Sei stato bravo ma puoi fare di più

un bambino che va a scuola non può esimersi dal giudizio quotidiano.

Ci sono state rare volte a scuola che riuscivo a capire particolarmente bene un compito.

In pratica riuscivo a volgerlo in maniera automatica e meccanica.

É tipico nei DSA avere un’intuizione.

Ci sono compiti di cui capiamo il meccanismo e riusciamo a replicare più volte.

In questi momenti particolarmente illuminati della mia vita scolastica, ero particolarmente soddisfatto di me.

“Finalmente, sono bravo come gli altri!” mi dicevo.

Mi piaceva mettermi in mostra con la maestra, mostrare il mio compito ben fatto per sentirmi dire “bravo, ma puoi fare di più”

Proprio ieri ho scritto un articolo sulla sensibilità del bambino con DSA.

Quel “puoi fare di più” risuonava in me come una martellata.

In un attimo la delusione si faceva spazio in me e la frase che mi risuonava dentro era “non sono abbastanza”.

Rapidamente cadevo nella mia solita tristezza, nel mio solito angolo buio.

Il mio angolo buio interiore, quello della vergogna!

Per molti sembrerà esagerato, ma per noi DSA, particolarmente sensibili, il giudizio degli altri fa particolarmente male.

La nostra sensibilità ci porta ad essere empatici, ed il giudizio degli altri non passa certo inosservato.

Ho fatto un grande lavoro sulla mia autostima per ricordarmi che il giudizio degli altri è indipendente da me ed è strettamente legato a quello che faccio e non a quello che sono.

Ancora oggi sono molto suscettibile ai commenti negativi, in qualche modo toccano quella parte infantile che vive dentro di me.

L’autostima è qualcosa su cui un adulto può lavorare, ma un bambino che va a scuola non può esimersi dal giudizio quotidiano.

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DSA: accettami cosi come sono.

L’accettazione è alla base di una mente serena

Sono Benny, ho 38 anni e sono dislessico. L’ho scoperto a 30 anni. L’accettazione è stato il tema centrale della mia vita. Ho sempre avuto una mentalità profondamente differente da quella comune. Questo modo di pensare mi ha portato moltissime difficoltà nella vita perché le persone che mi stavano intorno mi definivano fuori dagli schemi. Spesso è la paura a prendere il sopravvento quando i familiari vedono davanti a se qualcosa di diverso dal solito. La tendenza del genitore è quella di tentare di modificare il modo di pensare del figlio. Questo purtroppo non sempre funziona. Un diverso modo di vedere il lavoro, la religione, il sistema finanziario. Per loro sembra una lotta contro i mulini a vento, per me è sempre stata una ragione di vita. Mi sentivo a disagio, non trovavo nessuna assonanza con la società. Ho scelto di vivere la vita a modo mio mettendomi contro buona parte delle persone che mi sono vicine. Ma da dove viene l’accettazione? Nell’immaginario comune vai bene se sei un bravo studente, rispetti le regole, e diventi una brava persona e un bravo lavoratore. Ma non è questo il mio obiettivo. Ci sono state molte divergenze in famiglia per questo mio modo di pensare, ma non potevo andare contro la mia natura. Le difficoltà scolastiche sono state sicuramente un trampolino verso un pensiero critico. Se ciò che ti sta intorno non ti piace e ti riesce difficile, ogni cellula del tuo corpo vuole allontanarsi da quel contesto. Purtroppo non sempre puoi scegliere, sopratutto quando sei uno studente e a scuola ci devi andare! Un pò alla volta ti ritrovi tutti contro, insegnanti, familiari e spesso anche compagni di classe. Ti senti escluso. Il loro fortissimo desiderio di trasformarmi nell’ometto perfetto ha reso me ancora più insicuro e solo. Invito tutti i genitori e gli insegnanti ad avere un occhio attento verso questa sofferenza dei giovani, spesso non ce ne rendiamo conto e cerchiamo di cambiare loro con l’imposizione. Ma non serve, perché i giovani ed ogni essere umano non è fatto per piegarsi, ma per vivere la vita secondo le sue personali scelte e i propri valori Una persona che non si sente accettata in primis dai genitori avrà la tendenza ad essere arrabbiato con la vita e arrabbiato con se stesso. Fate un passo indietro e rendetevi conto che non possiamo essere tutti uguali. Vuoi conoscere tutta la storia di Benny? acquista su Amazon Il bambino dimenticato clicco qui Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe