Felice a metà 

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Io vorrei che guardassi bene questa mia foto, se riesci ad allargare meglio l’immagine, guarda bene il sorriso, è un sorriso sommesso, di un bambino che voleva essere felice ma non lo era mai del tutto.

I momenti di pesca erano i momenti più felici che avevo da bambino, che mi facevano per un attimo dimenticare tutte le sofferenze.

Quel sorriso poteva essere grande, perché ero davvero felice in quell’attimo.

Ma avevo troppa paura di essere felice, perché sapevo che di lì a poco quella felicità sarebbe stata strappata senza pietà dai miei risultati scolastici e dalla ovvie conseguenze nella mia famiglia.

Nel mio caso ho scoperto solo da adulto di essere dislessico.

Oggi molti bambini vengono diagnosticati.

Ma so anche che molti di loro soffrono ancora perché il mondo scolastico non gli appartiene affatto e sono condannati ad una giovinezza fatta di sofferenza e frustrazione.

Voglio mandare un abbraccio a tutti questi bambini !

Vi voglio bene, come voglio bene a quel bambino ferito che è dentro di me.

Benny

Il Teorema di Pitagora

Vi siete mai chiesti:

“A cosa serve il Teorema di Pitagora?”

beh non è una semplice formula da imparare a memoria

Ma serve ad aiutare gli gnomi della montagna

guarda nel video

A scuola si parte sempre al contrario

Invece secondo me il modo migliore per imparare qualcosa è sempre scoprirne l’utilità

A presto Benny

La mia felicità 

Un pensiero forte bussa alla mia testa

Che non voglio più ignorare
Mi spaccherò la testa fino a quando non riuscirò a costruire la mia dimensione

A costo di morire di fame 

Di sete 

A costo di perdere tutti

Non rinuncerò mai più alla mia felicità 

Benny

L’immaginazione dislessica

L’immaginazione dislessica è tanto vivida che sembra vera.

Ho immaginato le trivelle che scavano i fondali marini, i pesci che fuggono, senza più un riparo ed ho provato rabbia!

Ho immaginato fantastiche donne sensuali, ed ho provato piacere.

Ho immaginato me stesso cadere giù da un grattacielo, ed ho provato paura.

Ho immaginato tutto il mondo cementificato, ed ho provato rabbia.

Ho immaginato, mentre camminavo, una macchina che mi veniva addosso, ed ho avuto paura.

Ho immaginato di vivere su un’isola deserta ed essere sereno e felice.

Ho immaginato di costruire un tavolo, stando steso nel letto.

l’immaginazione dislessica è tanto vivida, che può farti provare emozioni negative o positive.

Questa immaginazione, ti regala una sensibilità supersonica, come un super potere, che può far male o può far bene.

Ricordo quando ero un ragazzino, e mi piaceva una ragazza, riuscivo ad immaginare vividamente di baciarla. 

Ed era un vero problema, perché poi quando ero realmente vicino a lei mi imbarazzavo e pensavo: “cavolo! L’ho baciata! E lei non lo sa!”

Che vita impacciata la mia, vivevo tra le nuvole! … Dicevano!

Si è vero! Vivevo in una realtà tutta mia, che continua ad essere molto migliore della realtà che sto vivendo

Benny 

La libertà 

La libertà è una parola bollente.

Dentro la libertà c’è tutto, il bello e il brutto.

La libertà è una droga di cui non puoi fare a meno.

La libertà è la paura di restare soli.

La libertà non è fatta di “cose o azioni”.

La libertà è una mentalità.

Oggi la libertà non esiste più.

Siamo tutti dipendenti da un sistema, da un genitore, da una famiglia.

Abbiamo tutti paura di soffrire, di stare male, di restare soli.

La libertà è completa, comprende il meglio e il peggio di te.

Comprende la tua felicità, la tua gioia, la tua voglia di vivere.

Comprende la tua tristezza, il tuo dolore, la tua paura, la tua voglia di morire.

Sei capace di lasciare tutto ed essere libero?

La libertà è dentro di noi.

Quando non sei libero, ti senti infelice.

Pensi di avere tutto, ti domandi perché sei infelice.

Sei infelice perché sei schiavo delle cose materiali, perché sei dipendente dagli altri, perché sei accecato dalla realtà delle mura e del cemento, e non conosci la natura!

Quando vuoi essere libero, pensa ad un falco.

