Piange in silenzio: difficile il ritorno a scuola per i DSA

Sono fortemente scosso dalla situazione attuale che stanno subendo i ragazzi al ritorno a scuola.

In particolare per molti ragazzini dislessici la didattica a distanza è stata una toccasana.

Quando sai che i tuoi tempi vengono rispettati e non ci sono pressioni dall’esterno, il concetto di studio diventa più rilassante.

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Come riaprirà la scuola a settembre?

Una bella gatta da pelare la questione “riapertura scuole” per il mese di settembre.

Il Coronavirus costringe lo stato a prendere dei provvedimenti seri ed anche abbastanza complessi.

Ad esempio è previsto l’ingresso nelle classi a scaglioni divisi in tempi di 15 minuti.

Personale e studenti dovranno essere provvisti di mascherine.

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Diagnosi DSA: più ne arrivano più la scuola fallisce la sua missione

Se la scuola fosse inclusiva, non ci sarebbe bisogno di certificazione per DSA

Oggi non posso fare a meno di mettere in risalto il commento di un’insegnante ricevuto su Facebook sotto un mio articolo.

Quando si parla di DSA a volte le soluzioni sono più facili di quello che si pensa.

Io adoro la semplicità, la chiarezza e l’onesta che questa insegnante ha mostrato nel suo commento.

Leggi sotto …

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Tic nervosi e ansia per l’inizio della scuola

La scuola dovrebbe essere un luogo di accoglienza, dove il disagio viene accolto, altrimenti saltano tutti i principi base dell’apprendimento.

È una mamma che mi scrive

Desolata e incredula che sua figlia di 10 anni possa stare cosi male per la scuola.

Una mamma che ha familiarità con il mondo dei DSA perché ha prestato servizio presso la neuropsichiatria infantile.

La bambina da un pò di tempo presenta TIC nervosi e si sveglia di notte in preda all’ansia.

É il pensiero della scuola.

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Sono solo gli asini che soffrono la scuola?

A volte dietro ottimi risultati scolastici si nasconde molta sofferenza.

Proprio ieri parlavo con una mia collega.

Quando incontro una persona che la pensa come me sul mondo della scuola scatta subito l’idea “chissà probabilmente anche lei era ciuccia a scuola…”

La mia collega mi parlava molto di sofferenza e ansia durante i suoi anni scolastici.

Con mia grande sorpresa ho scoperto che lei, al contrario mio era molto brava a scuola, sempre voti alti e laureata con il massimo dei voti.

Mi sono chiesto come mai una persona con ottimi risultati scolastici dovesse vivere con ansia questo percorso.

Mi ha spiegato che per lei è stata davvero dura affrontare l’ansia delle interrogazioni, ne ha pagato le spese a livello di stress e ansia.

Ad un certo punto si è guardata allo specchio e si è detta “sono distrutta, sono dimagrita solo per prepararmi alle interrogazioni, ma perché la scuola dev’essere cosi brutta?”

È stato sconvolgente per me scoprire qualcosa del genere.

Ho capito che non sempre è come appare.

Anche chi è molto bravo a scuola può nascondere uno stato di sofferenza.

Mi ha spiegato che l’ansia deriva anche dal fatto di voler mantenere un certo standard di voto.

Sbagliamo a pensare che per alcuni la scuola sia facile.

Pur essendo la più brava della classe, ha dovuto portare questo enorme fardello per tanti e tanti anni!

Ma ne è valso davvero la pena?

In un certo senso si, perché lei ha sviluppato una certa sensibilità verso i giovani e la loro sofferenza.

Ha capito che gli studenti hanno bisogno di essere ascoltati e capiti.

Ci tiene al rispetto della persona!

Per lei viene prima la persona e solo dopo la prestazione!

Di certo la mia collega ancora oggi lotta perché il sistema scolastico cambi e ha dichiarato che non è facile stare a contatto con il sistema scolastico anche come psicologa.

Spesso deve confrontarsi con insegnanti oppositivi.

Con genitori che tendono a demandare l’educazione dei figli.

Tutti i giorni deve fare i conti con la sofferenza dei ragazzi nel suo lavoro.

Non è facile prendersi questo carico ed io voglio farle i miei complimenti!

Vi lascio di seguito il link del suo blog: Cristina Minotti e il suo progetto #ilsorrisonellostudio

Benny Fera
Psicologo e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

“La scuola non mi piace! Io mi esprimo con la danza!” Angelica, talento DSA

Se la scuola non scopre i talenti dei bambini non ha motivo di esistere.

Angelica ha 11 anni

Siamo amici ormai da tempo.

Ho conosciuto lei, sua sorella maggiore e i suoi genitori attraverso il blog e poi di persona nei miei eventi dal vivo.

Io e Angelica siamo sempre andati d’accordo e ci siamo sempre scambiati opinioni sulla scuola.

Mi mandava le foto mentre faceva i compiti e mi diceva “che noia!!!”

