Gli insegnanti non riconoscono i DSA

Oggi parliamo dei casi limite, i DSA difficili da riconoscere

È successo anche a te come genitore di sentirti frustrato per non aver scoperto prima la dislessia di tuo figlio.

Come genitore ti sei sentito inefficiente ed hai subito riversato la colpa sulla scuola e sugli insegnanti. Continua a leggere “Gli insegnanti non riconoscono i DSA”

La scuola non aiuta lo sviluppo della creatività tipica dei DSA

Come posso aiutare mio figlio dislessico con la scuola?

La domanda che spesso mi viene fatta dai genitori è: “…. allora come posso aiutare mio figlio?” Purtroppo la scuola non è il posto dove può svilupparsi una mente creativa. Nella scuola di oggi si utilizzano metodi basati su apprendimento meccanico di nozioni e memorizzazione di procedure. Il grande problema dei dislessici è che la loro mente non è fatta per introdurre contenuti, ma per tirarli fuori completamente nuovi. La capacità visiva della mente DSA gli consente di immaginare, quel processo che a scuola viene chiamato “distrazione”. In realtà l’immaginazione è un vero e proprio processo creativo che consente alla mente di esplorare mondi nuovi e costruire nuove e diversificate realtà. Per questo si parla di bambini intelligenti che non sanno leggere. Perché pur avendo delle spiccate capacità di:
  • problem solving
  • pensiero trasversale
  • creatività
  • immaginazione
Hanno difficoltà nella memorizzazione di concetti astratti come:
  • lettere
  • numeri
  • tutte le parole che non hanno un corrispettivo in immagini
Le potenzialità di una mente creativa nelle scuole di oggi non vengono sfruttate. É ovvio che se nelle scuole di oggi ci fosse spazio per il processo creativo, per il libero pensiero, senza insegnamenti precostituiti, non arriverei mai a dire che per un bambino DSA è meglio la vita fuori dalla scuola. Conosci l’educazione parentale? clicca qui per saperne di più Hai letto “la scuola dei miei sogni?” lo trovi su Amazon clicca qui

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La paura del colloquio insegnanti genitori

La testimonianza di un ragazzo DSA nel girono dei colloqui con gli insegnanti.

Il film si intitola: “Colloquio insegnanti-genitori”

Genere: horror

Attori principali: insegnati e genitori

Ambientazione: casa e scuola

Il terrore iniziava esattamente nel momento in cui gli insegnanti annunciavano il giorno dei colloqui.

Attraverso un avviso sul diario da riportare in classe, firmato dai genitori.

Già nella mia mente iniziava la preoccupazione.

Pensavo a come nasconderlo ai miei.

Nascondere il diario?

Strappare la pagina?

Sperare che i genitori non si accorgessero dell’avviso sul diario?

Far finta di essermene dimenticato?

Ma poi in classe ti chiedono di vedere l’avviso firmato…

Così alla fine, preso dai sensi di colpa, prendevo la saggia masochistica decisione, di far leggere l’avviso ai miei.

Non mi restava altro che non pensarci più…

Quando il giorno del colloquio arrivava, ero in ansia tutto il giorno.

Sapevo che appena tornavano i miei genitori a casa, sarebbe stato il terrore, le minacce, i ricatti…

Le facce dei miei genitori quando rientravano dal colloquio, erano sempre ombrose, deluse, arrabbiate!

Non accettavano il fatto di sentire quelle brutte notizie dagli insegnanti!

Se ne vergognavano.

Cattiva condotta e cattivi risultati nella didattica.

La mia faccia era terrorizzata, pronto a scrutare nel volto dei miei genitori, qualche feedback sui risultati dell’incontro.

Mio padre quasi subito mi evitava e con fare severo mi diceva “domani facciamo i conti”

Anche lui probabilmente aveva bisogno di tempo per riflettere sul da farsi.

Io sapevo che avrei passato una notte in bianco, avvolto nella paura.

Mia madre era più preoccupata per la reazione di mio padre, e mi riservava la solita predica ansiosa “Datti una regolata! Studia! Tua padre è veramente arrabbiato”

Nei giorni a seguire venivano prese le solite decisioni sotto forma di ricatto, di togliermi le poche cose a cui tenevo se non avessi studiato di più….

Tutta la famiglia risentiva dei miei problemi scolastici, perché l’aria di terrore si respirava in tutta la casa e anche oltre.

Non voglio aggiungere altro....riflettete!

Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

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