Il falco ogni giorno deve procurarsi da mangiare da solo.

Ogni giorno deve affrontare le intemperie.

Ogni giorno deve difendere il suo territorio.

Ogni giorno deve cercare una compagna per procreare.

Il falco non è infelice, perché è impegnato a sopravvivere.

Noi siamo infelici, perché siamo incapaci di vivere!

Benny

L’angolo di mamma Bettina #4: La bilancia

La bilancia pesa e misura … Un esempio del potenziale dislessico

C. e mamma Bettina, un esempio da seguire…

Più vado avanti con le storie di mamma Bettina, più mi rendo conto di essere fortunato ad averla conosciuta.

Sono onorato di poter condividere le sue storie.

Questa storia vi lascerà a bocca aperta

Buona lettura 🙂

La Bilancia

Ci sono stati da poco i colloqui. C. è in 4 elementare.

Una mamma premurosa fuori dalla scuola si avvicina e mi chiede come è andata, poi senza attendere la risposta prosegue nel suo monologo, riferendosi a C. “Poverina… lei è dislessica!”.

Poverina ci sarà sua figlia, che si ritrova una madre come lei. Lo penso ma non lo dico; dico invece che se vuole suo figlio qualche volta può venire a fare i compiti pomeridiani a casa con C., così impara un nuovo metodo di studio che male non gli fa.

Dopo qualche giorno C. ha la sua rivincita.

La maestra di matematica che fa anche geometria porta in classe tante piccole figure geometriche, cerchio, quadrato, triangolo etc. tutte ritagliate dallo stesso cartoncino. Hanno varie grandezze. Le consegna ad ogni alunno e chiede di trovare quale figura ha la superficie più grande.  Nel quaderno devono trovare il modo di calcolare la superficie misurando i cartoncini ed applicando le formule corrette. La procedura va registrata sul quaderno. E’ un lavoro da svolgere in classe, tenendo conto delle varie soluzioni e delle varie regole geometriche.

  1. non sa come procedere con le formule, tiene in mano i cartoncini per un bel po’ mentre i suoi compagni stanno già fornendo le prime risposte. C. si rigira le figure tra le mani, le tocca, le osserva e poi esplode la sua voce: Si pesano!

I compagni ridono, sghignazzano precisamente. La maestra invece rimane a bocca aperta. Manda C. a prendere la bilancia di precisione dal custode. Chiama C. alla cattedra e la invita a pesare le figure. Tutti registrano il peso sul quaderno e si arriva alla conclusione che è il rettangolo ad avere la superficie più grande.

Poi la maestra fa scrivere a tutti i compagni, compresa C.:

“La soluzione più originale e veloce è stata quella trovata da C. di pesare le figure.

Essendo fatte dello stesso materiale, la soluzione si può applicare”.

I compagni restano stupefatti. Ora non ridono più. Certo loro non potevano trovare questa soluzione, l’argomento del PESO (mg/gr/…Kg) non è stato ancora affrontato in classe, sul quaderno non ci sono le spiegazioni.

Ma come ha fatto C. ?

Ha fatto un giro enorme con la sua mente, teneva i cartoncini in mano, li “SENTIVA” e ha messo in relazione tutto quello che era a sua conoscenza per risolvere il problema. Nella sua conoscenza c’era la bilancia di casa usata una volta a settimana per fare la torta del week-end. C. ama fare le torte.

Quando ho visto scritto sul quaderno quelle poche righe, ho immaginato la faccia di quella mamma mentre pronunciava la parola “poverina!”.

Risultato dell’esperimento in classe:

Torta del weekend  batte Formule di geometria…. 10 a 0!

 

(….segue)

Questo è quello che succede quando un cervello DSA viene usato in maniera libera e consapevole.

Molto del merito va a Bettina, che ha riconosciuto ed ha dato fiducia alle potenzialità di sua figlia

Altrettanto del merito va a sua figlia C. che è riuscita a mettere in pratica le sue doti.

Mi viene in mente quando io a scuola ero totalmente inibito, anche se avevo delle idee, non le esprimevo mai per la paura di sembrare stupido. Una paura che si è radicata in me attraverso il giudizio degli adulti.

Alla prossima storia.

Benny e Bettina 🙂

se non avete letto gli altri articoli di mamma Bettina vi lascio un link qui sotto:

Testimonianze