausibile alle mie difficoltà, perché della dislessia non se ne sentiva parlare, quindi ho dovuto subire.

Ma oggi colgo l’occasione per mandare un messaggio ai genitori:

“fino a quando non ACCETTATE la diversità di vostro figlio, gli farete solo del male. Inutile insistere con le maniere classiche di studio, bisogna cambiare strategie ed avere pazienza, perché i risultati arriveranno.

Ricordate che un figlio, ha come primo alleato i genitori, ha bisogno della vostra fiducia”

Ho raccolto tutta la mia testimonianza nel libro: IL BAMBINO DIMENTICATO

Clicca qui per ospitare un evento sulla dislessia nel tuo paese.

Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe