Mi rendo conto di non fare in tempo ad imparare le ultime news sulla dislessia che ne compaiono di nuove, parliamo oggi del disturbo della compitazione termine di cui ignoravo l’esistenza.

Parto abbastanza prevenuto sul modo di affrontare l’argomento DSA da parte della scienza.

La scienza scava per cercare qualcosa di sbagliato nelle testa delle persone e mai si pensa che il problema è nel sistema.

Andiamo a vedere nel dettaglio

Cito da questo articolo: http://www.stateofmind.it/2016/09/disturbo-specifico-della-compitazione-psicologia/

Il Disturbo specifico della compitazione rientra nella categoria dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), che possiedono una loro peculiarità ovvero essere esclusivi per una determinata abilità, equivale a dire che il disturbo presentato è circoscritto e localizzato, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Il particolare deficit presentato a carico di un’ abilità specifica si manifesta solo se è rispettato il criterio della discrepanza: si verifica una difformità tra l’abilità nel dominio interessato, che deve essere deficitaria in rapporto alle attese per l’età e/o la classe frequentata, e l’intelligenza generale proporzionata per l’età cronologica.

Si parte dal presupposto che ci sia un’intelligenza nella norma. Già questo mi basta per pensare che un soggetto con delle capacità cognitive nella norma saprà sopravvivere nella vita, al contrario di una persona con un basso livello cognitivo che avrà bisogno sempre di assistenza (vedi ritardo cognitivo grave).

Il DSA si riferisce a specifiche e localizzate abilità! ovviamente si parla di abilità scolastiche, e la scuola oggi non è in grado di offrire una formazione a 360° su tutti gli stili cognitivi.

La tendenza è quella di non cambiare il metodo, ma preferenzialmente c’è la tendenza a diagnosticare un disturbo ad un bambino!

Mi farei due domande etiche sul fatto di medicalizzare dei bambini piuttosto che farsi in quattro per cambiare un sistema scolastico mal funzionante.

Secondo l’OMS i Disturbi Specifici dell’Apprendimento non sono dovuti né a una incapacità nell’apprendere, né a una malattia cerebrale acquisita, ma derivano da anomalie nell’elaborazione cognitiva legate in larga misura a qualche tipo di disfunzione biologica (OMS, 1992)

Qualche tipo di disfunzione biologica: in realtà la scienza non ha ancora scoperto nessun deficit nei soggetti con DSA, si suppone che ci sia una disfunzione biologica, ma semplicemente c’è una differenza nelle attivazione delle aree cerebrali tra un DSA e un normolettore durante la lettura. Specifichiamo che DIFFERENZA non vuol dire DISTURBO, è soltanto un modo diverso di funzionare.

Il  disturbo specifico della compitazione consiste essenzialmente nella difficoltà a suddividere le parole in sillabe e, solitamente, è associato a problemi di disgrafia e discalculia.

Da quando questo tipo di abilità è diventato essenziale per la vita?

Da quando non riuscire a dividere in sillabe dev’essere considerato un disturbo?

Sarebbe come dire, “Non sai ballare quindi hai un disturbo specifico della ballazione.”

Purtroppo siamo diventati cinici, delle macchine da apprendimento, il nostro cervello deve essere pieno di nozioni! 

Il mondo si è concentrato sulla testa, lasciando in secondo piano le emozioni e l’anima.

Questa aridità si manifesta tutti i giorni intorno a noi con gente che indossa una maschera di sapere e dentro il deserto di emozioni.

I bambini non sono perfetti, nessuno di noi è perfetto, ognuno di noi ha pregi e difetti e dobbiamo sapere amare e accettare entrambi.

Oggi i bambini che non sono portati per l’apprendimento scolastico sono considerati disturbati.

Questi bambini hanno spiccate abilità emotive, sono molto empatici ed intuitivi, usano le immagini mentali per cercare nuove soluzione, per loro le lettere e i numeri passano in secondo piano.

Riuscite a creare l’alfabeto delle emozioni?

Riuscite a creare spazi in cui il bambino può creare senza imposizioni?

Fino a quando la scuola insegna con martello e scalpello avremo sempre bambini malleabili e bambini che si faranno molto male.

Vi prego la massima diffusione.

Benny Fera
psicologo e autore
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Posted by Benny Fera

Psicologo dislessico e autore del libro bestseller "il bambino dimenticato". Si occupa di sensibilizzazione e formazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

One Comment

  1. Molto interessante per me che studio per la specializzazione sostegno primaria, soprattutto mi piacerebbe approfondire il discorso “alfabeto delle emozioni”.

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