Ed io rispondevo “certo! Ti capisco benissimo, pensa a quando andrai a danza e ti divertirai”

Angelica è una bambina con DSA, come si dice oggi…

Semplicemente ha difficoltà nello svolgere compiti scolastici come la lettura e il calcolo.

Fuori da scuola Angelica è una ragazzina frizzante, piena di energia, infatti ha scoperto nella danza la sua più grande espressione e passione.

Si vede la differenza!

Quando mi parla della sua passione le si illuminano gli occhi e starebbe lì a parlarne per ore …

Ma quando si parla di scuola il suo sguardo si spegne.

Oggi voglio farvi vedere il suo grande successo

Voglia farvi vedere una pagella che rispecchia il vero talento di Angelica

Vi faccio vedere come Angelica, grazie all’amore e alla comprensione dei genitori è riuscita a capire quale fosse il suo talento.

Genitori che hanno capito che per Vedere la propria figlia felice dovevano cercare qualcosa che la rendesse tale!

È un gioco di squadra!

Un esempio di una famiglia che ha capito che non son importanti i voti di scuola o i compiti a casa

È importante la felicità della propria figlia

Mostrerei queste pagelle degli esami di danza in tutte le scuole pubbliche e chiederei loro:

“In cosa avete sbagliato?”

“A cosa serve la scuola se non a scoprire i talenti dei bambini?”

Siamo ancora ai vecchi e barbosi programmi scolastici, e fino a quando sarà così, tanti bambini con talenti diversi saranno tagliati fuori!

Ecco a voi i risultati di Angelica nella danza!

Vi invito a condividere questo articolo

Che sia di esempio per tutte le famiglie in difficoltà che vedono nel proprio figlio un fallimento

Un esempio per tutti gli insegnanti che considerano svogliati i dislessici

Noi bambini i talenti ce li abbiamo, sta a voi aiutarci a scoprirli!!!

Benny Fera

Psicologo e autore di “il bambino dimenticato”

Scuola e realtà: due binari paralleli

Il gap tra la scuola e il mondo reale è molto ampio, e gli studenti lo sanno.

Lo so a volte sono ripetitivo, ma a quanto pare spesso il messaggio non è chiaro.

Cari genitori che credete fermamente nella scuola come unica salvezza per il futuro di vostro figlio

Cari insegnanti che credete fermamente nell’istituzione scolastica come sistema educativo

Voglio affrontare oggi il tema della scuola e il mondo del lavoro.

In molte tristi storie ho sentito di miei colleghi che usciti dall’università hanno dovuto ripiegare su lavori che non avevano previsto.

Ancor più triste è come il mondo accademico tratta chi decide di continuare gli studi dopo la laurea. magari facendo il concorso per un dottorato.

L’ho fatto anch’io, e per fortuna non ho passato i test.

Ho visto i miei colleghi faticare come muli dalla mattina alla sera spesso senza stipendio.

Ho visto colleghi elemosinare un assegno di ricerca per un anno!

E questo è solo una faccia della medaglia.

A meno che tu non decida di studiare per sempre ed essere precario, devi cercarti un lavoro.

Con gli strumenti che oggi il mondo dell’istruzione ti lascia devi sapere che sei indietro anni luce rispetto al mondo reale.

Le aziende cercano personale specializzato

Ciò vuol dire che devi avere esperienza

E come fa un neo laureato a fare esperienza?

Spesso deve lavorare gratis!

Che bello vero?

Studi tanti anni per non saper fare un bel niente!!!

Cari genitori lasciatemi dire che ho avuto questa esperienza

Essere umiliato davanti a datori di lavoro

Andare in giro per le scuola a parlare dei miei progetti ed essere rimbalzato come nulla fosse!

La scuola e la laurea non mi hanno aiutato affatto!

Anzi hanno creato in me un senso di inadeguatezza!

Tutto quello che ho costruito oggi è solo grazie a me stesso!

Ho detto basta alle umiliazione ed ho iniziato a costruire il mio lavoro da solo!

Attraverso un blog, facendo video su internet e dopo scrivendo dei libri!

Sono dislessico ed i miei libri esano pieni di errori, ma li ho fatti correggere, ed oggi il mio libro “il bambino dimenticato” è in cima a tutte le classifiche!

Come ho fatto?

Non certo attraverso l’istruzione che ho avuto!

Ho scritto un libro di emozioni, una cosa che a scuola non ti insegnano!

Ho aperto un sito internet, cosa che a scuola non ti insegnano.

Ho pubblicato un libro, un altra cosa che a scuola non mi hanno insegnato!

Insomma io me la sono cavata!

Ma ci tengo a specificare, me la sono cavata da solo!

Non certo grazie alla scuola!

Tanti ragazzi come me stanno cercando delle opportunità.

Tanti giovani ogni giorni si laureano e si illudono di poter trovare subito un posto di lavoro!

D’altra parte molti ragazzi, si creano opportunità già da molto giovani, vedi il fenomeno degli youtuber e degli influencer, che guadagnano attraverso le affiliazioni.

Quindi non mi venite a dire che la scuola è importante.

Perché io sono quello che vi crederà di meno!